Il dono dell’amicizia

IL DONO DELL’AMICIZIA
Saluto di Claudia Colaninno a Suor Antonia Alfarano,
Superiora delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea.

PC280209“Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti” – si legge nel Libro
del Siracide.
Suor Antonia carissima, siamo tutti qui, i tuoi amici più cari, per ringraziarti per gli sprazzi di Cielo
che ci hai fatto vedere in questa vita ed in particolare in questi ultimi giorni del tuo cammino sulla
terra. Attraverso di te, il Signore ha fatto sì che il Cielo fosse in mezzo a noi.
Ognuno di noi custodisce con cura i suoi ricordi più belli che ora si affollano nella mente e nel
cuore: dal tuo semplice saluto accompagnato sempre dal tuo travolgente sorriso, all’immancabile
consiglio in qualsiasi circostanza, all’ascolto tuo gratuito, incondizionato e a tutte le ore, alle tue
idee e iniziative coinvolgenti che andavano veloci come i tuoi passi e alle quali non si poteva fare a
meno di dire “sì”.
Oggi per noi quei tuoi passi acquistano ancora di più un senso ed un valore, perché tu, in fondo, ce
l’hai dimostrato, non dovevi e non potevi perdere tempo, perché per l’annuncio del Vangelo
occorre essere svegli, vigilanti, pronti, gioiosi e scattanti. Così immersi nell’Amore di Dio, certi di
essere amati da lui per primo, da farlo trasparire e traspirare da tutti i pori, tanto da non lasciare
indifferente nessuno.
“Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele
non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore”.

Suor Antonia amatissima, la tua amicizia, tesoro bello donato dal Signore è motivo di orgoglio e
consolazione ma soprattutto è quel legame prezioso, così saldo e solido che è possibile solo in Dio.
Per questo siamo certi che oggi non finisca nulla ma che piuttosto veramente cominci per noi un
nuovo viaggio, un nuovo cammino. L’abbiamo ascoltato ieri nella Lettera agli Ebrei: “Corriamo con
perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine
alla fede e la porta a compimento”.
Lunedì scorso, proprio negli istanti in cui la tua anima saliva al Cielo, tu ci hai voluti lì, nella tua
cappella, con lo sguardo fisso a Lui, per lasciarci il tuo semplicissimo testamento spirituale:
“Rimanete uniti, attaccati al Signore, con lo sguardo fisso verso di Lui, in tutto ciò che fate, che
siete, nella gioia e nel dolore, nell’amicizia e nell’amore, nel lavoro e nella preghiera, in famiglia ed
in comunità, nella vita sacerdotale ed in quella religiosa … con lo sguardo fisso a Lui”.
Quante volte in questi giorni, amata amica, ci hai fatto vedere quello sguardo fisso a Lui! E quante
volte, anche noi, accanto a te, mentre speravamo di poter rivedere ancora una volta il tuo
bellissimo sorriso sul tuo bellissimo volto, ci siamo scoperti a desiderare per te al più presto questo
incontro di sguardi tra te e Dio, proprio perché tu non ce lo nascondevi: eri pronta e desiderosa di
incontrare finalmente, come la vergine con la lampada accesa, l’abbraccio d’amore infinito del tuo
Sposo.

Quelle tue affermazioni così lapidarie, così convinte e determinate, ci hanno messo in crisi; questa
tua testimonianza di amore e di offerta così docile, costantemente vissuta nella tua vita e ancora
più nella compostezza della tua sofferenza, ci spinge a riconsiderare ciò che riteniamo essenziale
nella nostra vita, soffermando il nostro sguardo su ciò che conta: il tempo giornaliero speso per la
preghiera, per il sano incontro con gli altri, per la carità vera, per l’ascolto sincero e disinteressato.
“È il tempo che hai perduto per la tua rosa che l’ha resa così importante” – si legge nel Piccolo
Principe. E quella rosa per te è Dio e in Lui ci siamo tutti noi. Rose piccole e grandi di cui hai saputo
prenderti cura.
“Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore”.

Per tutta la dolcezza e la bellezza con cui hai sfiorato, toccato o inondato le nostre giornate,
ringraziamo te e ringraziamo il Signore ed io voglio farlo con le parole di San Paolo in quella
bellissima lettera a Filèmone che ti è tanto cara e che ora rivolgo proprio a te.
“Rendo sempre grazie a Dio, ricordandomi di te nelle mie preghiere, perché sento parlare della tua
carità per gli altri e della fede che hai nel Signore Gesù e verso tutti i santi. […] La tua carità è stata
per me motivo di grande gioia e consolazione, […] poiché il cuore dei credenti è stato confortato
per opera tua”.

Suor Antonia, la tua pazienza, la tua docilità, la tua fedeltà, la tua gioia intima, la tua
determinazione, la gratuità dei tuoi gesti, la tua amabilità ed amorevolezza, la tua fede, la tua
speranza e la tua carità, siano per noi un esempio dolcissimo che ci accompagni tutti i giorni della
nostra vita.
Per tutto questo, insieme a tutti questi amici, prego lo Spirito Santo che ti doni la gioia eterna.
Amen, Alleluja!

Acquaviva delle Fonti, 4 Febbraio 2015.

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Cenni Biografici.
Suor Antonia Alfarano, nata a Tricase (Le) il 20 giugno 1950. Si è consacrata giovanissima al
Signore, entrando nella Congregazione delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea.
Ha dedicato ogni giorno della sua vita al servizio per gli altri ed alla preghiera, mostrando una
particolare dedizione verso i malati, negli ospedali in cui ha operato in qualità di infermiera, e verso
i giovani che ha sempre tanto amato, guidato e indirizzato verso il Signore.
Madre Superiora della Comunità delle Suore d’Ivrea di Acquaviva delle Fonti, si è sempre prodigata
per inserire appieno la realtà delle suore nel tessuto cittadino, riuscendo al tempo stesso a
prendersi amorevolmente cura delle suore anziane presso l’Istituto “Cirielli”.
È salita al Cielo il 2 febbraio 2015, giorno della Presentazione di Gesù al Tempio e Festa della Vita
Consacrata, dopo un periodo di sofferenza e malattia in cui non ha mai smesso di testimoniare la
pazienza, la fede, la docilità e l’abbandono totale alla Volontà di Dio.

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