“LIFEDAY 2012” VOCE A CHI NON HA VOCE

“Sostenere la dignità e i diritti di ogni essere umano fin dal concepimento”

 

Lo ha chiesto il Papa dopo la preghiera del Regina Caeli, rivolgendo un cordiale saluto alle migliaia di aderenti all’iniziativa del Movimento per la Vita italiano, riuniti in Aula Paolo VI.

Il 20 Maggio in Vaticano si è svolto il “Lifeday 2012” l’incontro promosso dal Movimento per la vita sul tema “Uno di noi”, per chiedere il riconoscimento dei diritti umani al concepito. Presente tutto l’associazionismo cattolico l’Azione Cattolica, il cammino Neocatecumenale, Comunione e Liberazione, il Movimento dei Focolari, il Forum delle Associazioni Familiari, la Comunità Papa Giovanni XXIII, il Rinnovamento nello Spirito Santo, l’iniziativa cittadina che parlerà al cuore dell’Europa, “Uno di noi” è il titolo della manifestazione per ricordare l’anniversario della legge 194, per promuovere il Valore assoluto della persona e della vita umana.

 

L’Iniziativa europea è una forma di democrazia diretta che implica la raccolta di almeno un milione di firme in almeno 7 diversi Paesi. Un’occasione importante per suscitare un vero e proprio risveglio dei popoli europei. L’obiettivo degli organizzatori dell’iniziativa, infatti, è di superare abbondantemente il milione di adesioni e di coinvolgere tutti i ventisette stati europei in quella che vedono non solo una necessità ma un’urgenza. L’intento è di accompagnare la raccolta di adesioni in tutti i paesi dell’Unione Europea con numerose attività educative e culturali, contrassegnate dall’unità e dalla collaborazione di tutte le associazioni e i movimenti di area cristiana, un’unità di intenti che sia talmente forte e visibile da suggerire un dialogo sincero e costruttivo con tutti gli uomini.

Il Presidente del Movimento della Vita spiega così questo evento:

“È un’iniziativa assai importante, perché consentita dal Trattato di Lisbona che – allo scopo di avvicinare i cittadini europei all’Europa in un momento di sfiducia e di aumentare il tasso di democrazia in Europa – ha istituito la possibilità per un milione di cittadini appartenenti ad almeno sette Stati, di chiedere alle istituzioni europee un atto giuridico, normalmente una legge europea, che essi ritengono necessaria per l’attuazione dei Trattati. Siccome, nei Trattati è già scritto che la dignità umana è il fondamento dell’Unione Europa, noi chiediamo che nell’attuazione di questo principio si riconosca che questa dignità comincia dal concepimento. E quindi che l’Unione Europea, nelle sue attività, si ispiri a questo criterio: parlo dell’Unione Europea non dei singoli Stati, lì vige un principio diverso. L’Unione Europea, ad esempio, non può comandare di abolire le leggi sull’aborto, ma può comportarsi nella sua azione in materia di sanità pubblica, di aiuto allo sviluppo, di ricerca scientifica in coerenza con il principio che la dignità umana deve essere riconosciuta fin dal concepimento. Ad Esempio una delle richieste è anche quella di porre fine al finanziamento di attività che presuppongono la distruzione di embrioni umani nei settori della ricerca, nei programmi di riduzione delle nascite e così via…”

Dal 20 maggio ci sarà un anno per raccogliere le adesioni ma soprattutto per far crescere in Italia e negli altri 26 Paesi dell’Unione quella cultura della vita la cui base è il riconoscimento del principio di eguaglianza per il quale l’uomo è sempre uomo. “Uno di noi”, raccogliendo le indicazioni del Comitato italiano di bioetica, esprime al meglio questo concetto.

 

La giornata si è conclusa con l’intervento di Carlo Casini presidente del Movimento per la vita: «E’ di gran conforto vedere questa grande unità che testimonia una condivisione che il primo dei diritti umani è il diritto alla vita .In un momento in cui il progetto di unità europea barcolla sotto i colpi della crisi economica e nell’anno, il 2013, della cittadinanza europea, l’iniziativa del Movimento per la vita richiama il valore della vita umana come energia capace di superare la crisi e di costruire un vero e proprio popolo europeo».

 

Marisa Caporusso

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