Ad Acquaviva le reliquie della Beata Antonia Maria Verna

imageDa lunedì 4 a giovedì 7 novembre l’istituto delle ”Suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea”, comunemente noto ad Acquaviva come “Istituto Cirielli” accoglierà le reliquie della Beata Antonia Maria Verna, fondatrice dell’ordine sopra citato.

 

Conosciamo meglio la storia di questo particolare ordine religioso e della sua fondatrice. Antonia Maria Verna nasce il 12 giugno 1773 a Pasquaro, una frazione di Rivarolo, in provincia di Torino. Decide, all’età di 15, di abbracciare la vita religiosa, scontrandosi con i genitori, ma trovando forza nella preghiera ed incoraggiata dai colloqui con il suo confessore consacra la sua vita a Dio; è ignoto il luogo della consacrazione, si pensa che questa sia avvenuta nella chiesa del suo paese oppure davanti ad una cappella dedicata alla Madonna della Divina Provvidenza.

 

Si trasferisce tra il 1796 e il 1800 a Rivarolo, qui si dedica, in casa sua, all’insegnamento del catechismo e alla alfabetizzazione, si uniscono a lei alcune sue compagne e si costituisce il primo nucleo di quello che poi diventerà la “Famiglia Verniana”. Nel 1828 ottiene l’approvazione regia del suo istituto e nel 1835 quella ecclesiastica.

 

Muore il 25 dicembre 1838, lasciando le sue “figlie” in grande attività, capaci di donare gratuitamente senza riserve e, per amore di Dio, in «piena disponibilità all’opera della salvezza a immagine di Maria Immacolata», come recita la Regola della Congregazione.

 

Alla famiglia delle Suore d’Ivrea è legato l’evento straordinario che ha coinvolto l’immagine dell’ ”Immacolata dei miracoli”: l’8 dicembre 1859 Alberto Pizio tenta di vendere alcuni beni da lui posseduti, tra questi c’è un quadro dell’ Immacolata, non appena i compratori lo vedono cominciano a bestemmiare e tentano di frantumarlo con una scure con il risultato che la scure si rompe ed il dipinto rimane integro. I compratori allora gettano il quadro nel fuoco, ma anche questa volta rimane intatto, si allontanano così impauriti, lasciando il dipinto nelle mani di Alberto Pizio. Venuta a conoscenza dell’accaduto la moglie tenta di bruciare nuovamente il quadro, non riuscendovi nemmeno questa volta. I due coniugi, preoccupati, si rivolgono ad un sacerdote che suggerisce loro di donare il quadro ad una persona pia, allora essi decidono di consegnare l’immagine alle prime persone religiose che avrebbero incontrato la sera del mercoledì santo, la Provvidenza divina ha voluto che queste persone fossero due suore dell’Immacolata Concezione di Ivrea. L’immagine è così custodita nella Chiesa della Casa Madre dell’ordine dal mercoledì santo del 1860, la nostra Cattedrale ha avuto anche l’onore di ospitare tale dipinto nel luglio del 2010.

 

In questi giorni di permanenza delle reliquie qui ad Acquaviva sarà vissuto un momento di preghiera alle ore 20 nella cappella dell’Istituto.

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