L’anno liturgico comincia con il tempo d’Avvento. La parola  “avvento” deriva dal latino “adventus” che significa “venuta”.

Il cristianesimo collega tale parola alla duplice venuta di Cristo: la prima è quella avvenuta a Betlemme, la seconda avverrà alla fine dei tempi e noi stessi la professiamo con le parole del Credo “e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi ed i morti” .


L’Avvento è quindi caratterizzato da questa duplice dimensione d’attesa. Nella prima domenica il tema è quello della venuta ultima di Gesù, la seconda e la terza focalizzano l’attenzione sulla figura di Giovanni il Battista, precursore del Cristo e annunciatore di un battesimo di penitenza, la quarta ed ultima domenica è dedicata agli avvenimenti che hanno preceduto la nascita di Gesù, questi sono raccontati sia dal punto di vista di S. Giuseppe, come scrive S.Matteo, che da quello di Maria, come invece ci riferisce S.Luca.


Nel IV secolo il tempo di Quaresima e quello di Pasqua avevano già una connotazione del tutto simile a quella di oggi, l’origine dell’Avvento è più tardiva ed è da collocarsi tra il IV ed il VI secolo. Il Natale a Roma viene celebrato per la prima volta nel 336, proprio verso la fine del IV secolo si inizia a celebrare in Gallia ed in Spagna un periodo di preparazione a tale solennità.


L’Avvento nasce con una forte connotazione penitenziale, infatti la festività del Natale viene concepita sin dall’inizio come la celebrazione della Risurrezione di Cristo nel giorno in cui si ricorda la sua nascita. Nel 380 il Concilio di Saragozza stabilisce la partecipazione obbligatoria a tutti gli incontri comunitari compresi tra il 17 dicembre ed il 6 gennaio. In seguito viene istituito un periodo di digiuno di sei settimane denominato “Quaresima di S. Martino” in quanto cominciava l’11 novembre.


All’ interno del tempo d’Avvento si collocano due novene: quella dell’Immacolata, che inizia il 29 novembre, in preparazione alla festa dell’8 dicembre, e quella di Natale che ha inizio il 16 dicembre.

Le novene sono celebrazioni popolari che nell’arco dei secoli hanno affiancato le “liturgie ufficiali”. Esse sono annoverate nel grande elenco dei “pii esercizi”. I pii esercizi si sono sviluppati nella pietà occidentale del medioevo e dell’epoca moderna per coltivare il senso della fede e della devozione verso il Signore, la Vergine, i santi, in un momento in cui il popolo rimaneva lontano dalle sorgenti della bibbia e della liturgia o in cui, comunque, queste sorgenti rimanevano chiuse e non nutrivano la vita del popolo cristiano.

La novena di Natale, pur non essendo “preghiera ufficiale” della Chiesa, costituisce un momento molto significativo nella vita delle nostre comunità cristiane. Proprio perché non è una preghiera ufficiale essa può essere realizzata secondo diverse usanze, conservando sempre la dimensione ecclesiale e spirituale.

  Gianfranco Giorgio

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