“Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni” Omelia Natale 2013

 

Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni

 

 Il sogno di Dio

IMG-20131225-WA0002Nel tempo di Avvento-Natale la liturgia ci fa viaggiare tra i sogni del vecchio e nuovo testamento. Ricordiamo Isaia: “il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9,1). Nelle tenebre della notte si accende una luce: il sogno di Dio. Anche il racconto dell’ ”annunciazione di Giuseppe” (Mt 1,16-25) è caratterizzato dalla dimensione del sogno: è nel sogno, infatti, che l’angelo rivela allo sposo di Maria il disegno di Dio. Così come i pastori e i magi vengono accompagnati da una parola che guida i loro sogni.

Il Natale del Signore ci rimanda, perciò, al sogno di Dio, a quel “mistero nascosto da secoli” (Col 1,26) che ci viene rivelato nella vita e nella storia di Gesù di Nazareth. In Lui, il sogno di Dio, che era in principio e che sostiene tutta la creazione, si è pienamente rivelato agli uomini come una luce che “splende nelle tenebre” (Gv 1,5).

 

Sogni e realtà

Non è facile parlare di sogni in questo tempo in cui i desideri sembrano infrangersi sulle rocce di una realtà complessa e faticosa. Sembra non ci sia più spazio per i “sognatori” in questo tempo che porta con sé l’eco del crollo delle ideologie, la fine dei nazionalismi, la sfiducia causata dalla grande illusione del consumismo sregolato! Oggi assistiamo al soffocamento dei sogni, all’asfissia degli ideali, alla compressione dei valori. Ci viene detto che è più realistico parlare di crisi, denaro,  guadagni, spese.

Ma cos’è la realtà?

W. Shakespeare scriveva: “Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo di un sogno è racchiusa la nostra breve vita” (La tempesta). La realtà è il nostro sogno! Se ammazziamo i sogni, ammazziamo la realtà! Siamo fatti di sogni: se rinunciamo ad essi, rinunciamo,un po’ alla volta, anche a noi stessi.

Dio ha un sogno e questo sogno interpella la nostra realtà, la modifica, la indirizza. Perciò, potremo dire che i sogni, come tutte le dimensioni della nostra vita, vanno educati. Essi vanno ascoltati, purificati, sostenuti e amati.

1. ascoltare i sogni

La sede dei nostri sogni non è la fantasia, ma il cuore; perciò essi sogni vanno ascoltati.

Siamo fatti di desideri profondi, di bisogni interiori, di aspirazioni smisurate. A volte, questi sogni sono coperti dalla cenere dell’abitudine, dalle macerie della delusione, dal chiasso dei nostri impulsi.

 “Un giorno un discepolo– racconta un padre del deserto –  andò dal suo maestro e gli disse:“Maestro, voglio trovare Dio”. Il maestro sorrise. E siccome faceva molto caldo, invitò il giovane ad accompagnarlo a fare un bagno nel fiume. Il giovane si tuffò e il maestro fece altrettanto. Poi lo raggiunse e lo agguantò tenendolo a viva forza sott’acqua. Il giovane si dibatté alcuni istanti, finché il maestro lo lasciò tornare a galla. Quindi gli chiese che cosa avesse più desiderato mentre si trovava sott’ acqua. “L’ aria”, rispose il discepolo “Desideri Dio allo stesso modo?”, gli chiese il maestro. “Se lo desideri così, non mancherai di trovarlo. Ma se non hai in te questa sete ardentissima,a nulla ti gioveranno i tuoi sforzi e i tuoi libri”.

Ascoltare i sogni vuol dire fare emergere i desideri più profondi della nostra vita, ascoltare i limiti dell’esistenza, l’eco del nostro vuoto, la fame del nostro cuore. Il desiderio è ciò che mi manca nella vita, perciò non nasconde le fragilità, non si accontenta, non vive alla giornata, non si presenta come evasione o fuga, ma si sente interpellato dal nostro limite.

Per ascoltare i nostri sogni è necessario il silenzio. Attraverso il silenzio noi percorriamo la via per ascoltare, purificare, educare e amare i nostri sogni.

 

2. purificare i sogni

I sogni, perciò, vanno purificati. A volte, essi si confondono e mescolano con i nostri interessi, il nostro egoismo e il benessere.  Essi vanno purificati  con il lavoro, l’impegno, la rinuncia a se stessi.  Nel leggere la vita delle grandi donne e uomini, delle grandi sante e santi di ogni tempo, ci accorgiamo che non mancano fatiche, dolori, impegno, rinunce. Anche il sogno delle fede va purificato. Ricordiamo l’invito del Siracide: “Figlio se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della prova” (Sir 2,1-2).

La paura e la delusione sono i nemici dei sogni, perciò essi vanno purificati da questa tentazione. Sarà, forse, questo il motivo per cui il Signore quando fa conoscere agli uomini il suo sogno, subito aggiunge “non temere”? Nella Bibbia, questo invito è presente 365 volte: sembra che ogni giorno il Signore ci dica “non temere, non avere paura”.

Il sogno del Natale viene purificato da una certezza: “ Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:  a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi” (Mt 1,23). La fede purifica i sogni dalla paura e dalla delusione.

3. sostenere i sogni

I sogni vanno sostenuti. La scalata verso il successo e la soddisfazione individuale ci rende nemici, competitivi, antagonisti. Tutto questo genera invidia, malcontento, sospetto, rancore. La realizzazione dei sogni ci chiede cooperazione, collaborazione, aiuto reciproco, sostegno.

Questo è il tempo in cui siamo chiamati a sostenere i sogni dei ragazzi e dei giovani, non promettendo loro la via più comoda, ma sostenendoli nelle scelte e responsabilità. Il futuro è nelle loro mani, ma non si può costruire il futuro senza l’esperienza e il sostegno delle generazioni che ci precedono. Perciò gli adulti non possono rinunciare ad educare e sostenere i sogni.

Il dovere dell’educazione, della trasmissione di principi e valori, della istruzione e conoscenza viene prima di qualsiasi impegno.

È avvilente vedere, anche in televisione, adulti appiattiti nel tempo presente, mascherati da adolescenti, svuotati di significato e valori. Un adulto che rinuncia a dire “no”, ad indicare – seppur con fatica – il valore dello studio, della conoscenza, dell’impegno è uno che non solo ha rinunciato alla bellezza della sua età, ma ha anche rinunciato a seminare il bene per il futuro.

I sogni dei giovani sono i sogni dell’umanità: non possiamo trascurarli, dobbiamo ascoltarli perché parlano di noi!

La comunità cristiana, la chiesa è chiamata a sostenere i sogni, rinunciando a ripiegarsi su se stessa.

Gli adulti cristiani non sono persone che si realizzano nelle nostre chiese, o che appiattiscono la loro fede litigando,come bambini, per i primi posti o  per una maggiore visibilità.

Gli adulti cristiani non hanno né tempo, né voglia di fermarsi nel pettegolezzo e nel giudizio.

Gli adulti cristiani hanno lasciato da tempo – e se non l’hanno fatto, lo facciano quanto prima – alle loro spalle un cristianesimo fatto di parole vuote o mezze scelte.

Gli adulti sostengono i sogni dei giovani, non sostituendosi ai loro sogni – come fanno nelle vetrine televisive –  ma realizzando in pienezza la loro vita.

 

4. amare i sogni

Infine, i sogni vanno amati. Oggi celebriamo il Natale del Signore. Cos’è il mistero dell’incarnazione? Il racconto di una storia di amore. “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16).

È questa la ragione profonda del sogno di Dio: ha tanto amato il mondo.

È questo il motivo per cui egli ha “disturbato” il sogno di Giuseppe, ha accompagnato i sogni dei Magi, ha interrotto il sonno dei pastori.

Quando i nostri progetti non si realizzano, i nostri calcoli non portano i risultati sperati o i nostri piani si scontrano con una realtà complessa, chiediamoci che fine hanno fatto i nostri sogni?

Le lettere di Paolo, Pietro, Giacomo, Giovanni  e i vangeli stessi ci parlano di Gesù che ha fatto del sogno di Dio la ragione della sua vita (Gv 4,34).

Tra le tante parole con le quali gli apostoli e gli evangelisti raccontano e annunciano il Maestro e Signore, ce ne è una, così semplice ma anche così complessa. È la parola amore o misericordia.

Gesù ci ha fatto sognare l’amore, ci ha detto che è possibile amare ed essere amati e che non c’è altra via per la nostra salvezza, per la nostra gioia, per la nostra libertà se non l’amore.

Potrebbe sembrare ovvio, ma nella nostra esperienza non è sempre così scontato. Non è forse vero che è l’amore a creare i sogni, mentre l’odio e il male li frantumano?

L’essenza del cristianesimo è l’amore misericordioso di Dio. Attraverso l’esperienza della misericordia, del perdono e dell’amore, Dio ci ha fatto conoscere e partecipare al suo sogno: apriamo il nostro cuore al mistero del Natale e lasciamo trasformare dall’opera di Dio con la fiducia che “le persone, le situazioni, anche le più disperate, sono tutte trasfigurabili, tutte posso mutare radicalmente. In verità, attraverso noi, Dio sta trasformando il mondo perché egli ci ama” (Desmon Tutu, Anche Dio ha un sogno)

 

Don Mimmo Giannuzzi

(Natale 2013)

 

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