Al via l’appuntamento con la “Scala di Giacobbe”

Venerdì 18 gennaio alle ore 21.00 presso la Chiesa “Madonna della salute” dell’ospedale Miulli di Acquaviva e presso la “Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo” a Gravina, comincerà la “Scala di Giacobbe“, incontro nell’ambito della scuola di preghiera Diocesana per giovani.

Per maggiori dettagli abbiamo posto alcune domande a Michele Loglisci, responsabile per la Pastorale giovanile della Diocesi.

Che cos’è la “Scala di Giacobbe”? Di che tipo di  iniziativa si tratta?

La “Scala di Giacobbe” è un itinerario di preghiera e di discernimento per giovani e giovani-adulti. Essa riprende, dopo alcuni anni di interruzione, una lunga tradizione della nostra Diocesi: la Scuola di preghiera. I nostri giovani si incontreranno una volta al mese, a partire da venerdì 18 gennaio, in due luoghi della Diocesi: ad Acquaviva, presso la Chiesa della “Madonna della salute” nell’Ospedale “F. Miulli”, e a Gravina, presso la Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. Si incontreranno tra di loro e incontreranno il Signore Gesù nell’ascolto della Parola, nella preghiera e nel sacramento della Riconciliazione.


– Da dove nasce l’esigenza di avviare una scuola di preghiera per i giovani?

Nasce dalla stessa esigenza avvertita dagli apostoli, così come ci riferisce l’evangelista Luca: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli” (Lc.11,1). I credenti avvertono profondamente il bisogno di un dialogo franco e sincero con Dio, ma, nello stesso tempo, sentono di non essere abituati a frequentare gli spazi del silenzio, dove il Signore si rende presente e parla al cuore. Inoltre, credo che relazionarsi con Dio sia una vera e propria domanda di vita, cui si può cercare di rispondere solo proponendo delle esperienze significative che introducano alla vita di preghiera.


-Perchè questo nome? C’è un particolare riferimento biblico per la scelta di questo titolo all’iniziativa?

Il riferimento evidente è al sogno di Giacobbe raccontato dal libro della Genesi, al cap. 28. Giacobbe, mentre era in cammino, al tramonto dopo una lunga giornata di viaggio, si ferma e si addormenta per terra. Nella notte, sogna una scala appoggiata sulla terra, la cui cima toccava il cielo, una scala frequentata in entrambe le direzioni dagli angeli. In alto, sopra la scala, Dio rinnova a Giacobbe la promessa fatta a suo nonno Abramo, la promessa di una terra e di una discendenza, ma soprattutto la promessa della sua vicinanza: “Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai” (Gen 28,15). La scala è un luogo di congiunzione, un luogo di incontro.

Nel rapporto con Dio, molto spesso l’uomo ha pensato di dover percorrere una dura salita per incontrare il Signore, di doversi meritare la vicinanza con Dio; invece Gesù, la Parola incarnata, ci ha mostrato il volto di un Dio che ci raggiunge proprio lì dove noi ci troviamo, sulla nostra strada. Ai piedi della scala l’ospite inatteso, il Vivente ci aspetta. Sta a noi adesso decidere se presentarci all’appuntamento.


-Trattandosi di incontri dedicati ai giovani con scadenza mensile. Pensa che questi incontri possano essere d’aiuto ai giovani  in questo momento storico di smarrimento, perdita di valori e punti di riferimento proprio per i giovani?

Innanzitutto la preghiera ha alimentato la vita dei credenti di tutti i tempi e poi, permettetemi una difesa d’ufficio di “questo nostro tempo”: anche questo tempo è abitato dal Signore, anch’esso è kairòs cioè occasione propizia, momento favorevole per incontrare il Signore e per dare un significato pieno alla propria vita. Riprendendo un’espressione cara al grande teologo Karl Rahner, il cardinal Martini, nella sua ultima intervista prima della morte, dice: “Io vedo nella Chiesa di oggi così tanta cenere sopra la brace che spesso mi assale un senso di impotenza. Come si può liberare la brace dalla cenere in modo da far rinvigorire la fiamma dell’amore?”. L’interrogativo che il card. Martini lascia alla Chiesa come suo testamento spirituale è un motivo in più per avvicinarci tutti, giovani e adulti, alla preghiera.


Perchè gli incontri si terranno presso la cappella dell’ospedale Miulli?

Innanzitutto per motivi logistici, perché l’Ospedale si trova grosso modo a metà strada tra Acquaviva e Santeramo, e ciò facilita gli spostamenti dei giovani di queste due città che vivranno insieme l’esperienza della Scuola di preghiera. Il motivo fondamentale però è un altro: l’Ospedale è il luogo della sofferenza e il luogo della carità. In quale altro posto pensate che Dio abbia piantato la sua scala…?

Marilda Tria

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