Suor Antonia: sete di eternità

SUOR ANTONIA: SETE DI ETERNITÀ

MOD orig.Ci sono alcune persone nella nostra vita che, per le ragioni che solo il cuore conosce, consideriamo “eterne”. Solitamente sono le persone che amiamo, quelle che rappresentano per noi le “basi sicure” dalle quali siamo partiti per “costruirci”, per crescere e alle quali ritorniamo ogni volta che abbiamo la necessità di ritrovarci. E loro ci sono, puntualmente.
Suor Antonia è una di queste.
Quante volte, senza saperlo, in questi venti anni della nostra amicizia, è riuscita non solo a “godere” di questa considerazione inconsapevole eppure certissima da parte mia, ma a rendere lei stessa “eterno” ogni momento condiviso insieme. Il segreto di questo dono stupendo, per il quale ringrazio Dio in ogni momento, risiede nella risposta a quella prima domanda che diede inizio alla nostra conoscenza. Incuriosita da questa suora così sorridente e così desiderosa di comunicare ai giovani in particolare la bellezza della propria appartenenza a Dio, in uno dei nostri primi incontri, senza nasconderle la mia timidezza, le chiesi a bruciapelo: “Sei felice?”. Senza esitazione sgorgò dal suo cuore e dalle sue labbra quell’indimenticabile “Sì!”, forte, sicuro, deciso, fermo, fedele, che profumava di autenticità, di mistero, di una pienezza che non potevo afferrare ma solo contemplare. Un “sì” che ha mosso, guidato e abbracciato tutta la sua vita. Oggi, mentre rileggo con gratitudine gli eventi e ripercorro i ricordi, quasi a volerli trattenere per sempre, mi scopro testimone di qualcosa di grande. So che adesso leggendo queste righe, lei per prima, sorridente, abbasserebbe lo sguardo quasi ad indicarmi di “non esagerare”, ma so per certo che quel suo “sì”, quel suo essere veramente felice, ha rappresentato il fil rouge della sua vita. Tutti ce ne siamo accorti. E quella felicità, dono ricevuto dal Signore per l’adesione gioiosa, incondizionata e totale alla Sua chiamata, lei l’ha ricambiata con la sua fedeltà fino alla fine, fino alla Croce. Proprio come Maria. Stando accanto a lei in questi due anni di sofferenza, ho toccato con mano la sua incredibile docilità nel fare la volontà di Dio, anche quando ci chiede tanto e non capiamo bene il senso del Suo progetto d’amore per noi. Quella sua docilità e pazienza, quel suo silenzio pieno d’amore nell’ora della prova, innegabilmente sconcertante per tutti coloro che l’hanno accompagnata in un lungo o breve tratto di questo ultimo percorso, sono stati il suo anello nuziale. Fedele al Suo Sposo che l’ha amata tanto, lei ha offerto tanto. E il Signore ha voluto così: che quel fiore bellissimo fosse colto perché ormai pronto per un prato ancora più bello.
Per questo, Suor Antonia per me è un esempio grandissimo di un “Eccomi” vissuto con la vita, non pronunciato con le parole e basta. “Eccomi” significa “Io ci sono e ti accolgo!”, prima di tutto nei confronti di Dio e poi di tutti, in Lui. Tutti e tutto nel Suo nome. Questa professione di fede e di fedeltà, rinnovata nella sua quotidiana esistenza, si è resa tangibile e contagiosa per quanti hanno avuto la gioia di incontrarla sulla propria strada.
Quella suora sorridente di venti anni fa ha regalato alla mia vita e alla nostra Acquaviva la sua testimonianza d’amore, vissuta con semplicità, nella gratuità, con umiltà, nella carità, come figlia della Beata Madre Antonia e ha segnato, attraverso i suoi passi veloci, l’urgenza di quella testimonianza: in ospedale, in parrocchia, nella casa delle suore anziane, tra i giovani, in ogni incontro, nella preghiera, nel silenzio, nella festa e nella malattia. Ogni passo per dirci che:
Chi ama non perde tempo.
Chi ama non vede l’ora di stare con l’Amato e di accogliere con cuore indiviso tutti in Lui.
Chi ama si fida dell’Amato e si abbandona in Lui.
Chi ama non ha paura della Croce ma trova in essa la propria forza e la propria speranza.
Chi ama sa solo dire “Sì”.
Chi ama, ama senza misura.
Cosa ci lasci allora Suor Antonia oltre alla nostalgia di rivedere il tuo sorriso?
Racchiudo tutto in queste parole: sete di eternità.
Se la tua vita, ogni giorno proiettata verso l’Eterno su questa terra è stata così bella, come sarà l’eternità stessa?
Oggi, cara amica, penso che vorrei vivere una vita degna di quel posto bellissimo in cui ora sei tu. Te lo chiedo ancora attraverso la stessa domanda: “Sei felice?”.
Alzo gli occhi al cielo per incontrarti e già vedo che mi sorridi…

Claudia Colaninno

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