La Cattedrale

Secondo una diffusa opinione, la prima chiesa matrice acquavivese sarebbe stata edificata nel XI-XIII secolo: un documento del 1221 attesterebbe la presenza ad Acquaviva di una chiesa arcipretile dotata di franchigie e privilegi. Su questa struttura originaria, sarebbe stato edificato l’attuale edificio sacro, durante il Cinquecento.

Comunque l’edificazione della chiesa attuale risale al XVI secolo per impulso dell’arciprete Cesare Lambertini. Determinante fu la volontà e il contributo della popolazione acquavivese e quello degli Acquaviva d’Aragona, signori del paese: la prima pietra è posta nell’ottobre del 1529. L’apertura al culto viene fatta risalire al 1594, dopo una spesa di “molti migliaii di ducati”. La chiesa, di stile tardo romanico-rinascimentale, presenta una classicheggiante facciata a due ordini.
Sotto il frontone si apre il maestoso rosone a 16 raggi e più in basso l’elegante portale principale con due leoni stilofori che reggono colonne doriche dai raffinati capitelli. Sulle colonne il timpano incornicia la lunetta con il bassorilievo raffigurante S. Eustachio, patrono delle città.

L’interno diviso in tre navate da grandi pilastri con semicolonne, subendo un “ammodernamento” durante l’Ottocento con stucchi e marmi. La navata centrale è divisa dal coro da un grande arco trionfale, mentre le altre due si concludono nelle cappelle del Sacramento e del Purgatorio; una cupola decorata con rosoni e fregi copra la parte absidale. Nella navata sinistra si trova, sotto l’altare della Madonna del Rosario, la tomba di S. Donato.

La cripta “ammodernata” nel XIX secolo quando furono rivestite colonne, archi e volte con marmi ad intarsio, era arricchita in epoca barocca da tre preziosi altari, di cui due in lamina d’argento, realizzate da argentieri napoletani.

Lo slanciato campanile che si eleva dalla parte absidale della chiesa è ornato da aperture quadrifore e bifore e da un elegante loggiato a scacchiera, ed è concluso da una copertura piramidale.
Nel 1789 la Cattedrale fu dichiarata “Palatina” diventando una delle quattro chiese palatine pugliesi: la Cattedrale di Altamura, la Cattedrale di Monte S. Angelo e la Basilica di San Nicola a Bari.

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