Incrociare i nostri sguardi senza paura

 

Lunedì 7 novembre, presso la Cattedrale, si è svolto il secondo appuntamento di “Incroci di sguardi”, iniziativa rivolta ai giovani della città. Tema di questo secondo incontro è stato “ Guardare senza paura – lo smarrimento”.

 

La serata è cominciata con la visione del monologo iniziale di “ Happy family”, film di Gabriele Salvatores, nel quale il protagonista, andando in giro in bicicletta, elenca una serie di paure che affliggono l’uomo, dalle più pesanti a quelle più leggere o addirittura ridicole.

 

Dopo una breve introduzione sul tema l’incontro è proseguito con la lettura di un articolo  pubblicato su “Dimensioni nuove”, una rivista dedicata al mondo giovanile.

Il brano affronta il dilemma “dell’essere o dell’apparire”, problema che porta i giovani a non riuscire a crearsi una propria identità vivendo così il presente con superficialità senza avere desideri e progetti per il futuro.

 

E’ stata poi la volta dell’intervento di Gloria, una ragazza appartenente all’associazione “Libera”, impegnata nella lotta contro le mafie.

Con la sua testimonianza ha prima illustrato le attività dell’associazione a livello nazionale, di come questa sia nata nel 1995, all’indomani delle stragi del 1992, grazie all’impegno di don Luigi Ciotti, e poi, ha parlato della nascita del circolo di Bari avvenuta nel 2008 dopo la marcia in ricordo delle vittime di mafia, evento che l’associazione celebra ogni 21 marzo.

Nel suo intervento ha trovato spazio il ricordo di Michele Fazio e Gaetano Marchitelli, due giovani, il primo del centro storico barese ed il secondo di Carbonara, vittime innocenti di mafia.

Ha anche parlato della gestione dei beni confiscati alla mafia con riferimento al locale MoMart (Motore Meridiano della Arti) di Adelfia, nato dal sequestro del Moma, discoteca usata per lo spaccio di sostanze illegale.

 

Dopo la testimonianza è stata letta una poesia di Eugenio Montale dal titolo “ Ho sceso dandoti il braccio” ed appartenente alla raccolta “ Satura”.

 

E’ stato poi letto un passo del vangelo di Matteo, tratto dal capitolo 14, nel quale si racconta di Gesù che cammina sulle acque e della paura di Pietro che non riesce a raggiungerlo nonostante Gesù stesso lo inviti a farlo. E’ stato scelto questo brano per sottolineare come la paura oggi possa rappresentare un ostacolo alla sequela di Gesù, com’è stato per i discepoli. Abbiamo poi pregato con il salmo 71 che invita a considerare il Signore come “rifugio” e “speranza” per la vita; la serata si è poi conclusa con la preghiera del Padre Nostro e l’assemblea presenta si è sciolta nel silenzio.

 

 

Gianfranco Giorgio

 

 

 

 

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