Comincia il Congresso Eucaristico Diocesano

Con la solenne celebrazione di ieri sera, tenutasi in Piazza Benedetto XIII a Gravina, Mons. Mario Paciello ha chiuso la “Missione Diocesana dei Giovani”, cominciata lo scorso 22 settembre, ed ha aperto il primo Congresso Eucaristico Diocesano. Tale evento è al tempo stesso straordinario e storico: straordinario perché per una settimana la vita ordinaria delle nostre comunità sarà sconvolta, in senso positivo, dal mistero dell’Eucarestia, tutte le parrocchie infatti si ritroveranno insieme per celebrare un’unica messa per tutta la città fermandosi poi in adorazione del mistero celebrato per tutta la giornata; storico perché gli ultimi Congressi Eucaristici celebrati risalgono al 1951 per le Prelature di Acquaviva ed Altamura ed al 1967 per la Diocesi di Gravina.

Nonostante la pioggia, che non ha però scoraggiato i presenti, la celebrazione si è svolta lo stesso ed ha visto la partecipazione di tutto il clero della diocesi e dei seminaristi di Molfetta che hanno svolto la loro missione nelle diverse parrocchie.

“E’ meglio per te entrare nella vita”- con queste parole il Vescovo ha cominciato la sua omelia, facendo notare come nel Vangelo ascoltato questa domenica vengano ripetute per ben tre volte, come accade in altri passi biblici quali la chiamata di Samuele e quella di Pietro a capo della Chiesa, ha sottolineato che è necessario “entrare nella vita” anche a costo di perdere qualcosa di noi stessi.

“Che significa entrare nella vita? Chi è la vita? Dov’è la vita? Con queste domande il Vescovo ha continuato il suo discorso ed ha trovato un’unica risposta: Gesù Cristo, egli stesso si definisce il “Pane di Vita”. Mons Paciello ha detto che a questa verità tutti dobbiamo credere se vogliamo “entrare nella vita”; Gesù l’ha proclamata con la Missione Giovani e continuerà a farla risuonare durante il Congresso Eucaristico.

Continuando il Vescovo ha detto che “entrare nella vita” significa “incontrare Gesù”, “scoprire Gesù”, ”lasciarsi afferrare da Lui, affidandogli il passato ed il presente ed abbandonandosi per il futuro”, ha poi citato Papa Benedetto nel passo dell’annuncio dell’anno della fede in cui si dice che “l’arte del vivere la si impara con un costante rapporto con Gesù”.

Il Vescovo si è poi soffermato sull’Eucarestia definendola il luogo privilegiato in cui incontriamo il Signore, ha affermato che bisogna rimettere al centro la partecipazione alla messa domenicale. Ha poi ricordato che Benedetto XVI, durante l’udienza diocesana del 2 luglio, ha detto che molti uomini e donne hanno bisogno di riscoprire la bellezza di un Dio vicino, il vescovo ha detto che queste parole del papa devono diventare il nostro mandato missionario.

Ha invitato i seminaristi a mantenere vivi i rapporti con le parrocchie delle quali sono stati ospiti e rivolgendosi ai giovani ha detto che si augura che dallamissione giovani nasca un congresso giovani, ha poi ricordato che Pietro, su invito di Andrea, ha incontrato Gesù sconvolgendo la sua vita augurandosi che succeda lo stesso per i giovani della nostra diocesi

Il vescovo ha concluso la sua omelia rivolgendo alcune parole ai seminaristi augurandogli che possano scoprire giorno dopo giorno la bellezza del dono di poter annunciare il Vangelo.

Dopo la comunione il cancelliere di curia, don Vincenzo Panaro, ha dato lettura della richiesta del vescovo alla penitenzieria apostolica di concedere l’indulgenza plenaria durante il periodo del Congresso Eucaristico e della concessione da parte di quest’ultima.

Ai parroci è stata consegnata l’Eucarestia, questo è un gesto carico di significato: nella chiesa antica solo il Vescovo celebrava la messa domenicale e l’Eucarestia veniva portata alle varie comunità per essere distribuita ai fedeli, la consegna dell’Eucarestia simboleggia l’unità e l’universalità della Chiesa.

Ai seminaristi è stato consegnato il pane preparato dai ragazzi che frequentano il corso per panificatori organizzato dalla nostra diocesi.

 

Gianfranco Giorgio

 

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