La cappella subì diversi rifacimenti: alla fine del 1880 venne nuovamente restaurata. In quest’occasione fu sostituito il pavimento, ricoperto con mattoni in terracotta, con altri in ceramica finemente lavorati, provenienti dalla cattedrale. Forse fu fatta la volta a botte in tufo, sostituendo le capriate in legno. Fu anche demolito il piccolo altare laterale che custodiva il quadro della Madonna della Libera. Questo venne poi sistemato sopra l’altare maggiore.
La chiesa si erge ancor oggi al centro del borgo e ha una facciata semplice a capanna come nella tradizione tardo medioevale. Non ci sono ornamenti esterni, ma la scansione ritmica viene data dalle due aperture: la porta d’ingresso e la finestra; fra queste è inserita una minuscola nicchia che conteneva la statua dell’Arcangelo Michele, opera trafugata.
Vi sono all’interno quattro arcate -due per lato- contenenti tele settecentesche che descrivono scene di vita della Vergine. Nella zona presbiterale, dietro l’altare maggiore è ubicata la pala d’altare di S. Michele Arcangelo che scaccia i demoni, probabilmente commissionata nel 1714 dall’Annecchino la quale doveva sostituire un altro quadro di S. Michele che era collocato sull’altare maggiore della chiesa «benchè vi si attende il nuovo». Ancora dietro l’altare è presente un bancone-armadio seicentesco, in legno intagliato con cassetti decorati a racemi. Sull’altare centrale in pietra è posta l’icona cinquecentesca della Madonna della Libera.