Incroci di sguardi: ecco l’omelia

Non è facile per un giovane prete venticinquenne, parlare ad altri giovani, perché si rischia tanto, di fare la solita omelia, di gettare fumo negli occhi, di essere lontano dal nostro mondo. Mi guardo attorno e percepisco gli innumerevoli battiti del vostro cuore che, uniti ai miei, rendono questa  assemblea speciale, bella perché carica di tante domande, attese e desideri che cercano la loro realizzazione. Ancor di più sento la responsabilità come sacerdote di essere ministro di quella parola che cambia e trasforma i cuori della gente. Essere qui nel nome di Gesù, significa scegliere di nutrirsi della sua parola. È una parola che chiama a guardarsi attorno e a cogliere le mille perplessità che ci circondano.

È una parola che indica la via nello smarrimento di questa società. È una parola che ci invita a compiere una scelta: Gesù Cristo, a lanciarci ad occhi chiusi tra le sue braccia, attraverso un vero e proprio atto di fede.

Fidarsi di Dio è un rischio, ci vuole coraggio, e sono sicuro che ne avete, tanto da ascoltare la parola di oggi.

La liturgia ci presenta un Gesù itinerante, sempre in movimento, pronto a condividere la propria esistenza con gli uomini. Ha iniziato la sua opera evangelizzatrice, innanzitutto cercando alcuni uomini sulla riva del mar di Galilea. E che uomini ! Semplici pescatori, gente comune che hanno accolto quel misterioso invito di Gesù: Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini ! Incuriositi, hanno lasciato le loro sicurezze e l’hanno seguito.

Gesù sa benissimo, che all’uomo non bastano le parole, sono necessarie esperienze che ti lasciano un segno nel cuore. Si incamminano, e quando entrano nella sinagoga di Cafarnao, alle sue parole Gesù fa seguire un miracolo : guarisce un indemoniato. E l’inizio di una ricerca assetata  della gente. Tutti vogliono questo Gesù , perché sa guarire dalla possessione demoniaca, dalla febbre, dalla lebbra. E anche oggi quattro amici, cercano Gesù per ottenere la guarigione di un loro compagno paralitico. Gesù è in casa ed è circondato da tante persone, che ascoltano la sua Parola. Impossibilitati, questi quattro  amici, con creatività decidono di calare la barella dal tetto, sicuri di raggiungere Gesù e di essere esauditi. Gesù stupito dalla fede di questi uomini, sorprende tutti nel dire al paralitico: “Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati.” La gente si aspetta il miracolo e Gesù parla di peccati. La preoccupazione fondamentale di Cristo non è la guarigione ma il perdono. Gesù ha guarito gli ammalati, ma non tutti: ha invece offerto a tutti la possibilità di perdono. Gesù è il figlio dell’uomo che ha il potere di perdonare i peccati.  Perdonare i peccati, non significa semplicemente dimenticare i peccati, passarci sopra, bensì strappare l’uomo al peccato, e questo è un miracolo che solo la potenza divina è in grado di compiere. Non solo dimentica il peccato, Dio crea un cuore nuovo, dispiega tutta quella potenza con la quale ha creato il mondo.

Cristo perdona e poi guarisce. È alla nostra ricerca, perché innamorato di ciascuno di noi. Vuole donarci il suo perdono, perche essere perdonati significa essere amati più di prima. Ci chiede di fidarci di lui, di bere alla sua fontana, con lui trovare la forza per camminare, per andare avanti. Con occhi nuovi, vivere la nostra vita intensamente, coglierla come un dono prezioso da custodire e valorizzare, lottando per la giustizia e per la pace. Dal perdono nasce la gioia di essere dono per gli altri. Di vivere la propria vita al servizio degli altri. Come ha detto il Papa nel messaggio per la pace all’inizio dell’anno:

Cari giovani voi siete un dono prezioso per società. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere òe vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione. Vivete con fiducia la vostra giovinezza e quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di amore vero! Vivete intensamente questa stagione della vita cosi ricca e piena di entusiasmo.

Siate coscienti di essere voi stessi di esempio e di stimolo per gli adulti, e lo sarete quanto più vi sforzate di superare le ingiustizie e la corruzione, quanto più desiderate un futuro migliore e vi impegnate a costruirlo.

Con occhi nuovi dobbiamo tornare e ritornare da Cristo, sceglierlo ogni giorno per essere persone di pace costruttori  di un mondo abitato dalla giustizia e sorretto e alimentato dall’amore di Dio e fraterno.

D. Antonio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.