Oggi la conta delle “mezze pezze”

Il primo martedì di Marzo, richiama gli acquavivesi ad una festa storica, vissuta con sentita devozione nei confronti della loro protettrice: Maria SS. Di Costantinopoli.

E’ nella solenne concelebrazione del primo martedì, presieduta dal Vescovo, che si esprime il mosaico, immagine della devozione degli acquavivesi  verso la Madonna.

Durante la messa, infatti, avviene la tradizionale “conta delle mezze pezze d’argento”, gesto quanto mai simbolico che esprime la riconoscenza della Città alla Madonna per aver salvato miracolosamente Acquaviva dalla pestilenza che si abbatté intorno al Settecento nella nostra zona.

A testimonianza di questa festa, ci sono importanti memorie storiche: in particolare, vi è un documento che narra quanto segue relativamente ad un datato Martedì di Marzo:

“In quel giorno una moltitudine di devoti, provenienti dai Paesi viciniori, assiepa la nostra Cattedrale e maggiormente si raccoglie in preghiera nella Cripta davanti al maestoso altare argenteo laddove la Madonna di Costantinopoli appare con uno sguardo amorevole verso i proprio figli devoti. E la gente tutta azzimata a festa fa offerte in denaro e prega per le grazie ricevute o in soddisfacimento dei voti formati.

All’offertorio poi della Solenne Messa cantata in musica dai valenti coristi, i Signori Governanti della Città fanno la loro offerta, in nome del popolo, davanti all’altare maggiore, consistente in ducati trenta in argento, per la quale ogni anno, dal Cancelliere della Città, se ne forma pubblico atto, seguito al di fuori la Chiesa da spari di mortai e dal giulivo suono delle campane.

Ha questa dimostrazione di ossequioso riconoscimento il suo principio fin dall’anno 1656, allorché travagliato il Regno tutto da crudelissimo pestilenziale malore la città di Acquaviva fu preservata dalla comune strage e si obbligò tramite il suo Parlamento al dono dei ducati in perpetuo e di astenersi dal mangiare carni e latticini nel giorno della Festività di Costantinopoli”.

All’offertorio della Messa Solenne, il Segretario Comunale si porta presse l’altare maggiore accompagnato dal tesoriere. Letta la deliberazione, il tesoriere prende dalla custodia le mezze pezze ed ad una ad una le versa nella guantiera che il Canonico Tesoriere del Capitolo regge.

Il popolo udito il tintinnio delle monete applaude.” (L’Acquavivese all’indietro, Francesco A. Sportelli)

La tradizione è una bellezza da conservare, non un mazzo di catene per legarci. (Proud)

Luigi De Bellis

 

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