La “Conta delle mezze pezze”

Come ogni anno la celebrazione del martedì delle ore 11.00, presieduta da S.E. Mons. Mario Paciello, vivrà il tradizionale rito della conta delle cinquanta mezze pezze.

Un’antica tradizione, ricca di devozione e riconoscenza, ove i cittadini rinnovano l’ormai storico voto.

Durante la funzione avviene la “conta delle mezze pezze d’argento“, immagine densa di significato che testimonia il culto dei cittadini per la protettrice. Una testimonianza di fede e devozione nei confronti della Vergine Maria, perché  intorno al Settecento proprio la Madonna di Costantinopoli salvò la città da una violenta pestilenza che si era abbattuta nella zona.

Le celebrazioni per la giornata di Martedì 5 saranno le seguenti: 7.30 -9.00- 11.00(presieduta dal Vescovo) -17.00- 18.30- 20.00

Ecco come viene descritto un vecchio “martedi’ di marzo” :

“In quel giorno una moltitudine di devoti, provenienti dai Paesi viciniori, assiepa la nostra Cattedrale e maggiormente si raccoglie in preghiera nella Cripta davanti al maestoso altare argenteo laddove la Madonna di Costantinopoli appare con uno sguardo amorevole verso i proprio figli devoti. E la gente tutta azzimata a festa fa offerte in denaro e prega per le grazie ricevute o in soddisfacimento dei voti formati.

All’offertorio poi della Solenne Messa cantata in musica dai valenti coristi, i Signori Governanti della Città fanno la loro offerta, in nome del popolo, davanti all’altare maggiore, consistente in ducati trenta in argento, per la quale ogni anno, dal Cancelliere della Città, se ne forma pubblico atto, seguito al di fuori la Chiesa da spari di mortai e dal giulivo suono delle campane.

Ha questa dimostrazione di ossequioso riconoscimento il suo principio fin dall’anno 1656, allorché travagliato il Regno tutto da crudelissimo pestilenziale malore la città di Acquaviva fu preservata dalla comune strage e si obbligò tramite il suo Parlamento al dono dei ducati in perpetuo e di astenersi dal mangiare carni e latticini nel giorno della Festività di Costantinopoli”.

All’offertorio della Messa Solenne, il Segretario Comunale si porta presse l’altare maggiore accompagnato dal tesoriere. Letta la deliberazione, il tesoriere prende dalla custodia le mezze pezze ed ad una ad una le versa nella guantiera che il Canonico Tesoriere del Capitolo regge.

Il popolo udito il tintinnio delle monete applaude.” (L’Acquavivese all’indietro, Francesco A. Sportelli)

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