L’Azione Cattolica si “impegna”

Si è svolta domenica 11 dicembre la “Festa dell’adesione” di Azione Cattolica parrocchiale, tradizionale appuntamento  nel quale  i soci  “dicono di nuovo sì alla propria Chiesa locale e con questa a tutta la Chiesa italiana e scelgono ancora una volta di vivere insieme l’esperienza associativa”.

La  giornata associativa è cominciata già nella serata di sabato, quando il parroco ha benedetto le tessere degli aderenti durante i Primi Vespri d’Avvento.

Durante la celebrazione delle ore 10.00, i ragazzi di ACR hanno rinnovato il proprio impegno, portando durante la processione offertoriale le tessere benedette e i testi associativi. Alla fine, il Presidente parrocchiale di AC ha consegnato le tessere ai ragazzi dai 6 ai 14 anni.

Durante la messa delle ore 20.00 è stato il turno dei giovani, giovanissimi, giovani-adulti, adulti e MIEAC.

Nell’omelia don Mimmo Giannuzzi ha sottolineato quali atteggiamenti deve mostrare il Cristiano, richiamando i versi della lettera di San Paolo ai Tessalonicesi “siate sempre lieti,pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie”. Ha proseguito sottolineando la scelta che ciascun tesserato di Azione Cattolica fa e l’impegno che assicura in tutti i campi della quotidianità. Concludendo, ha chiesto all’Azione Cattolica di impegnarsi per diffondere e concretizzare nella comunità parrocchiale i frutti del Sinodo Diocesano appena terminato.

Dopo l’omelia i soci hanno rinnovato tutti assieme il loro impegno e le tessere sono state distribuite agli educatori di ciascun gruppo.

 Il Presidente parrocchiale, Antonio Girardi, si è detto soddisfatto  per i numeri dell’ adesione  (oltre 100 ragazzi dai 3 ai 14 anni, 15 giovanissimi, 10 giovani, 10 coppie di sposi e oltre 40 adulti) immagine di una Comunità che risponde, presente dinanzi ad una chiamata che vuol dire responsabilità ed educazione da diffondere in tutti gli ambienti cristiani e non.

“Certamente – ha dichiarato Antonio Girardi – è un buon risultato: adesso dobbiamo impegnarci per garantire una esperienza associativa più coinvolgente, che incida di più nella vita personale dei partecipanti, li aiuti a maturare nella fede, a crescere nel loro senso di appartenenza alla Chiesa locale e nella corresponsabilità con il parroco e il Vescovo, nostri assistenti appassionati.
L’esperienza associativa deve servire, in sintesi, a far maturare gli aderenti nella loro vocazione laicale, vocazione che non si esaurisce soltanto nell’impegno in parrocchia, ma si concretizza soprattutto nella quotidianità particolare ed unica della vita di ciascuno.
Se vogliamo guardare alla crescita dell’associazione, significativo è il fatto che, al di là degli effettivi tesserati, i partecipanti alla formazione dei vari gruppi, dai ragazzi agli adulti, sono con molta probabilità quasi il doppio: è un segno che l’esperienza dell’AC può e deve necessariamente coinvolgere anche quanti non hanno aderito con consapevolezza all’associazione. La sua crescita avverrà per contagio, come il lievito: lasciato da solo va a male e muore, ma aggiunto alla massa fermenta e cresce insieme ad essa.
Non dobbiamo mai aver paura di perdere la nostra identità quando ci impegniamo per tutti, se abbiamo le radici ben salde nel terreno fertile della nostra fede e della nostra esperienza associativa.”

L’anno associativo si apre con un “si” pieno di consapevolezza e sinonimo di impegno all’interno di una associazione laicale con oltre 100 anni di storia alle spalle, capace di formare uomini e cristiani di grande spiritualità e  dal notevole spessore morale; tra questi ricordiamo Pier Giorgio Frassati, Armida Barelli, Giuseppe Toniolo, Vittorio Bachelet, Alberto Marvelli e tanti altri uomini capaci di vivere la propria vocazione alla santità, da perfetti laici, in tutti gli ambienti di vita.

Luigi De Bellis

Vi mostriamo una piccola gallery della celebrazione a cura di Antonia Sardone

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