Comincia la Novena di Natale

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Negli otto giorni che precedono la solennità del Natale, la Chiesa celebra “le Ferie di Avvento”.  Il tempo di Avvento ha come scopo quello di preparare i fedeli alla “venuta ultima” di Gesù, infatti la parola contraddistingue questo tempo liturgico è “Maranathà”, tale invocazione significa “Vieni Signore Gesù” e conclude il libro dell’Apocalisse, ultimo testo della Bibbia (Ap, 21,10), con queste parole l’apostolo Giovanni vuole sicuramente invitare i cristiani ad attendere il ritorno nella gloria di Gesù Cristo, Re dell’Universo.

Nelle “ferie di avvento” la Chiesa rilegge la “venuta ultima di Cristo” alla luce della sua “prima venuta”, i brani evangelici trattano gli avvenimenti che hanno preceduto la nascita di Gesù. Nei primi due giorni viene ascoltato l’incipit del Vangelo di Matteo, vengono letti i brani della genealogia di Gesù e della sua nascita, vissuta dal punto di vista di Giuseppe, nei giorni successivi si passa poi al Vangelo di Luca con i racconti che hanno come protagonisti Zaccaria, Elisabetta e Maria.

All’interno delle “Ferie di Avvento” si inserisce la “novena di Natale”. Le novene sono celebrazioni popolari che nell’arco dei secoli hanno affiancato le “liturgie ufficiali”.

Esse sono annoverate nel grande elenco dei “pii esercizi”. I pii esercizi si sono sviluppati nella pietà occidentale del medioevo e dell’epoca moderna per coltivare il senso della fede e della devozione verso il Signore, la Vergine, i santi, in un momento in cui il popolo rimaneva lontano dalle sorgenti della bibbia e della liturgia o queste  stesse sorgenti rimanevano chiuse e non nutrivano la vita del popolo cristiano”.

Il tema che ci accompagnerà durante questa novena è quello delle opere di misericordia, è stato scelto questo  tema perché stiamo vivendo, insieme con tutta la Diocesi, l’anno della carità.

Per opere di misericordia, forse, intendiamo le cosiddette “buone azioni”. Ma l’espressione, quando è nata, non 
diceva questo. Si trattava di qualcosa
di molto più ricco e profondo, che è
 valido anche per noi, oggi, ma che
 deve essere ritradotto, per essere
 immediatamente comprensibile al nostro linguaggio ed alla nostra sensibilità.

Le opere di misericordia erano un modo per sintetizzare e tradurre in pratica la risposta della comunità dei credenti agli appelli di Gesù: “Avevo fame … avevo sete … ero nudo … straniero … ammalato … in carcere” (Mt, 25).

La misericordia di cui si parla, inoltre, non è il semplice buon cuore dell’uomo o della donna sensibili. Qui si parla della misericordia di Dio che è ovviamente una cosa molto seria.

La parola “misericordia” nella Bibbia si trova espressa con una  intraducibile parola ebraica che dice tenerezza, amore viscerale, come quello della mamma per il suo bambino. L’amore di Dio è così: un amore tenero e forte, che nutre e sorregge.

La novena si svolgerà celebrando la messa alle ore 19 a partire da lunedì 16,anche quest’anno vivremo un’unica novena che vedrà protagonisti ragazzi, giovani e adulti, la comunità si preparerà tutta insieme a celebrare il Natale del Signore.

Gianfranco Giorgio

 

 

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