L’organo della Cattedrale


L’organo della Cattedrale di Acquaviva fu costruito da Carlo Vegezzi-Bossi. La casa organaria Vegezzi – Bossi (la migliore dell’epoca) aveva la sua sede in Torino, già capitale del Regno dei Savoia e, probabilmente, era la fabbrica di cui si servivano i reali di casa Savoia. Vegezzi – Bossi collocò un organo nella reale cappella della Sindone di Torino. Anche nella Cattedrale di Altamura si trova un organo della stessa ditta e, guarda caso, la Basilica di Altamura come quella di Acquaviva è basilica Palatina.

Lo strumento è installato nella cantoria del portale maggiore, all’ingresso della Cattedrale. Consta di tre corpi sonori:

Grande Organo, Positivo espressivo, Recitativo espressivo che sono comandati elettricamente da una consolle posta nella navata laterale.

Dopo questa descrizione puramente tecnica dello strumento chiediamo al prof. Franco Chiarulli come e perché  viene installato l’organo nella Cattedrale di Acquaviva, notizie che  sicuramente interesseranno di più i lettori:

L’organo fu voluto e costruito per attuare la riforma liturgica operata da S. Pio X con il  Motu proprio. Infatti nell’ottocento era invalso l’uso di introdurre l’orchestra nelle celebrazioni liturgiche per l’esecuzione di opere composte da musicisti della statura di Mozart, Rossini ecc.

Anche nella Cattedrale di Acquaviva venne introdotta l’orchestra. Nel contratto stipulato fra il Vescovo ed il maestro di Cappella Carlo Sessa fra gli obblighi dell’organista e maestro di Cappella si legge:” Terrà la direzione di orchestra in occasione di Messe, Vespri solenni ecc.”

Gli abusi che si verificarono nelle Chiese, specialmente nelle Cattedrali, con l’introduzione dell’orchestra e che avevano trasformato le celebrazioni liturgiche in avvenimenti mondani furono mal sopportati dalla Chiesa fino alla riforma di Pio X nel 1903. Negli anni immediatamente successivi alla riforma liturgica in tutta Italia furono costruiti i grandi organi sinfonici per soddisfare le esigenze della rinnovata liturgia: e cosi anche la Cattedrale di Acquaviva ebbe il suo organo monumentale.

Al momento della sua installazione ci fu una cerimonia celebrativa?

Ci fu un Concerto di inaugurazione che fu eseguito nel 1907 dai maestri La Rotella, del conservatorio di Bari e Vincenzo Tritta, organista della Cattedrale succeduto al maestro Sessa.

Voglio aggiungere che l’organo di Acquaviva fu subito riconosciuto come uno dei più importanti nell’Italia meridionale e citato nei testi di organaria come una delle opere più riuscite di Carlo Vegezzi-Bossi. Ulisse Matthey, organista del santuario della Casa di Loreto e famoso concertista in Italia e all’estero, in una lettera indirizzata al Vescovo di Acquaviva datata 21/7/1911 non esita a collocare l’organo fra i “primissimi dell’Italia  Meridionale”.

Le risulta che l’organo abbia subito delle modifiche?

 

Nel 1912 l’organo fu dotato di un motore elettrico. Il lavoro fu affidato al sig. Francesco Consoli di Locorotondo poiché a lui era affidata la manutenzione  delle  basiliche palatine. Una revisione generale dopo la costruzione nel 1905 fu effettuata nel 1928 a cura di Michele Greco, “costruttore d’organi della rinomata casa Inzoli di Crema e rappresentante della stessa. Il progetto di Michele Greco prevedeva: lo smontaggio dell’organo, la pulizia delle canne e dei somieri, la registrazione meccanica e la revisione pneumatica, la revisione della manticeria e il rinforzo con pelli dei condotti e dei serbatoi dell’aria, il ripristino della consolle con sostituzione dei tubi ossidati, il montaggio e l’accordatura generale. Il costo dei lavori fi di £ 12.000 per l’organo principale(Grande organo), £3.500 per l’organo mezzano (Recitativo) e £ 1.350 per l’organo piccolo (positivo).

Diciamo che ci ha parlato più o meno di una manutenzione ordinaria, ma noi saremmo più interessati a sapere se e quando l’organo di Acquaviva ha subito grandi trasformazioni.

L’organo subì una trasformazione radicale in occasione dei lavori eseguiti alla facciata della Cattedrale nel 1956, consistenti nel parziale smontaggio della medesima facciata e nella sua ricomposizione, previo consolidamento in opere di calcestruzzo armato. In tale occasione l’organo fu smontato ed i lavori di ricostruzione furono affidati alla ditta Leonardo Consoli di Locorotondo. Dopo varie, lunghe e dolorose vicissitudini l’organo fu collaudato dal Prof. Luigi Celeghin in data 29 Marzo 1968.

Ci sembra di capire che l’organo non sia mai stato riportato al suo originale splendore,  qual è il suo stato attuale e quali sono, se ci sono,  progetti per un suo eventuale restauro?

Fino alla chiusura della Cattedrale l’organo ha svolto il suo servizio liturgico, ma l’insorgere di difetti congeniti dovuti al sistema di elettrificazione molto imperfetto e la mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria non hanno permesso che lo strumento potesse essere sfruttato al pieno delle sue possibilità. Un progetto di restauro dovrebbe essere finalizzato al recupero dell’organo nella sua integrità in modo da restituire allo strumento la sua originaria e autentica sonorità. Purtroppo ciò non sarà possibile al cento per cento per vari motivi:

1)    La trasformazione del sistema di trasmissione da pneumatico-tubolare a elettromagnetico rendendo immediata l’emissione del suono ha eliminato il “transitorio d’attacco” che conferisce ad ogni canna la sua “pronuncia”;

2)    La diversa disposizione dei corpi sonori dell’organo e l’eliminazione di un’unica cassa espressiva hanno certamente influito sull”amalgama” del suono ed hanno alterato un effetto importante: l’unicita della sorgente sonora.

Ma poiché il materiale fonico ed i somieri sono quelli originali e possibile recuperare la tipologia dell’organo romantico conservando l’equilibrio fonico fra i tre corpi dell’organo ed eliminando le aggiunte fatte dal Cav. Leonardo Consoli: i tre tasti nella regione acuta e le campane tubolari. Bisogna inoltre evitare l’introduzione di nuovi registri di gusto barocco, come alcune ditte hanno proposto, sacrificando i registri caratteristici del romanticismo sinfonico che Carlo Vegezzi-Bossi esaltò e portò alla perfezione (come ad esempio il concerto di viole che tutti invidiavano ad Acquaviva).

A conclusione di questa panoramica sulla storia dell’organo della nostra Cattedrale permettetemi alcune riflessioni. Forse la cultura del nostro tempo non è favorevole a certe forme di arte e anche l’organo ne subisce le conseguenze: in Acquaviva esistono antichi organi nelle chiese di S. Benedetto, S. M. Maggiore e S. Chiara (quest’ultimo datato 1740 porta la firma dell’autore Giuseppe Rubino di Castellaneta); ma  altri organi sono andati distrutti o venduti ad antiquari: quelli delle chiese dell’Immacolata Concezione, dell’Addolorata, di S. Agostino e di S. Francesco.

Anche nella Cattedrale sono stati alienati due organi antichi: uno del XVIII secolo collocato su di un lato della cantoria, e l’altro ottocentesco in Cripta, sostituito da un armonium.

Il recupero di questo patrimonio culturale, specialmente del grande organo della Cattedrale, non può essere effettuato sperando in  sovvenzionamenti esterni: occorre una sensibilità e un contributo della comunità acquavivese che deve sentire questo bene come qualcosa che le appartiene e che fa parte della sua storia e della sua cultura (Acquaviva è una città musicale non solo per la Banda). Ma questo invito è rivolto soprattutto alle persone di fede: qual è il significato profondo di tutto ciò?

    Scriveva Antenati nel 1608:

“Lodare e magnificare il grande Iddio, fine al quale l’organo è fabbricato”.

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