Era un’«angusta cappella»

Non sappiamo con precisione quando il culto per la Vergine di Siracusa, martirizzata sotto l’Imperatore Diocleziano, fu introdotto in Acquaviva; molto probabilmente si è sviluppato non prima del XV secolo.
La Chiesa che vediamo oggi non è quella originaria; in passato nello stesso luogo sorgeva una piccola cappella. Infatti, la lapide posta all’ingresso della Chiesa attuale così recita:

Nelle adiacenze dell’angusta cappella di SANTA LUCIA
eretta nel 1709 ed appartenente alla famiglia Nencha
fu costruito col concorso di tutti i fedeli
questo nuovo tempio nell’anno 1938.

Can. Ernesto Tisci disegnò – diresse;
Tommaso Racanelli eseguì.

Si legge, dunque, che la primitiva Cappella di Santa Lucia fu eretta nel 1709. Tuttavia, già in un documento del 1667, conservato nell’archivio della Curia di Acquaviva, si fa menzione della cappella. In tale atto, riguardante un processo ecclesiastico e datato 15 dicembre, troviamo la testimonianza di un prete, riferita al pomeriggio del giorno 12, il quale dichiara: «…questa sera mentre s’è andato a cantare le vespri nella Cappella di S. Lucia fuori le mura di questa città…». Tale circostanza avvalora l’esistenza della cappella e inoltre che la festività di Santa Lucia veniva già solennizzata.

Quella di Santa Lucia era una piccola cappella privata come tante che ancora fortunatamente sopravvivono nell’attuale tessuto urbano di Acquaviva. Ogni 13 dicembre, la popolazione accorreva devotamente alla chiesetta rurale per assistere alla funzione religiosa. Giunta la sera, tutti riprendevano la via verso il paese e la cappella si chiudeva per essere riaperta in rare occasioni, se non dopo un anno per la solita solennità.

Dallo Stato delle Chiese di Acquaviva nell’anno 1717 ricaviamo la descrizione della vecchia cappella di Santa Lucia:
«La Cappella di S. Lucia, poco distante dall’abitato nella strada che va a Cassano, è di mediocre grandezza ed è a tetto. Vi è una porta con la sua imagine di sopra, con il suo atrio o sia seliciata avanti. Il pavimento è di mattoni e tiene la pila dell’acqua-santa. Tiene solo un altare con l’imagine dipinta al muro di S. Lucia, ed ai lati dell’altare imagini di Santi sul muro, e sopra il suo baldacchino di legno nuovo. In corno Evangelj vi è una porta che esce alla strada». 

Da un decreto della Curia barese datato 23 dicembre 1730 ricaviamo che in quell’anno due fratelli acquavivesi, tali Isabella e Michele Colangiulo, avevano fondato, per loro personale devozione verso Santa Lucia, un beneficio sotto il titolo di detta Santa e che avevano dotato la Cappella di vari beni (diverse abitazioni e campi agricoli); inoltre, si assumevano il compito di fare la Festa ogni 13 dicembre e di celebrare almeno dieci messe all’anno. Nell’atto, firmato dall’Arcivescovo di Bari, mons. Giuseppe Trulli, si legge che fu nominato titolare del beneficio un nipote degli istitutori, Antonio Colangiulo.

La Cappella è menzionata poi nel 1815 quando, a causa di un’epidemia di peste che incombeva nella vicina Noicattaro, la città adottò severe prescrizioni per evitare la diffusione del morbo: fu ordinata la chiusura di tutte le porte e presso la cappella rurale di Santa Lucia fu istituito un posto di guardia per la disinfestazione dei forestieri che si apprestavano ad accedere al paese.

Il 18 febbraio 1837 l’Arcivescovo di Bari effettuò la Santa Visita alla chiesetta e, visto lo stato di degrado in cui versava, ordinò che vi si facessero urgenti restauri. Rettore della Cappella in quegli anni era il Can. Giuseppe Memmola che, molto avanzato in età, aveva favorito il progressivo degrado della costruzione e non si prodigò per realizzare i lavori ordinati dall’Arcivescovo.
Prima della sua morte, il Can. Memmola fece testamento con cui nominava erede universale suo cognato Nicola Spinelli. Nell’atto, redatto dal notaio Luciano Luciani e datato 3 dicembre 1857, tra le altre cose, si legge:
«Raccomando egualmente al detto mio erede la manutenzione della chiesa di S. Lucia essendo questo un obbligo di famiglia, di costruire la volta della chiesa di cucumi e di celebrare ogni anno la festa facendo dire in detto giorno le dieci messe di obbligo e le altre che si presenteranno dai divoti, con l’assistenza di un ecclesiastico, che sarà questo a piacimento e volontà del mio erede. Lascio anche alla Cappella di Santa Lucia arredi e suppellettili sacre di grande valore». 

Negli stessi protocolli del Luciani vi è poi un atto datato 5 febbraio 1867 con il quale l’erede Nicola Spinelli affida la manutenzione e il culto della Cappella di Santa Lucia al Can. Francesco Sivilla.

Nello stesso 1867 anche il Nicola Spinelli muore, lasciando tutte le sue proprietà ai coniugi Ignazio Nencha e Giovannina Spinelli (nipote del de cuius). Gli eredi confermarono l’incarico di rettore al Can. Sivilla fino alla sua morte, avvenuta nel 1897.

Nel 1907 la famiglia Nencha-Spinelli affidò la cura della cappella al Can. Edoardo Normando.

«La Chiesa sorgerà ampia, semplice, severa»

Nel 1932 fece il suo ingresso nella diocesi di Altamura-Acquaviva Mons. Domenico Dell’Aquila, il quale, qualche anno più tardi, visitando la cappella di Santa Lucia, espresse il desiderio che la chiesetta fosse restaurata o possibilmente ampliata.

La volontà del Prelato fu presto accolta dal sig. Antonio Marino (nella foto a lato), all’epoca capostazione delle ferrovie, che il15 maggio 1938 fece domanda al Commissario Podestarile del Comune, dott. Vito Cirielli.

Il 13 dicembre 1938, solennità di Santa Lucia, Mons. Dell’Aquila pose e benedisse la prima pietra. In quella data, oltre ai riti religiosi, ci furono grandi festeggiamenti con luminarie, banda e fuochi d’artificio. Fu costituito il “Comitato Pro erigenda Chiesa di Santa Lucia”, per la maggior parte formato da ferrovieri, che per l’occasione fece stampare un volantino, che di seguito riportiamo:

Acquavivesi,
la piccola Cappella eretta dai nostri avi in onore di S. Lucia V. e M.
è ora assolutamente insufficiente.
Per soddisfare la devozione che tutti gli acquavivesi nutrono verso questa Santa,
la Commissione dei festeggiamenti di S. Lucia ha deliberato
di erigere una Chiesa al posto della Cappella,
e già il 13 dicembre u.s. ne è stata solennemente benedetta la prima pietra.

La Chiesa sorgerà ampia, semplice, severa.
All’uopo è stata costituita, con l’approvazione dell’Autorità religiosa e civile,
una Commissione pro erigenda Chiesa di Santa Lucia
con l’incarico preciso di studiare il progetto, raccogliere i fondi necessari,
per tradurlo in pratica, e dare subito principio alle fondazioni della Chiesa.

Questa commissione è lieta di comunicare che:
1) la famiglia Nencha cede generosamente la piccola Cappella di S. Lucia
per dar luogo alla costruzione della Chiesa;
2) in cassa sono depositate lire 4.500 frutto di economie
fatte dalla Commissione dei festeggiamenti di S. Lucia;
3) alcuni cittadini, venuti a conoscenza del progetto dell’erigenda Chiesa di S. Lucia,
spontaneamente hanno voluto esserne i primi sottoscrittori.

Acquavivesi,
ogni anno il 13 dicembre voi vi entusiasmate per la piccola
Vergine e Martire S. Lucia e dimostrate una devozione ammirabile.
Dimostratela ora coi fatti. Questa Commissione vi domanda
un’offerta volontaria e generosa perché il progetto della costruenda
Chiesa di Santa Lucia sia realizzato nel più breve tempo.
Mentre in altre nazioni i nemici di Dio distruggono le Chiese,
noi in Italia, in questa età eroica e in un’atmosfera di pace religiosa,
ne vogliamo erigere di più grandi e di più belle.
I piccoli uomini passano, Dio non muore!

Acquavivesi,
siate degni dei vostri antenati e date generosamente
la vostra offerta pro erigenda Chiesa di S. Lucia.

 

L’invito rivolto alla cittadinanza trovò ampia adesione: chi non poté dare il proprio contributo economico, lo fece donando materiale per la costruzione o lavorando al cantiere. Nello stesso tempo, il Can. Ernesto Tisci realizzò il progetto architettonico della nuova chiesa, delegando il disegno del rosone al nipote Vito Tisci.
La costruzione fu affidata al valido architetto

acquavivese Tommaso Racanelli. Parte del terreno su cui sorse la nuova Chiesa fu donato dal concittadino Antonio Lucarelli, letterato e storico locale.

Un anno dopo la Chiesa aveva già le sue forme essenziali: erano stati innalzati i muri perimetrali e le strutture in cemento armato per il tetto erano già realizzate. Il 10 dicembre 1939, con la volta provvisoriamente coperta con teloni incerati (quelli in uso nelle ferrovie per i carri merci), don Edoardo Normando benedisse la Chiesa e vi celebrò i divini uffizi.

Al margine sinistro della facciata sud fu incisa un’iscrizione latina che recita «A DEVOTIS LVCIA» ovvero «A devozione di Lucia». Fortunatamente, questa scritta è ancora visibile, anche se nascosta dalle nuove costruzioni che negli anni hanno circondato la Chiesa.

Negli anni del secondo conflitto mondiale, i lavori continuarono, anche se a rilento: fu completato il campanile, si fece l’impianto elettrico e l’intonaco. A fine guerra, il Racanelli, sempre su disegno del Can. Tisci, realizzò l’altare, la nicchia per la Statua della Santa e il pavimento.

Ed ecco spiegato il perché, ad Acquaviva, Santa Lucia non è solo la protettrice della vista e degli elettricisti, ma anche e soprattutto dei ferrovieri: furono proprio loro a volere e a costruire questo nuovo tempio. Ancora oggi i ferrovieri sono invitati a dare la propria presenza in particolari occasioni, proprio per tramandare il loro ammirevole spirito d’iniziativa.

La Chiesa rimase aperta al culto fino alla morte di don Edoardo Normando, avvenuta nel 1943. Vi subentrò due anni più tardi, subito dopo la sua ordinazione, don Nicola Quatraro, grazie al quale la Chiesa continuò ad essere frequentata.

La Parrocchia, dal 1963 ad oggi
Con il periodo del miracolo economico italiano, Acquaviva negli anni ’50 e ’60 vide un periodo di crescita ed espansione urbanistica; la Chiesa di Santa Lucia che prima sorgeva in aperta campagna, veniva così inglobata nel nuovo tessuto cittadino e diveniva punto di riferimento per il quartiere che stava sorgendo intorno ad essa.

Era il 31 maggio 1963 quando il vescovo Antonio D’Erchia elevava la Chiesa di Santa Lucia a Parrocchia; il successivo 13 giugno nominava don Giovanni Giorgio come primo parroco. La dichiarazione di ingresso in Parrocchia è datata 13 settembre 1963, e già la successiva domenica 15 settembre fu celebrato il primo battesimo. Il 28 dicembre dello stesso anno fu firmato a Roma il Decreto di Fondazione della Parrocchia; la dote iniziale fu fissata in 55.000 lire, provenienti dai Titoli di Stato, con l’onere perpetuo da parte del Parroco pro-tempore di celebrare una Santa Messa all’anno secondo l’intenzione del fondatore.

Al Can. Giorgio, che ancora oggi celebra a volte nella nostra Parrocchia, successe prima don Speranza Lomonte (dal 1976 al 1987) e poi mons. Giacinto Ventura (dal 1987 al 1994), del quale si conserva in Parrocchia un breve diario pastorale in cui racconta le sue prime impressioni, i suoi primi interventi, le sue aspettative.

Grazie al coinvolgente impegno pastorale di Don Giacinto furono ampliati i locali che oggi ospitano l’oratorio; la chiesa fu dotata dei servizi igienici, dell’impianto di riscaldamento e di un primo impianto di amplificazione; si tennero gli incontri del primo Gruppo Famiglie.
Il 31 maggio 1988 si celebrò anche il 25° anniversario di Fondazione della Parrocchia: furono stampate delle immaginette ricordo ; si celebrò una Messa solenne all’aperto, nell’atrio delle Case Popolari, con successiva Processione per le vie del rione; si volle anche consacrare la Parrocchia al Cuore Immacolato di Maria.

Nel mese di ottobre del 1988 la Chiesa fu sottoposta a un delicato restauro; per adeguarsi all’istruzione Inter oecumenici ma data la ristrettezza del presbiterio che non permetteva la costruzione di un nuovo altare oltre quello esistente, si decise di scindere la tavola liturgica dal tabernacolo. La Chiesa fu temporaneamente chiusa al culto per permettere la risistemazione del presbiterio, e le funzioni religiose furono celebrate nell’adiacente salone parrocchiale.

I lavori, diretti dall’architetto Giovanni Fraccascia, riguardarono: la rimozione del vecchio pavimento nel presbiterio e dell’altare; la posa in opera del nuovo pavimento in “biancone di Trani”; la ricostruzione della tavola liturgica e della pala d’altare. Si approfittò della chiusura momentanea della chiesa per riparare anche il tetto e realizzare un nuovo impianto elettrico a norma con le nuove disposizioni di sicurezza.
Questo intervento di ristrutturazione fu possibile grazie alla donazione di oltre 5 milioni di lire da parte della sig.ra Paola Colafemmina, devota di Santa Lucia, il cui nome si può leggere ancora oggi in un’epigrafe posta sull’estremità destra del gradino per salire al presbiterio. Altri parrocchiani contribuirono alla spesa, seppure in misura minore, e anche la Cassa Parrocchiale impegnò ben 2 milioni di lire. I lavori furono terminati il 27 ottobre 1988, per una spesa totale di 7.570.000 lire.

 

Negli ultimi anni del suo mandato, don Giacinto fu affiancato dal diacono Pinuccio Angelillo (operante in Parrocchia fino al 2001), il quale si fece promotore di numerose iniziative. Anche quando la Parrocchia di Santa Lucia, rimasta senza Parroco, fu annessa a quella della Cattedrale (1994-1998), il suo carattere innovativo permise una crescita della Parrocchia nella fede e nella comunione di nuove esperienze.

Nel 1995 la Chiesa chiude nuovamente i battenti; l’acqua piovana che permea dal tetto ha provocato negli anni numerosi segni di umidità e molte pareti sono scrostate: è necessario un nuovo intervento e nel settembre 1995 la Comunità si sposta nuovamente nel Salone Parrocchiale. La Chiesa sarà ripitturata e dotata anche di nuovi impianti di illuminazione e di riscaldamento.

Finalmente, dopo quattro anni di annessione alla Parrocchia Cattedrale, il 12 ottobre 1998 viene nominato il nuovo Parroco di Santa Lucia, don Antonio Raimondi. Il suo ingresso fu festeggiato con grande gioia da tutti i parrocchiani durante la Santa Messa domenicale del 25 ottobre successivo.

La vita parrocchiale riprese così a camminare con grande vitalità. Nel settembre 2001, fu nominato anche il Vicario Parrocchiale, il primo nella storia della Chiesa di Santa Lucia: don Andrea Wisniewski (che ha guidato la Comunità fino al 2008).

Nell’estate del 2002 la Chiesa fu posta nuovamente sotto lavori: una nuova colorazione (sia degli interni che degli esterni) ha modificato il suo aspetto, andando a sostituire il “tutto bianco” precedente.


Nel dicembre 2003, don Antonio è stato sostituito da mons. Felice Posa che si è prodigato per abbellire la Chiesa con una nuova Via Crucis e con un Crocifisso ligneo, posto sul tabernacolo, benedetto il 13 dicembre 2006; inoltre, nel 2007 la Chiesa ha ricevuto dei nuovi banchi per l’assemblea, donati dal Vescovo Mario Paciello.
Dal 20 al 25 giugno 2005 si è tenuta la prima edizione dei Giochi d’Estate, a cura del Gruppo Giovani parrocchiale. L’iniziativa, che si proponeva di riecheggiare il “R…estate ragazzi” degli anni ’90, ebbe un grandissimo successo. Ad Acquaviva nel 2005, la Parrocchia di Santa Lucia fu la sola ad organizzare i giochi estivi riprendendo così un’abitudine scomparsa da diversi anni; negli anni seguenti quasi tutte le altre Parrocchie si sono attrezzate in merito organizzando ciascuna il proprio campo estivo per i bambini. Nel 2011 i Giochi d’Estate hanno festeggeranno la loro 7^ edizione.

Il 23 settembre 2007 è nato il Sito Web della Parrocchia:

www.parrsantalucia.altervista.org

su cui è possibile reperire tutte le informazioni riguardanti la Comunità di Santa Lucia; una sezione sempre aggiornata fornisce gli avvisi settimanali ed ogni gruppo parrocchiale ha una pagina dedicata; è presente il racconto della Vita di Santa Lucia e l’intera Storia della Parrocchia, corredata da una ricca galleria fotografica. Inoltre, il sito fornisce un’area download dalla quale è possibile scaricare del materiale per la liturgia, la catechesi e le attività ricreative. Infine, la sezione dei Link utili permette agli utenti di accedere a siti amici e/o di carattere religioso. Il sito parrocchiale è regolarmente registrato nella Lista dei Siti Cattolici Italiani dal 10 settembre 2007.

Il 1° giugno 2008 la Comunità di Santa Lucia ha festeggiato il 45° anniversario di Fondazione della Parrocchia. Alle ore 10.00, l’Immagine di Santa Lucia, accompagnata da numerosi fedeli, è stata portata in processione verso il vicino Arco del Duca dove è stata celebrata una Santa Messa Solenne all’aperto, presieduta dal Vicario Foraneo di Acquaviva, don Mimmo Giannuzzi.

Dopo la benedizione, don Felice ha letto e consegnato ai fedeli una lettera con la quale li esorta a dare il proprio contributo per i lavori di restauro che interesseranno la Parrocchia nel periodo estivo. Ha detto:

«RIPARA LA TUA CHIESA.
      Carissimi fedeli, con questo semplice motto, voglio rivolgermi a quanti nella nostra Città, e particolarmente a tutti i parrocchiani, sono sensibili alla valorizzazione della propria storia, al fine di riscoprire e proteggere il simbolo stesso della cultura, non solo religiosa, ma anche civica di Acquaviva, che è la Chiesa di Santa Lucia.
      Ogni ambiente decoroso e ordinato è l’immagine di presentazione di una Comunità cristiana, e tale rimane anche quando cambia il Parroco.
      Per questo abbiamo programmato ed iniziato una serie di lavori, quali: il rifacimento del tetto della Chiesa (a causa dell’infiltrazione dell’acqua), la pitturazione della stessa, l’impianto fonico, la riparazione della sacrestia, degli uffici, del salone e delle aule di catechismo.
      È indispensabile il contributo offerto dai fedeli; la sottoscrizione è già aperta con l’erogazione di € 5.000 da parte del nostro Vescovo Mario.
      Riparare una Chiesa significa averne cura, proteggerla e farne conoscere il valore, impedire che sia dimenticata e abbandonata al degrado: significa porre la propria firma nel ricordo imperituro, dono fatto nel 45° anno della sua fondazione.
      Certo della collaborazione di molti, chiedo già da ora la benedizione del Signore e di Santa Lucia su quanti vorranno aderire. Grazie!»

Al termine, l’assemblea ha fatto ritorno in processione con l’Immagine di Santa Lucia presso la Chiesa.

Il 19 giugno 2008 è cominciata la prima parte dei lavori di restauro, che hanno riguardato l’impermeabilizzazione del tetto e la pitturazione degli interni. Dal 1° luglio al 6 settembre, per permettere un più agile lavoro alle maestranze che vi stavano operando, la Comunità si è trasferita nella vicina Chiesa di Santa Chiara. La Parrocchia è stata riaperta domenica 7 settembre 2008

 

Durante la Santa Messa delle ore 10.30 di domenica 14 settembre 2008 la Comunità ha accolto il nuovo Amministratore Parrocchiale, don Francesco Colamonaco. La celebrazione è stata presieduta da don Francesco con don Felice, don Andrea, don Mimmo Natale e il diacono Nino Lenoci; è intervenuto anche don Mimmo Giannuzzi che, in qualità di Vicario Foraneo, ha dato lettura del decreto vescovile di nomina. 

Dopo i Riti di Comunione, don Felice e don Andrea hanno ringraziato di cuore tutti i parrocchiani per i tanti momenti trascorsi insieme; il sig. Antonio Cavallo, quale membro del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha letto un messaggio a nome della Comunità; anche don Francesco ha salutato i fedeli esprimendo la sua gioia nell’iniziare questo nuovo cammino. Tutti i discorsi sono stati accompagnati da fragorosi applausi e tanta commozione dei presenti. Dopo la Santa Messa, nel Salone Parrocchiale, si è fatto un piccolo momento di festa accompagnato da tanti affettuosi abbracci di commiato e di benvenuto.

Dal 22 settembre al 4 ottobre 2008 alcuni ragazzi della Comunità hanno provveduto alla ristrutturazione del Salone Parrocchiale che è stato poi dotato di nuove attrezzature (sedie, tavoli e un videoproiettore); è stata realizzata anche una nicchia dedicata alla Vergine Maria.

Domenica 9 novembre la statua del Sacro Cuore è ritornata ad avere un suo posto in Chiesa: dopo 10 anni di permanenza nell’Oratorio, ora occupa l’edicola sulla parete sinistra della navata. Domenica 30 novembre è stato completato il nuovo Battistero in ferro battuto, nel quale è incastonata una scultura marmorea raffigurante il Battesimo di Gesù Cristo (prima posta su una mensoletta del presbiterio); è iniziata anche la prima esperienza parrocchiale di Liturgia della Parola per i bambini di I-II-III elementare.

Il 13 dicembre 2008 la Comunità ha festeggiato il 70° anniversario dalla Posa della Prima Pietra della Chiesa di Santa Lucia.

 

La fine del 2010 rappresenta per la Parrocchia un periodo buio:  il 13 dicembre, a causa di un tragico incidente stradale, perde la vita a soli 21 anni Fabio Caforio. L’incidente avviene il mattino, subito dopo che Fabio ha partecipato e suonato le campane della prima messa, quella delle ore 6:00. Quello che doveva essere un giorno di festa per tutti, si trasforma in un giorno di immenso dolore.

La comunità perde un pilastro importante della struttura parrocchiale.

Fabio sin da piccolo è sempre stato legato alla Chiesa, e in modo particolare a Santa Lucia. Sin da bambino partecipava attivamente alla Celebrazione Eucaristica e con il passare degli anni ha cominciato a rendersi utile nel vivere quotidiano della parrocchia. Inizia poi anche la sua esperienza di catechista, svolta in maniera impeccabile, sempre preparato e attento all’educazione dei suoi ragazzi. A lui va il merito della fondazione del sito web della parrocchia e di tante altre iniziative come la festa di carnevale e le tombolate per i bambini. La sua passione per il canto lo porta a riuscire nell’intento di creare un coro in maniera organizzata e professionale. Il coro anima tutt’ora la messa domenicale delle 10:30.

In occasione del trigesimo della sua morte, il 13 gennaio 2011, dopo averlo ricordato nella Celebrazione svoltasi in Cattedrale, la comunità si è incontrata presso il salone parrocchiale, che da quel giorno è stato intitolato proprio a Fabio, per così diventare “Oratorio FABIO CAFORIO”. Nell’oratorio oggi campeggia una grande foto di un Fabio sorridente, sorriso che non è mai mancato sul suo volto anche nei momenti difficili della vita parrocchiale. Ha sempre dato il massimo di se stesso per amore della Chiesa, ma soprattutto per l’amore che nutriva verso Santa Lucia.

La Vergine e Martire Lucia è tra le sante più venerate dalla tradizione cristiana