Pentecoste: il dono dello Spirito Santo

arton87E’ un mese di maggio ricco di solennità liturgiche quello che stiamo vivendo: in questo periodo concluderemo il Tempo di Pasqua che avrà il suo culmine nella domenica di Pentecoste, il prossimo 19 maggio. S. Agostino definiva i cinquanta giorni che separano la Pasqua dalla Pentecoste come “un’unica grande domenica”, in questo tempo liturgico abbiamo assaporato il vero senso della domenica intesa come “Dies Domini”, cioè “Giorno del Signore”, durante le celebrazioni dei cinquanta giorni di Pasqua viene acceso il cero pasquale, simbolo del Cristo Risorto, notevole importanza riveste anche l’Ottava di Pasqua, gli otto giorni che vanno dalla domenica di Pasqua a quella successiva, il senso dell’ottava è quello di far riscoprire l’incontro “settimanale” con il Risorto che ha luogo ininterrottamente da oltre duemila anni.

 

La prima solennità che celebreremo sarà quella dell’ “Ascensione del Signore”, domenica 12 maggio. L’avvenimento è narrato dettagliatamente da S. Luca nel libro degli “Atti degli Apostoli” (At 1,1-11), lo stesso autore scrive che Gesù rimase 40 giorni dopo la Risurrezione (At 1,3), di conseguenza tale festa viene celebrata 40 giorni dopo Pasqua, che dovrebbe cadere di giovedì e viene però posticipata alla domenica immediatamente successiva.

 

A conclusione del Tempo di Pasqua la Chiesa celebra la solennità di Pentecoste, questa, come la Pasqua, tra origine da una festa ebraica. La Pentecoste nacque presso il popolo ebraico come festa degli agricoltori, questi iniziavano cinquanta giorni dopo Pasqua a mietere il grano, infatti la festa era definita “della mietitura”, il nome “Pentecoste” fu dato dagli ebrei che non risiedevano in Palestina e parlavano la lingua greca, in greco infatti “Pentecoste” significa “cinquanta”. Col passare del tempo la festa perse il suo carattere “agricolo” e ne assunse sempre più uno religioso, gli ebrei cominciarono così a commemorare il dono della Legge che Dio aveva fatto sul Sinai a Mosè. Proprio nel giorno della “Pentecoste ebraica”, Maria e gli apostoli ricevettero il dono dello Spirito Santo (At 2,1-11) e cominciarono la loro predicazione da Gerusalemme dove erano radunati ebrei e pagani.

 

Dopo la straordinarietà del Tempo di Pasqua la liturgia ci riporta nella quotidianità del Tempo Ordinario, questo passaggio avviene attraverso la celebrazione di altre due feste, la SS. Trinità e il SS. Corpo e Sangue del Signore.

 

La Solennità della SS. Trinità viene celebrata la domenica successiva alla Pentecoste

“ In questo giorno è pienamente rivelata la Santissima Trinità”- con queste parole il Catechismo della Chiesa Cattolica parla della Pentecoste, le due solennità, Trinità e Pentecoste, sono quindi intimamente connesse l’una con l’altra.

 

La domenica dopo la Trinità si celebra la solennità del “Corpo e del Sangue del Signore”, detta anche “Corpus Domini”, in origine questa festività era celebrata il secondo giovedì dopo Pentecoste, per collegarla al Giovedì Santo, infatti solo in questi due giorni dell’anno liturgico è permessa la processione eucaristica, poi è stata spostata alla domenica immediatamente successiva. Vivremo giovedì 30 maggio, a Santeramo, il “Corpus Domini” diocesano.

IL GRUPPO LITURGICO

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