Quando il Salvatore si immerse nell’acqua consacrò tutte le acque

L’ininterrotto susseguirsi dei benefici, il gaudio di cui continuamente ci inonda, ci fanno capire quanto dobbiamo a Cristo Signore. Ecco, siamo ancora esultanti per la nascita del Salvatore, e viene già a rallegrarci la sua rinascita; non è ancora finita la festa del Natale, e già incalza la solennità del suo battesimo; è appena nato tra gli uomini, che già rinasce nel sacramento.

Oggi infatti, sebbene già grande, egli viene consacrato nel Giordano. Il Signore ha voluto mostrarci ininterrotta la serie dei suoi benefici, unendo nella realtà di un unico avvenimento la sua nascita da una vergine e la sua rigenerazione nel battesimo; e ha voluto che senza soluzione di tempo
si festeggiassero la sua nascita nella carne e quella nel battesimo, affinché, come allora abbiamo ammirato il suo concepimento da una madre vergine, così oggi lo contempliamo immerso in un’acqua pura e ci rallegriamo del duplice prodigio: che una madre abbia generato un figlio rimanendo intatta e che un’acqua abbia lavato il Cristo e ne sia stata santificata. Infatti,come dopo il parto è stata glorificata la perpetua verginità di Maria, così dopo il battesimo è stata riconosciuta la consacrazione dell’acqua.

In certo senso, anzi, questa è stata arricchita di un dono ancor più grande: perché Maria meritò la gloria della verginità solo per sé l’acqua ha comunicato la santità anche a noi; Maria fu preservata dal peccato, l’acqua lava dai peccati; Maria fu madre una sola volta, rimanendo casta; l’acqua resta pura anche se rigenera tante volte; Maria non conosce altro figlio che Cristo; l’acqua, con Cristo, è madre dei popoli.

Oggi dunque è come un secondo natale del Salvatore. Vediamo in questa sua generazione gli stessi segni, gli stessi prodigi: il mistero però è più profondo. Lo Spirito Santo, che fu con lui nel seno di Maria, ora nell’acqua lo circonda di luce: allora consacrò per lui la verginità della Madre, ora
per lui santifica le acque. Il Padre, che allora aveva steso la sua ombra onnipotente, ora gli rende testimonianza con la voce; e quasi con più immediato intervento, egli che allora ne aveva adombrata la natività, ora dà testimonianza alla verità. Dio dice infatti: «Questo è il Figlio mio prediletto nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo» (Mt 17,5).

Oggi dunque viene battezzato nel Giordano. Quale battesimo è mai questo, ove chi viene battezzato è più puro dell’acqua in cui si immerge? Quando mai l’acqua, lavando, non viene insozzata, ma piuttosto arricchita di benedizioni? Quale battesimo è – dico – quello del Salvatore, in cui le acque, invece di purificare, vengono purificate? In modo veramente prodigioso, l’acqua non monda Cristo, ma è da lui mondata. Da quel momento il Salvatore, col mistero del suo battesimo, consacrò le acque di tutte le sorgenti, cosicché chiunque vorrà essere battezzato nel nome del Signore, non sarà più mondato dall’acqua di questo mondo, ma dalle acque di Cristo.

Dai «Discorsi» di san Massimo di Torino, vescovo.

don Antonio Scaramuzzi

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