Piccoli Granelli

Comunità educativa “Piccoli Granelli” (art. n. 48 del Regolamento Regionale 4/2007)

La Comunità Educativa “Piccoli Granelli” è una struttura residenziale a carattere comunitario di tipo familiare (art. n. 48 del Regolamento Regionale 4/2007 – Regione Puglia), nata dall’esperienza e dalla collaborazione della Parrocchia S. Eustachio di Acquaviva delle Fonti (BA) con la Società Cooperativa “Mosaici” che, attualmente, gestisce il Centro socio-educativo diurno “Granelli di Senape”.

La Comunità è rivolta a minori per i quali non è praticabile l’affido o per i quali si è in attesa dell’affido stesso, ma che necessitano di un allontanamento temporaneo dal nucleo familiare in quanto sperimentano situazioni di disagio che compromettono la serena crescita psico-fisica e la loro realizzazione.

 

La Comunità può ospitare fino ad un massimo di 5 minori, più uno per la pronta accoglienza, di sesso sia maschile che femminile, italiani e stranieri, di età compresa tra 3 e 18 anni, segnalati dai Servizi Sociali Comunali o dai Tribunali per minorenni. La permanenza dei minori in comunità può essere estesa fino al compimento del 25esimo anno di età limitatamente ai casi per i quali si rende necessario il completamento del percorso educativo e di recupero. Gli ospiti della struttura sono costantemente accompagnati da un’equipe di operatori professionali che svolgono funzione educativa operando secondo un modello relazionale familiare, a carattere professionale, e realizzando interventi volti a promuovere il benessere dei ragazzi accolti e delle loro famiglie, e orientati, nello specifico, a promuovere la crescita autonoma e responsabile dei ragazzi, la loro formazione, la loro inclusione scolastica e sociale, il recupero delle loro eventuali difficoltà psicologiche, comportamentali, sociali e relazionali.

Di fondamentale importanza risulta, infatti, la funzione pedagogica assunta dalla Comunità e dalle persone che operano in essa. 

Attraverso attività ed interventi educativi specifici, la Comunità mira al raggiungimento di  obiettivi indicati e programmati insieme al servizio sociale referente, alle Istituzioni, alle famiglie d’origine, alle agenzie del territorio e al Terzo Settore e che vanno a delineare i contorni ed i contenuti del Progetto Educativo personalizzato del minore.

 

Alcune attività realizzate all’interno della comunità sono gestite e realizzate esclusivamente dall’èquipe educativa che opera all’interno della struttura, altre, invece, prevedono il prezioso coinvolgimento delle realtà territoriali e dei volontari della Parrocchia S.Eustachio, il cui operato rappresenta l’espressione piena e concreta delle dimensioni di accoglienza, solidarietà e gratuità verso bambini, adolescenti, giovani e gruppi familiari che sperimentano uno stato più meno pervasivo di difficoltà.

 

L’esperienza più significativa della Comunità “Piccoli Granelli” è stata l’accoglienza di 5 minori stranieri non accompagnati, di età compresa tra  i 14 e i 17 anni, in fuga dalla Costa d’Avorio e dalla Guinea, giunti al porto di Bari il 21 maggio 2017. Per l’intera comunità parrocchiale e territoriale, questa è stata un’importante occasione per prendere consapevolezza e abbracciare la responsabilità di proporsi come polo di aiuto e punto di riferimento per i minori, stranieri e non. Volontari, famiglie, ragazzi, hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro risorse per garantire un’accoglienza piena e completa dei MSNA. Gli operatori, invece, hanno curato l’aspetto più educativo e relazionale, accompagnando i ragazzi in un percorso di alfabetizzazione alla lingua italiana, coinvolgendoli nella scelta dell’indirizzo scolastico da intraprendere, nell’acquisizione e consolidamento delle autonomie e provvedendo gradualmente alla costruzione di una rete sociale un po’ più ampia, finalizzata alla loro piena inclusione nel territorio acquavivese, ovviamente in accordo ed in stretta collaborazione con i servizi sociali territoriali. Il progetto migratorio dei ragazzi, però, prevedeva altre mete, motivo per il quale, dopo diversi mesi, hanno lasciato la Comunità per raggiungere altre destinazioni. Solo uno di loro ha deciso di restare e di provare a costruire un futuro nel territorio italiano.

 

Complessivamente, ciò che resta di questa esperienza è l’aver potuto dare una risposta concreta ad un reale stato di bisogno e l’aver sperimentato la gioia dell’accogliere e dell’essere accolti.