Caroli alla guida del Comitato Feste

 Il Comitato Feste Patronali sceglie la linea giovane e lo fa affidando la vice-presidenza a Vito Caroli; lo abbiamo incontrato per una breve conversazione e per approfondire le ragioni di questa nomina.

 

Da pochi giorni sei stato nominato vicepresidente del Comitato Feste Patronali. Come hai accolto questa nomina?

PresidenteÈ una nomina che mi riempie di orgoglio e che al tempo stesso mi carica di responsabilità importanti a cui – sia pure con non pochi timori – non voglio sottrarmi. Si tratta di una nomina che mi offre un’occasione formidabile di servizio alla comunità. Il Comitato Feste Patronali, come noto, è un’organizzazione religiosa e quindi intendo interpretare il ruolo che mi è stato affidato avendo sempre ben presenti lo spirito e i principi a cui questa organizzazione si ispira e che da subito, ho riconosciuto in assoluta contiguità con quelli che segnano il percorso della vita parrocchiale. Il Comitato non è un’entità avulsa che brilla di luce propria e che prescinde dalla parrocchia di cui è invece diretta emanazione. È questa la dimensione che riconosco nell’incarico che mi è stato attribuito: è, innanzitutto, un servizio che la parrocchia chiede anche a me di offrire alla propria comunità e all’intera Città. Il mio lavoro e il mio contributo avranno un senso e saranno utili soltanto se riuscirò ad essere utile e costruttivo nel servizio e se saprò raccogliere e coinvolgere l’entusiasmo e la disponibilità di tanti.

Auguro a me stesso, prima ancora che a tutti gli altri componenti del comitato, di saper ripagare la fiducia e di non deludere le aspettative che in tanti hanno riposto in me.

Un vicepresidente giovane supportato anche da un gruppo della pastorale giovanile, sull’onda del rinnovamento generale oppure una casualità?

Non è affatto una casualità: è invece il frutto di una chiara e netta volontà e di un progetto lungimirante di apertura dell’organizzazione del Comitato ai più giovani. Mi piace rimarcare, in questa occasione, che non si tratta affatto di sbiadire o, peggio ancora, di cancellare tradizioni ormai secolari; quanto, piuttosto, di suscitare e accendere anche nei più giovani, l’orgoglio e la memoria di quelle stesse tradizioni, oltre che dell’appartenenza ad una comunità che si riconosce e si ritrova nella fede e nella devozione ai santi Patroni. Nelle scorse settimane è stata costituito, in seno al comitato, una componente giovanile che attinge i ragazzi proprio dal gruppo della pastorale giovanile cui ti riferivi, e a cui, da subito è stata affidata la cura di aspetti importanti dell’organizzazione.

Si tratta della testimonianza migliore della volontà di rinnovare – preservando la tradizione – e ricorrendo a strumenti più nuovi – e talvolta più efficaci – con cui toccare la sensibilità dell’intera comunità.

Questa prossima festa patronale e’ ormai alle porte, e’ stato possibile gia’ mettere il tuo marchio oppure ormai era tutto pronto?

L’organizzazione e la preparazione di ogni singolo evento, di cui si caratterizza, cominciano molto prima dei giorni in cui poi la festa trova poi svolgimento. Basti pensare che tra gennaio e febbraio dovremo essere già pronti con una serie di scelte operative che segneranno i festeggiamenti e gli eventi del prossimo anno, tra cui, naturalmente, la festa di settembre. Cercherò indubbiamente di apportare il mio contributo ma senza per questo avere la presunzione – o anche solo l’aspettativa – che tale contributo prevalga e sia riconoscibile. Mi sta molto più a cuore il coinvolgimento di tutti i cittadini e, naturalmente, dei fedeli in particolare. Mi piacerebbe che ognuno percepisse come “sua” questa festa e si senta, per questo, protagonista.

Quali progetti e novita’ in programma, non solo per le feste ma per il comitato in generale?

La mia nomina rappresenta solo una delle tappe del processo di rinnovamento dell’organizzazione del Comitato. Puntiamo, in particolare, ad un rinnovamento che muova i suoi passi proprio dall’interno del Comitato tenendo ben salde le tradizioni e soprattutto i principi che ne ispirano l’attività e il funzionamento.

Torno a sottolineare che il comitato è un’organizzazione religiosa in cui ogni fedele può e deve sentirsi chiamato ad offrire il proprio contributo non meno di quanto si senta chiamato a fare all’interno della propria comunità parrocchiale. Il comitato stesso è uno “strumento operativo” della parrocchia di cui è parte integrante e viva. La “novità” più importante e “rivoluzionaria” è quindi la riscoperta della vocazione autentica di questa organizzazione.

Ci impegneremo quindi, già con questa festa, e poi ancora meglio con quelle future, a rendere riconoscibile il ruolo del comitato e la sua funzione tra i cittadini. A tutti rivolgo l’invito a sentirsi “chiamati” a dare il proprio apporto e il proprio contributo. Vorrei che il comitato non fosse più visto, dall’esterno, come una cerchia ristretta di persone che si occupano di organizzare pochi eventi più o meno festaioli: vorrei che rappresentasse invece una comunità in cui trovano forma ed espressione l’entusiasmo e l’orgoglio della propria fede e della devozione.

Acquaviva e’ notoriamente un paese di cittadini e commercianti che non contribuiscono in maniera sostanziale economicamente alla festa. Come si organizza con pochi soldi?

Ci preoccuperemo di fare il massimo con quello che i cittadini, i commercianti, le aziende e le istituzioni vorranno donare al Comitato. E a questo proposito mi preme ringraziarli – tutti – anticipatamente per la generosità che vorranno dimostrare una volta ancora.

Negli anni passati si è innescato un circolo vizioso per cui i contributi, in tante circostanze, sono stati ridotti anche perché insoddisfatti dell’organizzazione delle feste; di quella di settembre in particolare. Il mio impegno personale – e di tutto il comitato – passa anche dal rendere, se possibile, più trasparente e condivisa di quanto sia già stato fatto egregiamente in passato, la rendicontazione della gestione economica e finanziaria del comitato, sì che tutti possano apprezzare gli sforzi indicibili con cui le feste vengono organizzate. Raccolgo in questi giorni la disponibilità e la richiesta dei commercianti, e anche di tanti cittadini, ad intraprendere un percorso nuovo di collaborazione e di dialogo serrato che conduca ad una contribuzione migliore e più efficace in favore del Comitato. Ci sforzeremo quindi – ne assumo l’impegno – di ascoltare i commercianti e di recepire le loro istanze e soddisfare – ove possibile e legittime – le loro richieste.

Creare, in occasione delle feste e degli eventi organizzati in favore dei Santi Patroni, condizioni che garantiscano agli operatori commerciali maggiori incassi e visibilità più netta, non potrà che tradursi nella disponibilità e nella volontà degli stessi a devolvere contributi maggiori e più “importanti” a favore della nostra organizzazione. Abbiamo bisogno anche del loro aiuto per rendere “virtuoso” quel circolo a cui prima accennavo e che per troppo tempo è rimasto vizioso!

Con altrettanta risolutezza, anche nell’interesse di tanti commercianti e cittadini onesti e leali – che si adoperano da sempre, silenziosamente,  con abnegazione e spirito di sacrificio – non tollereremo atteggiamenti prepotenti e fraudolenti che possano danneggiare l’onorabilità del comitato e dei suoi componenti, oltre che la trasparenza, la correttezza e l’efficacia del nostro operato.

Hai incontrato difficolta’ nei primi in questi primi giorni di lavoro?

C’è sicuramente tantissimo da fare. Si tratta, per me, di un’esperienza assolutamente nuova e inedita. L’esitazione e i timori delle prime ore sono stati letteralmente travolti dall’entusiasmo e dallo spirito di servizio con cui tutti i componenti del comitato – nessuno escluso – hanno accolto un “estraneo”. Ho tantissimo da imparare da loro a cui posso invece offrire solo la disponibilità di un po’ di tempo e di energie. A tutti loro voglio rivolgere il ringraziamento più affettuoso per aver accettato la mia nomina e per avermi reso parte della loro squadra. Al parroco, don Mimmo Giannuzzi, voglio rivolgere un pensiero particolare di gratitudine per aver intravisto in me capacità e doti tali da convincerlo a designarmi per la carica che mi è stata poi assegnata: credo che la via migliore e più bella per ripagare la fiducia incondizionata di tutti loro sia l’abnegazione e la dedizione con cui, tutte le volte che ci riuscirò, saprò caratterizzare il mio lavoro e la mia collaborazione.

A chi mi ha preceduto, in particolare a Nino Lenoci e a Saverio Vavalle, con molta umiltà, rivolgo il mio grazie per aver tracciato un solco importante lungo cui proseguire.

Nell’imminenza della festa chiedo a tutti i cittadini, una volta ancora, la collaborazione, la sensibilità, la generosità, la comprensione e la pazienza che hanno sempre – incondizionatamente – saputo rivolgere al comitato e ai suoi componenti. Chiedo a tutti loro di aiutarci a servirli !!

Marilda Tria

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