Palazzo vescovile pro art

Il Palazzo Vescovile (1853-1858) è opera dell’architetto bitontino Luigi Castellucci (1798 – 1877), considerato all’epoca il miglior architetto della provincia. Il palazzo è stato costruito a ridosso della Cattedrale di Acquaviva ed è collegato con essa attraverso due porte. Nel palazzo è custodito l’archivio e la biblioteca, in cui si conservano, tra le innumerevoli opere, i suddetti codici liturgici e le opere del maestro Ottavio Festa.

La struttura ha una superficie complessiva di 624mq di cui 487 interni e 140mq esterni divisi tra cortile (83 mq) e androne (57mq) coperto da volta a botte.
Il manufatto, di proprietà della Diocesi di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti, considerate le sue peculiarità architettoniche e storiche, risulta essere sottoposto a vincolo ai sensi della legge  1089 del 01/06/1939 come modificata dal testo unico d.lgs 490/99.

Il Palazzo Vescovile, realizzato intorno al 1850 su progetto dell’arch. Luigi Castellucci,  è prospiciente la piazza più importante del centro storico del paese, Piazza Dei Martiri, e fronteggia il Palazzo De Mari sede attuale degli uffici comunali.

Esso si presenta di forma quadrangolare: il lato sud è addossato sul fianco destro della Cattedrale (risalente al 1529 circa), chiesa nota come una delle quattro Basiliche Palatine della Puglia; al tempo della realizzazione, infatti, tale attestazione soppresse gli ingressi laterali della chiesa che diventarono aperture comunicanti i due manufatti deturpandone irrimediabilmente la prospettiva.

Oggi il Palazzo viene poco utilizzato al piano terra, dalla parrocchia confinante, per l’inadeguatezza degli ambienti ed è completamente inutilizzato al piano primo dove necessitano gli interventi maggiori.