Presentazione di Gesù al tempio

Il 2 febbraio la Chiesa celebra la Festa della “Presentazione del Signore Gesù al Tempio”, conosciuta con il nome popolare di “Candelora”.

Tale festività, così come il Natale, è una cristianizzazione di una ricorrenza pagana. Febbraio concludeva l’anno romano e nel quindicesimo giorno di questo mese venivano celebrati i “Luparcalia”, festività in onore del Dio Luperco, il quale, secondo la tradizione, proteggeva le greggi dall’assalto dei lupi. 

Nel V secolo Papa Gelasio I ottenne il permesso dal Senato Romano di sostituire i “Lupercalia” con la “festa delle candele”.

 

La festa era conosciuta anche come “Purificazione di Maria”, tale nome si riferisce alla legge giudaica secondo la quale una donna, dopo il parto, rimaneva impura per 40 giorni e doveva poi recarsi al Tempio di Gerusalemme per la purificazione, così infatti è scritto nel libro del “Levitico”:

« Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione »   (Levitico 12,2-4)


La festa è stata poi anticipata, nel VI secolo, dal 15 al 2 febbraio, in maniera tale da far partire il conto dei quaranta giorni non dal 6 gennaio, giorno nel quale la Chiesa d’occidente celebra l’Epifania e quella d’oriente il Natale, ma dal 25 dicembre, giorno in cui la Chiesa di Roma celebra la Natività di Gesù. 

Vi è una piccola curiosità legata ai quaranta giorni che separano il Natale dalla Candelora: alcuni studiosi sostengono che siano passati 490 giorni, settanta settimane, dall’annuncio della nascita di Giovanni il Battista alla Presentazione di Gesù al Tempio, poiché questa avviene 40 giorni dopo la nascita, che corrispondono a 5 settimane, significa che Gesù è nato nella sessantacinquesima settimana, così come era stato previsto dal profeta Daniele.


La festa si è poi appropriata di una processione per commemorare il pellegrinaggio di Maria e Giuseppe verso il Tempio per presentare Gesù.

 

Il Vangelo del giorno ci presenta due personaggi, il profeta Simeone e la profetessa Anna, entrambi aspettavano da tempo l’arrivo del Messia  di Israele. Simeone pronuncia una bellissima preghiera che è entrata di diritto nella Liturgia delle Ore come inno della Compieta, tale preghiera è conosciuta come “Nunc dimittis”, in italiano “Ora Lascia”, Simeone definisce Gesù “Luce per illuminare le genti” e “Gloria del Tuo popolo Israele”, il profeta con queste parole riconosce in Gesù non solo il   Messia atteso da Israele, ma anche la “Luce dei popoli”, questo ci rimanda subito alla Epifania con la quale Gesù si rivela al mondo intero manifestandosi ai Magi.


Simeone, rivolgendosi a Maria, le dice che una spada le trafiggerà l’anima,  predice in questo modo la morte di Gesù. La festività della “Presentazione di Gesù al Tempio” è quindi un ponte tra  il Tempo di Avvento –Natale, che abbiamo vissuto, e quello dei Quaresima-Pasqua, che ci apprestiamo a celebrare. Questa festa ci ricorda che il mistero dell’Incarnazione e quello della Passione-Morte-Risurrezione sono intimamente connessi.

Sabato 2 febbraio alle 18:30 ci sarà la benedizione delle candele in Piazza Maria SS. di Costantinopoli, alla benedizione seguirà la processione verso la Cattedrale dove sarà celebrata la S. Messa.

La nostra Chiesa Diocesana celebra nella Festa della “Presentazione di Gesù al Tempio” la “Giornata mondiale della Vita Consacrata“. Tutti i religiosi e le religiose rinnovano, durante la celebrazione eucaristica, i loro voti di povertà, castità ed obbedienza. Quest’anno tale celebrazione si svolgerà nella Cattedrale di Gravina. 

Vogliamo quindi pregare per le comunità religiose presenti ad Acquaviva: le “Suore Ospedaliere della Misericordia, che prestano servizio presso l’Ospedale Miulli, le “Suore dell’Immacolata Concezione” e la “Società delle Divine Vocazioni”, presente con il ramo maschile e con quello femminile.

                                                                                         Gianfranco Giorgio

 

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