S. Eustachio

Il 3 ottobre 1529, alla presenza di tutto il clero, del duce Giovanni Alberto Donato e della popolazione, viene posta la prima pietra dell’attuale Cattedrale. La costruzione termina nel 1594 ed il 26 novembre 1623 la chiesa viene consacrata dall’arcivescovo di Bari Ascanio Gesualdo. L’architettura della chiesa è dominata dallo stile bizantino, ma è presente anche quello gotico. Nel primo partimento della facciata vi sono tre porte, le due laterali, più piccole, fiancheggiano quella maggiore del centro. La porta principale è sormontata da un archivolto rappresentante, in bassorilievo, la conversione di S.Eustachio, patrono della città e titolare della chiesa stessa. Sulla facciata si legge la seguente iscrizione: “ AEDES MAXIMA PUBBLICIS SUMPTIBUS AD AMPINETUDINEM EXCITATA 1594 DUCE ALBERTO DE ACQUAVIVA”. Sui tre vertici sono presenti le statue in pietra di S. Pietro e S. Paolo, lateralmente, e della Madonna con bambino al centro. L’interno è diviso in tre navate, in quelle laterali vi sono due altari, uno per ogni navata, quello di S. Sebastiano, patrono secondario di Acquaviva, nella navata di destra, e quello di S. Michele Arcangelo in quella di sinistra. Prima che venissero effettuati i lavori di restauro vi erano altri due altari, quello di S. Giuseppe, in linea con quello di S. Sebastiano, e quello della Madonna del Rosario, in linea con quello di S. Michele. La rimozione dell’altare di S. Giuseppe ha portato alla luce un antico ingresso laterale che oggi connette la chiesa con l’aula capitolare, in quest’ultima sono conservati gli altari traslati dalla chiesa. L’abside è fiancheggiato dalla cappella del Purgatorio, in linea con l’altare di S. Sebastiano, e da quella del SS. Sacramento, in linea con l’altare di S. Michele.

Dalle navate laterali è possibile accedere alla cripta, in essa sono presenti tre altari, il primo, in corrispondenza della navata destra superiore, è di marmo e presenta un dipinto di S. Eustachio, sono presenti due mensole che sorreggono rispettivamente le statue della moglie del santo e dei figli. L’altare centrale, detto della “Riposizione”, è il luogo deputato ad accogliere il SS. Sacramento nei giorni del triduo pasquale, dalla porta del tabernacolo sporge una piccola statua del Cristo Risorto che con il braccio sinistro circonda la croce e con la mano destra tiene il calice. Il terzo altare è invece dedicato alla Madonna di Costantinopoli, nel mezzo vi è un bassorilievo rappresentante Maria SS. di Costantinopoli, ai lati vi sono due piccole statue raffiguranti S. Francesco d’Assisi e S. Antonio da Padova. in una pergamena, posta sotto il bassorilievo si legge:



ora pro nobis

A.D. MDCCLIII

è curioso che sia scritto , che significa “colei che contiene Dio”, e non O, che invece ha il significato di “Madre di Dio”, titolo attribuito a Maria con il concilio di Efeso del 431 d. C.

Il bassorilievo copre il dipinto della Vergine di Costantinopoli con Gesù bambino, entrambi presentano sul capo due corone d’oro. La storia di questo dipinto è avvolta nella leggenda, mancano notizie certe circa un suo “eventuale” arrivo ad Acquaviva o una sua realizzazione su commissione di qualcuno; nel 1604, infatti, un incendio distrusse l’archivio capitolare della chiesa e nello stesso periodo venne manomesso l’archivio pubblico della città.

La leggenda vuole che il dipinto sia arrivato via mare da Costantinopoli e che sia stato portato in città da un carro trainato da due buoi dopo essere stato trovato sulla spiaggia di Bari da due acquavivesi. Ogni martedì si celebra una messa in onore di Maria SS. di Costantinopoli, in particolare la celebrazione acquista un grado di solennità il primo martedì di marzo ed il primo martedì di settembre. Il primo martedì di marzo si ricorda l’arrivo dell’icona ad Acquaviva, nella celebrazione presieduta dal vescovo il segretario comunale consegna, nelle mani dell’amministratore del Capitolo della cattedrale, 50 mezze pezze d’argento per adempiere un voto che la città fece con la Vergine di Costantinopoli per essere stata salvata dalla pestilenza che afflisse l’intera regione nel 1636, il voto risale al 1642.

Il primo martedì di settembre ricorre la festa dell’incoronazione, il primo martedì di settembre del 1781, infatti, furono poste sul capo della Vergine e del bambino due corone d’oro donate dalla Capitolo Vaticano alla chiesa di Acquaviva. Esattamente 100 anni dopo, il primo martedì di settembre del 1881, vengono riposte altre due corone d’oro in sostituzione di quelle precedentemente rubate. In occasione della festa del 1981, anno del bicentenario della prima incoronazione, l’icona è stata esposta alla pubblica venerazione nella parte superiore della chiesa, questo evento eccezionale è stato ripetuto nel 2002, anno in cui è stata celebrata la festa per la prima volta nella cattedrale restaurata, sempre nel 2002 vi è stata una terza incoronazione.

La storia della nostra Cattedrale, quindi della nostra Chiesa locale, si intreccia con quella della nostra città: la tradizione vuole che la Chiesa di Acquaviva sia stata fondata direttamente da Roberto di Serguglione. Egli diviene “signore” di Acquaviva nel 1145 e dota la città di un’infermeria militare, usata in seguito anche dai civili, e di una chiesa, dedicata prima a Maria Assunta e poi a S. Eustachio, tale chiesa sarebbe stata poi sostituita poi con l’attuale Cattedrale.

Per questo motivo la Chiesa di Acquaviva ha da sempre rivendicato il titolo di “Chiesa Palatina”, dipendente cioè dal “signore” ed esente da ogni forma di giurisdizione da parte del vescovo diocesano.

Nel 1789 la curia del Cappellano Maggiore di Napoli conferisce all’arciprete di Acquaviva l’autorità ordinaria sulla Chiesa acquavivese confermandole il titolo di “Palatina”.

Nel 1818, con la bolla “De utiliori”, papa Pio VII nega l’autonomia alla Chiesa acquavivese sottomettendola alla giurisdizione ecclesiastica della Diocesi di Bari.

Dopo soli 30 anni, nel 1848, con la bolla “Si Aliquando”, papa Pio IX decreta l’indipendenza di Acquaviva dalla Diocesi di Bari, la Chiesa acquavivese viene elevata al grado di “Prelatura Nullius” e viene unita “aeque ac principaliter” alla Prelatura Nullius di Altamura, esistente già dal 1232, sotto la persona di un unico prelato, sull’antica cattedra marmorea, sostituita con quella lignea durante i lavori di restauro, si legge “PP Pius IX erexit hanc Cathedram Kal Sept MDCCCXLVIII”.

Viene nominato primo prelato “nullius” di Altamura e Acquaviva Mons. Giandomenico Falconi, già arciprete di Acquaviva dal 1844. Nel 1852 viene imposta da Falconi la costruzione di un palazzo prelatizio ad Acquaviva, il luogo individuato per la costruzione è dove oggi sorge il Teatro Comunale, la morte di un operaio durante i lavori porta alla decisione di costruire il palazzo accanto alla Cattedrale.

La Chiesa di Acquaviva vive nel 1938, sotto la prelatura di Mons. Domenico Dell’Aquila, il primo Sinodo della sua storia, nel 1951, durante la prelatura di Mons. Salvatore Rotolo, celebra il Congresso Eucaristico.

Nel 1975 le prelature di Altamura ed Acquaviva vengono unite in “persona episcopi” alla Diocesi di Gravina, il vescovo di Gravina, Mons. Salvatore Isgrò, assume il titolo di prelato di Altamura ed Acquaviva.

Nel 1986 con il decreto “Istantibus votis” le tre diverse realtà ecclesiastiche vengono fuse nella Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, Mons Tarcisio Pisani, già vescovo di Gravina e Prelato di Altamura e Gravina dal 1982, diviene il primo vescovo diocesano.

Dal 7 dicembre 2010 al 7 dicembre 2011 si celebra, sotto la guida di Mons. Mario Paciello, il primo Sinodo Diocesano, entrato in vigore il 6 gennaio 2012. Dal 30 settembre al 6 ottobre 2012 viene celebrato il primo Congresso Eucaristico Diocesano preceduto dalla Missione dei giovani.