img_3791“Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.” Così disse il nostro Signore due millenni fa. Sono parole importantissime, che spesso dimentichiamo o che diamo per scontato, o ma non è così. Ci chiediamo: cosa rende i bambini così simili a coloro che erediteranno il regno dei cieli? Cosa dobbiamo fare per essere dei bambini, come quelli seduti in questo momento nei primi banchi?

E’ vero, i bambini possono essere ingenuamente crudeli, ma possono anche essere di una bontà che non riusciremo mai più ad avere. I bambini sono come delle tele bianche, su cui si può dipingere un capolavoro. Sono disposti ad ascoltare, ad apprendere, imparare, perché i bambini vivono nel presente, non nel domani. I piccoli non hanno angosce per il domani, angosce che possono essere manipolate per fini diversi da quelli che ci domanda il nostro Signore. Angosce che ci distolgono dall’unico obiettivo che abbiamo: fare di tutto per dimostraci degni di entrare nel regno di Dio.
I bambini hanno un unico istinto: vivere, e crescere. Per farlo, accolgono tutto ciò osservano intorno a loro, senza farsi domande inutili, senza perdersi in cose inutili, o dannose. Se qualcuno non lo istigasse, pensereste voi che un bambino potrebbe dichiarare guerra ad una nazione? O che potrebbe fare del male a qualcuno per il solo piacere di farlo? O che potrebbe rovinare la vita di milioni di persone per ottenere guadagni che non gli serviranno nella vita dopo la morte? Ecco, questi sono i motivi per cui Dio è nei piccoli.

“Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. I bambini non hanno pregiudizi. A cosa importa loro se davanti a sè hanno un ricco o un povero, un nero o un bianco, un uomo o una donna? Accolgono qualsiasi cosa, si stringono a qualsiasi cosa dia loro sicurezza. Dio è nei piccoli perché loro sono un esempio vivente di ciò che Gesù ci chiede di essere. Il simbolo di stasera, un orsacchiotto è segno di ciò. Così come i bambini più piccoli stringono a sé i loro peluche nel cuore della notte, così dovrebbe essere il nostro legame con Gesù.

Davide Colafemmina

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