20 gennaio solennità di S.Sebastiano

Il 20 gennaio la Chiesa celebra la memoria di S. Sebastiano martire. La figura del santo è legata al nostro paese, essendone il Patrono secondario.

Sul lato del Palazzo Comunale che si affaccia su Piazza Vittorio Emanuele II vi è una mezzaluna che porta rappresentati Maria SS. di Costantinopoli, S. Eustachio, entrambi Patroni principali della Città, e S. Sebastiano. Il santo è rappresentato anche in un dipinto presente in Cattedrale e posizionato sull’altare della navata laterale che termina con la Cappella del Purgatorio.

Analizziamo la vita del santo e scopriamo perché il suo culto si sia diffuso nel nostro paese. Le notizie storiche su S. Sebastiano sono poche, nonostante ciò il suo culto si è diffuso fin dai primi secoli della vita cristiana. Le fonti storiche, risalenti agli albori del Cristianesimo, che citano il santo sono la “Depositio martyrum”, il più antico calendario della Chiesa di Roma, questo pone già al 20 gennaio la memoria, e il “Commento al salmo 118” di S. Ambrogio, l’allora vescovo di Milano cita S. Sebastiano definendolo di origine milanese e dicendo che si era trasferito a Roma.

Queste pochissime fonti sono state ampliate dalla “Passio S. Sebastiani”, scritta,probabilmente nel V secolo, dal monaco Arnobio il Giovane. Secondo la “ Passio” S. Sebastiano, nato e cresciuto a Milano ed educato ai valori della fede cristiana, si trasferì a Roma nel 270 ed iniziò la carriera militare nel 283, erano per i cristiani tempi buoni in quanto già dal 260 erano stati aboliti gli editti persecutori, mal nel 305 Diocleziano ricominciò una politica persecutoria contro di loro. Sebastiano, nel frattempo, era diventato tribuno della prima coorte imperiale ed era stimato dall’imperatore stesso che non sospettava della sua fede cristiana.

Grazie al suo importante ruolo Sebastiano poteva assicurare assistenza ai cristiani incarcerati, concedere una degna sepoltura a quelli martirizzati e convertire alcuni suoi commilitoni. Una volta scoperta la sua fede, egli fu arrestato, processato e martirizzato con il supplizio delle frecce, venne portato fuori dalla Città, denudato , legato ad un palo sul Colle Palatino e trafitto dalle frecce. Creduto morto venne abbondonato alle bestie selvatiche, ma fu salvato e, dopo essersi ripreso, proclamò la sua fede davanti all’imperatore, fu martirizzato con la flagellazione, una pena riservata agli schiavi. Il corpo senza vita fu gettato nella Cloaca Massima. La tradizione vuole che il Santo sia apparso in sogno alla matrona Lucina indicandole il punto dove era approdato il cadavere e dicendole di seppellirlo nel cimitero “Ad
Catacumbas”, sulla via Appia. Sulla via Appia venne costruita una basilica intitolata “Basilica Apostolorum”, in memoria dei santi Pietro e Paolo, col passare del tempo il culto di S. Sebastiano divenne tanto popolare da far cambiare il nome della basilica in “Basilica Sancti Sebastiani”.

Possiamo ipotizzare che il culto di S. Sebastiano si sia diffuso ad Acquaviva per vari motivi: prima di tutto perché la sua venerazione era già presente nella Chiesa dei primi secoli, in secondo luogo non bisogna dimenticare che la tradizione vuole la Chiesa di Acquaviva fondata da Roberto di Serguglione, essendo egli un feudatario è possibile che abbia favorito o incentivato il culto di santi appartenenti alla classe militare romana, anche S. Eustachio, infatti, era un soldato romano.

S. Sebastiano è riconosciuto come Patrono della Polizia Municipale, ogni anno i vigili urbani di Acquaviva ricordano il loro Santo Patrono con una celebrazione solenne in Cattedrale, poiché quest’anno il 20 gennaio cade di domenica la memoria è anticipata a sabato 19.

Gianfranco  Giorgio

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