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	<title>Cattedrale di Acquaviva delle Fonti</title>
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	<description>le parrocchie in rete</description>
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		<title>46° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali- Incontrare se stessi</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 10:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigidebellis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Abbiamo paura d’incontrarci con noi stessi, temiamo di sentire che il nostro silenzio è vacuità, e non ricchezza. Ma due persone che si amano non sempre hanno bisogno di parlare, anzi. È proprio nel silenzio che si comunicano sentimenti, emozioni e sensazioni. Questo vale anche con Dio”. È sul valore del silenzio che, parlando al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/05/giornata-comunicazioni-sociali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5803" title="giornata comunicazioni sociali" src="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/05/giornata-comunicazioni-sociali-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>“Abbiamo paura d’incontrarci con noi stessi, temiamo di sentire che il nostro silenzio è vacuità, e non ricchezza. Ma due persone che si amano non sempre hanno bisogno di parlare, anzi. È proprio nel silenzio che si comunicano sentimenti, emozioni e sensazioni. Questo vale anche con Dio”. È sul valore del silenzio che, parlando al Sir, pone l’accento mons.<strong> Claudio Maria Celli</strong>, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, in vista della XLVI Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. </span><span style="color: #000000;"><strong>In silenzio, per capire ciò che vale.</strong> La comunicazione, secondo mons. Celli, spesso è “ostacolata dall’impostazione del contesto comunicativo, costretto nella griglia domanda/risposta: a volte facciamo fatica a trovare una risposta, altre siamo sommersi da risposte a domande che non ci poniamo. Così come siamo sommersi da una valanga di messaggi e informazioni”. In quest’ottica, spiega, “dimentichiamo il silenzio. Dobbiamo, invece, abituarci al discernimento: serve a capire ciò che realmente vale, e a trovare momenti per scoprire il senso delle cose. Il silenzio non è la parte negativa della comunicazione, ne è un momento non solo integrante ma necessario. Le parole acquisiscono spessore solo se viene dato valore al silenzio”. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Dire “parole che pesano”.</strong> Con i Social Network e Internet, osserva ancora mons. Celli, “pensiamo di ‘esserci’ solo quando mandiamo messaggi e siamo connessi. Invece servono contenuti che diano autenticità alle parole, non forme. E non dobbiamo dimenticare che, quando comunichiamo, anche nella Rete, comunichiamo noi stessi”. “Non è nella valanga delle parole che dite, che risiede la ricchezza di quello che state trasmettendo”, spiega l’arcivescovo rivolgendosi agli operatori della comunicazione. E aggiunge: “Solo la ricerca della verità eleva la dignità dell’uomo. Cercate quindi di pronunziare e scrivere parole che pesano. E non dimenticate che la comunicazione è da uomo a uomo, sempre. Non producete solo parole, ma comunicate idee e pensieri rivolti al cuore e all’intelligenza di un altro uomo”. </span></p>
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<div style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>La bella rivincita</strong></span><span style="color: #000000;"><strong>L’esperienza del silenzio davanti al dolore oppure alla gioia</strong> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La riflessione di Benedetto XVI è magnifica. Se non si trattasse del Santo Padre, si potrebbe dire provocatoria. Nel caos delle voci che si sovrappongono, nell’ansia delle pause e in un flusso continuo, inarrestabile, l’invito a comunicare con i silenzi ha una carica dirompente. Non quel silenzio ispirato dalla rinuncia o dall’omertà, ma la nuvola dei pensieri, che vuole cercare il suo senso, come nelle tags cloud virtuali, contro la banalità delle parole-comunque. Prima il bisogno di capire, con il tempo che serve, senza paura del vuoto, poi la scelta di comunicare. Certo, se si applicasse al sistema della multimedialità quanto il Papa suggerisce, sarebbe quasi il black out. Si svuoterebbero i social network, ci sarebbe il problema di riempire la pagina politica, i talk show sarebbero cancellati, i tabloid chiuderebbero, la radio continuerebbe a trasmettere musica classica. In tanti, perderebbero il posto di lavoro. Vale per il mondo dei media, dove oramai impera la bulimia della parola, scritta o orale che sia, ma è uguale nella vita quotidiana di ciascuno. Se non parli e come se non esisti; se non replichi, hai torto; se sei un affabulatore, vinci. Il fatto è che non se ne esce, che non c’è una via di mezzo, dovrebbe cambiare tutto. Eppure, quando scoppia la tragedia o prevalgono il dolore oppure la gioia, il silenzio si prende la rivincita. Anche la bellezza porta il silenzio. È lo stupore, in sostanza, che fa la differenza. Per l’immensità e per i sentimenti non si trovano le parole. Che vita viviamo, allora? Se si ripercorre una qualsiasi giornata, se ne può buttare via una gran parte, se non cancellarla del tutto, a volte. Sono pochi i momenti nell’arco delle 24 ore, che restano per la vita. Dovremmo probabilmente soffermarci più spesso su questo: sul valore del nostro tempo per noi e per gli altri. E viverlo in modo consapevole, maturo. Seguendo l’invito del Papa, forse così potremmo avvicinarci a un maggiore equilibrio tra la parola e il silenzio: cominciando dall’ascolto di noi stessi. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Carmen Lasorella &#8211; direttore generale di “San Marino Rtv” </span></p>
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<div style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>L’intelligenza del cuore</strong></span><span style="color: #000000;"><strong>Il mare di Internet come il lago di Tiberiade in burrasca</strong> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel silenzio nasce l’intelligenza del cuore e da questa nascita prendono respiro l’intelligenza delle parole e l’intelligenza delle immagini. Benedetto XVI consegna un pensiero di fiducia e di responsabilità con il messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali 2012. L’intelligenza del cuore, impercettibile palpito di ogni essere umano, si nutre di silenzio per diventare comunicazione tra volti. Nel silenzio prende sostanza l’ascolto di se stessi, degli altri, dell’Altro. È la scuola dell’essenziale dove si apprende a “discernere ciò che è importante da ciò che è inutile o accessorio”. È la passione educativa che ama anche le antiche e nuove strade del comunicare dove, nonostante i rumori, risuonano i passi della Parola attesa. Nella Rete che “sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte”, è importante e bello fare del silenzio il momento aurorale dell’ascolto. </span><br />
<span style="color: #000000;">Non è un’impresa facile. “L’educazione – ricorda il teologo e mistico svizzero Maurice Zundel – passa da anima ad anima con l’aiuto del silenzio. Prosegue tutta la vita, attraverso le conversazioni di ogni giorno benché gli uomini che han qualcosa da dire siano pochi e quelli che sanno ascoltare ancor meno”. Quanta verità in questa battuta di Zundel! Le conversazioni, tuttavia, corrono nelle connessioni e così nel mare di Internet la fede, con le parole e le immagini dei testimoni digitali, è lieta di prendere il largo con i moderni navigatori. Come sul lago di Tiberiade in burrasca, diventa domanda e risposta “nell’essenzialità di brevi messaggi spesso non più lunghi di un versetto biblico”. Si apre una grande avventura dove, tra l’altro, si sperimenta che la solitudine non è l’isolamento. Il silenzio, anche nel digitale, nutre un “essere soli” che accoglie gli altri e li ascolta. L’isolamento, al contrario, è un “essere staccati” che diffida degli altri e, alla fine, di se stessi: rimane acceso il video e si spegne il volto. All’intelligenza del cuore il compito di scegliere. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Paolo Bustaffa</span></p>
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<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">FONTE: AGENZIA SIR</div>
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		<title>Attentato Brindisi: colpito un luogo simbolo</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 12:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigidebellis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ordigno con tre bombole di gas è esploso questa mattina davanti all’Istituto professionale “Morvillo-Falcone” di Brindisi. È successo tutto intorno alle 7.50, quando i ragazzi stavano per entrare a scuola. Almeno sei gli studenti rimasti feriti, una ragazza di sedici anni non ce l’ha fatta. Un’altra studentessa, anche lei sedicenne, sarebbe in lotta tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/05/foto-brindisi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5796" title="foto-brindisi" src="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/05/foto-brindisi.jpg" alt="" width="300" height="159" /></a>Un ordigno con tre bombole di gas è esploso questa mattina davanti all’Istituto professionale “Morvillo-Falcone” di Brindisi. È successo tutto intorno alle 7.50, quando i ragazzi stavano per entrare a scuola. Almeno sei gli studenti rimasti feriti, una ragazza di sedici anni non ce l’ha fatta. Un’altra studentessa, anche lei sedicenne, sarebbe in lotta tra la vita e la morte. “Un attacco della criminalità organizzata senza precedenti”, ha dichiarato il sindaco di Brindisi, Cosimo Consales. Il preside dell’Istituto, Angelo Rampino, ha affermato che l’attentato “è stato fatto per uccidere: a quell’ora le ragazze entravano, proprio a quell’ora. Fosse accaduto alle 7.30 non ci sarebbe stata nessuna conseguenza”. Colpisce una coincidenza: oggi a Brindisi farà tappa la “Carovana della legalità”. Per don Luigi Ciotti, fondatore di “Libera”, “le ipotesi sono tutte aperte e occorre vagliare tutti gli elementi per verificare se si tratta del gesto di un folle&#8230; Ma quella scuola ha un nome importante”. Intanto, nella città pugliese stanno giungendo autorità locali e nazionali. Oggi dovrebbe arrivare il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, che avrebbe dovuto partecipare a Torino a un convegno su “La scuola che cambia”. Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha inviato sul posto il vicecapo della polizia, Francesco Cirillo, che coordinerà le operazioni e le indagini degli investigatori; lunedì sarà a Brindisi per una riunione in Prefettura con tutti gli esponenti nazionali delle Forze dell’ordine per il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica.Il ministro Cancellieri è in contatto anche con il premier Mario Monti, negli Usa per il G8, e il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. “Li tengo informati passo passo”, ha detto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Le parole dell’arcivescovo. </strong>“L’attentato davanti alla scuola ‘Morvillo-Falcone’ di Brindisi crea turbamento e sconcerto in me e nell’intera comunità ecclesiale brindisina”. Sono le prime parole dell’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, mons. <strong>Rocco Talucci</strong>, appresa la tragica notizia della morte di una ragazza e del ferimento grave di un’altra a seguito dell’attentato. “Appena conosciuto il fatto – aggiunge mons. Talucci – sul posto è giunto il parroco della vicina chiesa dello Spirito Santo che ha subito fornito accoglienza e ospitalità ai ragazzi. Sono vicino con la preghiera alla famiglia della giovane, innocente vittima dell’attentato, a tutte le famiglie dei ragazzi coinvolti, ai dirigenti e ai docenti e a tutti i giovani che sono figli della nostra comunità e di cui tanto ci occupiamo a livello educativo. Oggi è stato colpito proprio il luogo simbolo dell’educazione delle giovani generazioni. Brindisi non può più andare avanti in questo modo, perchè grande è il bisogno di pace vera in questa città. Brindisi è comunità operosa e accogliente e deve ritrovare la sua dignità. A voi, autori di questo grave atto, chiedo di pentirvi e di costituirvi. Questo attentato non può restare impunito, ma anche voi riprendetevi dignità umana e sociale”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Azione Cattolica: piena logica mafiosa. </strong>La presidenza dell’<strong>Azione Cattolica Italiana</strong>, appena appresa la notizia dell’attentato, ha diffuso questo comunicato: “L’attentato dinamitardo che questa mattina ha colpito l’Istituto professionale ‘Morvillo-Falcone’ a Brindisi, uccidendo una delle sue studentesse e ferendo gravemente altri giovani, è un chiaro attacco della criminalità organizzata contro la convivenza civile e le istituzioni democratiche del nostro Paese. Un’azione vile, un atto criminale e intimidatorio che in piena logica mafiosa colpisce una scuola intitolata alla moglie del giudice ucciso dalla mafia, Giovanni Falcone, nei giorni in cui la bella iniziativa della ‘Carovana per la legalità’ passa per la città pugliese e nell’avvicinarsi delle ricorrenze per la strage di Capaci. L’Azione Cattolica Italiana nell’esprimere il suo profondo cordoglio e la vicinanza nella preghiera alla famiglia della giovane barbaramente uccisa, ai feriti e all’intera comunità brindisina, con profondo sconcerto sottolinea come per la prima volta la criminalità organizzata colpisce volontariamente una scuola e ammazza degli studenti. Un feroce salto di qualità del terrore mafioso che deve chiamare tutti i cittadini e le istituzioni del Paese a una risposta immediata e coesa contro l’agire mafioso. Chi ha voluto colpire i giovani, vuole colpire il futuro della nostra Italia. Pur in una stagione di crisi economica e morale com’è quella che stiamo vivendo, siamo certi che non mancherà, proprio a partire dai nostri giovani, la convinzione che anche nei tempi bui c’è posto per la speranza e non ce ne è alcuno per la violenza omicida. Alla cultura della morte si opponga sempre la cultura della vita”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Fonte: AGENZIA SIR</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>«Ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20,22)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 20:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigidebellis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 13 Maggio 45 ragazzi e adulti delle Comunità parrocchiali della Cattedrale e di Santa Lucia hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione.  In un clima di estrema semplicità che ha caratterizzato l’intera celebrazione, il nostro Vescovo Mons. Mario Paciello, ha imposto le mani e tracciato il Sigillo con l’Olio del Crisma sulla fronte dei cresimandi accompagnati dall’abbraccio dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/05/Cresime-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5791" title="Cresime 2" src="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/05/Cresime-2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Domenica 13 Maggio 45 ragazzi e adulti delle Comunità parrocchiali della Cattedrale e di Santa Lucia hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> In un clima di estrema semplicità che ha caratterizzato l’intera celebrazione, il nostro Vescovo Mons. Mario Paciello, ha imposto le mani e tracciato il Sigillo con l’Olio del Crisma sulla fronte dei cresimandi accompagnati dall’abbraccio dei padrini e madrine.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il vescovo e i sacerdoti concelebranti con l’imposizione delle mani, hanno eseguito un gesto biblico, rievocando il dono dello Spirito Santo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L&#8217;unzione del crisma e le parole che l&#8217;accompagnano indicano molto bene gli effetti dello Spirito Santo. Il Cresimando, sul quale il vescovo ha steso le mani, per tracciargli in fronte il segno della croce con l&#8217;Olio profumato, ha ricevuto il sigillo del Signore, e, insieme, il dono dello Spirito, che lo unisce a Cristo con un Segno di appartenenza e fedeltà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; color: #000000;">Una giornata non solo per riconfermare il dono dello Spirito Santo mediante il Battesimo, ma anche un momento di condivisione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Gli scout, i Giovanissimi di Azione Cattolica e gli adulti di Ac hanno offerto a tutta la comunità parrocchiale l’occasione di crescere nella consapevolezza che ogni gruppo di età e percorsi diversi ha in comune la Comunione con Cristo che attraverso il dono dello Spirito Santo offre a tutti l’occasione di crescere insieme nella fede. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Commovente è stata la scelta di alcuni adulti di non farsi accompagnare da nessun padrino ma di  assumersi la responsabilità del proprio cammino, segno di una fede adulta che cammina alla sequela di Gesù Cristo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nella consapevolezza che tale evento abbia portato nelle vite dei Giovanissimi di Azione Cattolica, nel gruppo Scout e nel Gruppo dei Giovani Adulti di Ac una forte esperienza di fede, noi Giovani Famiglie e  animatori e compagni di cammino dei più giovani, sentiamo la gioia di condividere la bellezza che tale esperienza ha portato nelle vite di tutti noi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #000000;">Nella sua vita intima Dio «è amore», amore essenziale, comune alle tre divine Persone: amore personale è lo Spirito Santo, come Spirito del Padre e del Figlio. Per questo, egli «scruta le profondità di Dio», come amore-dono increato. Si può dire che nello Spirito Santo la vita intima del Dio uno e trino si fa tutta dono, scambio di reciproco amore tra le divine Persone, e che per lo Spirito Santo Dio «esiste» a modo di dono. È lo Spirito Santo l&#8217;espressione personale di un tale donarsi, di questo essere-amore. È Persona-amore. È Persona-dono. Abbiamo qui una ricchezza insondabile della realtà e un approfondimento ineffabile del concetto di persona in Dio, che solo la Rivelazione ci fa conoscere. Al tempo stesso, lo Spirito Santo, in quanto consostanziale al Padre e al Figlio nella divinità, è amore e dono (increato), da cui deriva come da fonte (fons vivus) ogni elargizione nei riguardi delle creature (dono creato): la donazione dell&#8217;esistenza a tutte le cose mediante la creazione. la donazione della grazia agli uomini mediante l&#8217;intera economia della salvezza. Come scrive l&#8217;apostolo Paolo: «L&#8217;amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che ci è stato dato».</span></em></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">(Dominum et Vivificantem, n. 10)</span></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;"><strong>Marisa e Francesco, Grazia e Gianni</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dona il tuo 5 per mille alla Cattedrale</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 20:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigidebellis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[5 per mille]]></category>
		<category><![CDATA[cattedrale onlus]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione dei redditi]]></category>

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		<description><![CDATA[“La Cattedrale” ONLUS e il tuo 5X1000 &#160; Nata nel 2002, “La Cattedrale” ONLUS è una associazione senza fini di lucro che punta alla valorizzazione e tutela della Concattedrale di Acquaviva delle Fonti, dell’annesso palazzo vescovile e dei beni in essi conservati. L’associazione rappresenta, dunque, un importante punto di riferimento per la nostra comunità parrocchiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000000;">“La Cattedrale” ONLUS e il tuo 5X1000</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nata nel 2002, “La Cattedrale” ONLUS è una associazione senza fini di lucro che punta alla valorizzazione e tutela della Concattedrale di Acquaviva delle Fonti, dell’annesso palazzo vescovile e dei beni in essi conservati. L’associazione rappresenta, dunque, un importante punto di riferimento per la nostra comunità parrocchiale ed anche per tutta la città di Acquaviva che potrebbe puntare sulla Cattedrale come strumento di promozione turistica. La Cattedrale ONLUS, infatti, mira anche ad organizzare visite guidate rivolte a noi stessi cittadini affinché possiamo conoscere le bellezze che la nostra, seppur piccola, cittadina ci offre; ecco perché sostenere l’associazione con il proprio 5 per Mille.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il 5 per Mille è lo strumento di cui ogni cittadino dispone per poter donare un proprio contributo finanziario a sostegno delle attività di organizzazioni No-Profit, Associazioni ONLUS, Università ed Istituti di ricerca scientifica e sanitaria. A differenza delle altre tipologie di donazioni, questo strumento non comporta oneri finanziari a carico del donatore: all’organizzazione prescelta viene destinata direttamente una quota dell&#8217;IRPEF.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Oltre a rappresentare, dunque, una nuova forma di sostegno per il &#8220;terzo settore&#8221;, il 5 per Mille è considerato dalla dottrina giuridica un esempio di sussidiarietà fiscale, una quota cui lo Stato rinuncia e che il cittadino italiano può donare liberamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Contribuire, pertanto, alle attività della ONLUS- LA CATTEDRALE, non costa nulla.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000000;">Devolvi il 5 per Mille della tua dichiarazione dei redditi</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000000;">(modello 730 &#8211; modello UNICO o modello CUD)</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000000;">apponendo la tua firma nell’apposito riquadro e indicando</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000000;">il codice fiscale: 91061460720</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span>Visita il sito della onlus: www.cattedraleonlusacquaviva.it</span></strong></p>
<p><a href="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/05/5x1000-x-articolo.jpg"><img class=" wp-image-5781 aligncenter" title="5x1000 x articolo" src="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/05/5x1000-x-articolo-300x99.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<div style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></div>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">ONLUS “La Cattedrale”</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Sind Akous si raccontano</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 13:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigidebellis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo maggio si è svolta, presso il Parco S. Elia, la manifestazione “Woodstock 2012”, organizzata dall’associazione acquavivese “Mad Dog Crew” e patrocinata dal Comune di Acquaviva delle Fonti e dall’assessorato alle politiche giovanili.  In occasione di tale evento si sono esibite diverse band musicali, tra queste anche una formata da cinque ragazzi che frequentano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/05/Sind-Akous.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5766" title="Sind Akous" src="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/05/Sind-Akous-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Il primo maggio si è svolta, presso il Parco S. Elia, la manifestazione “Woodstock 2012”, organizzata dall’associazione acquavivese “Mad Dog Crew” e patrocinata dal Comune di Acquaviva delle Fonti e dall’assessorato alle politiche giovanili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> In occasione di tale evento si sono esibite diverse band musicali, tra queste anche una formata da cinque ragazzi che frequentano la nostra parrocchia;  noi della redazione del sito abbiamo pensato ad una intervista per saperne di più su questa loro “vita musicale”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sono circa le 22 quando tutti i membri del gruppo arrivano nel luogo dove si svolgono le prove, sono stanchi ma vogliosi di ritrovarsi per suonare insieme e, a sorpresa trovano un “inviato” del sito che vorrebbe fare loro qualche domanda, ci sediamo e comincia l’intervista.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Prima di tutto presentatevi…</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Giuseppe: “Io sono Giuseppe Capozzo, ho 25 anni e faccio parte di questo gruppo insieme con Marino Colamonico, 21 anni, Paride Borreggine, 20 anni, Filippo Tribuzio, 22 anni e Davide Tribuzio, 20 anni, dovendoci presentare come strumenti della band lo faremmo in questa maniera: voce e basso, chitarra elettrica, tromba, tastiere e batteria.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Il nome del gruppo è Sind Akous, perché? Chi lo ha scelto?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Giuseppe: “ Abbiamo scelto questo nome per giocare con le parole,” Sind Akous” infatti rimanda subito al dialetto acquavivese “sind a cus”, tradotto in italiano come “senti a questo”, in realtà il significato è un altro, la parola “Akous” infatti deriva dal verbo greco              “ akouw” che significa “udire” , il nome del gruppo è quindi “Senti Senti”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Questo nome è stato pensato da me insieme con Paride e Dario, un violinista ex componente del gruppo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong> Scaviamo ora nel passato, da cosa nasce questa esperienza musicale?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Giuseppe: “ A me è sempre piaciuto scrivere canzoni, così dopo aver tirato fuori dal cassetto testi scritti durante il periodo universitario ho formato con alcuni amici il gruppo, all’inizio la band era completamente diversa da quella di oggi, c’ero io a cantare e poi altri tre ragazzi rispettivamente al violino, alla chitarra acustica ed alle tastiere; il primo concerto è stato all’ARCI “Lebonvsky” di Gioia del Colle e…”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">-Nella conversazione interviene Paride:”E’ stata in quell’occasione che ho ascoltato per la prima volta Giuseppe suonare e, incuriosito e divertito dalla sua musica, ho deciso di entrare a far parte del gruppo.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">-Riprende Giuseppe: “ Per diversi motivi poi c’è stato un cambio di persone e siamo giunti all’attuale formazione.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Che musica fate?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Filippo: “ All’inizio la nostra musica era non inseribile in nessuna categoria se non quella cantautorale, poi con l’evoluzione del gruppo ha preso la forma del genere “folk ‘n roll”, folk per quanto riguarda i testi, ci ispiriamo a temi popolari o ad eventi realmente accaduti nel nostro paese, e rock per quanto riguarda il sound.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Dopo “Woodstock 2012” quali sono i progetti in cantiere?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Davide: “ In questa fase desideriamo farci conoscere il più possibile, parteciperemo a due concorsi musicali, a Conversano e a Gioia del Colle, nel mese di giugno saremo protagonisti di un concerto all’Oasi “San Martino” e sempre in estate registreremo un album”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;"> Quanto il frequentare la Parrocchia vi ha fatto crescere come gruppo?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Marino: “ Personalmente penso tanto, noi non siamo una band di professionisti che suona solo per tornaconto personale, siamo prima di tutto amici, la nostra amicizia è cresciuta anche grazie alla Parrocchia perché frequentiamo il gruppo giovani di A.C.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Filippo:” Per me l’esperienza del gruppo è servita anche a farmi riavvicinare ad un ambiente che non frequentavo più ormai da tanto tempo…”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Giuseppe:” La Cattedrale per noi è un punto di partenza ed anche di arrivo”, come ha detto Marino noi siamo amici viviamo questa esperienza musicale in maniera seria, ma al tempo stesso il nostro obiettivo è “divertirci e crescere insieme”, condividendo anche con gli altri che frequentano la Parrocchia le nostre idee e le nostre emozioni, ci ha fatto molto piacere la partecipazione del gruppo Giovani al concerto di Woodstock , nonostante abbiamo suonato alle 14:30. ”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Grazie ragazzi per l’intervista, questo ringraziamento lo esprimo a nome di tutta la Parrocchia, vi auguro di continuare su questa strada per realizzare tutti i vostri progetti, ancora grazie e… alla prossima intervista</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Gianfranco Giorgio</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incroci di sguardi- Con occhi nuovi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 21:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigidebellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[incroci]]></category>

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		<description><![CDATA[Si svolgerà venerdì 4 maggio l’ottavo appuntamento di “Incroci di sguardi”. Dopo aver vissuto la Via Crucis in memoria dei martiri missionari, nel tempo di quaresima per riflettere sul perdono, e in seguito all’adorazione eucaristica del giovedì santo, che ci ha aiutati a contemplare il mistero dell’amore incarnato e donato a noi, questa volta celebreremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2011/11/Incroci-di-sguardi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4474" title="Incroci di sguardi" src="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2011/11/Incroci-di-sguardi.jpg" alt="" width="180" height="496" /></a>Si svolgerà venerdì 4 maggio l’ottavo appuntamento di “Incroci di sguardi”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dopo aver vissuto la Via Crucis in memoria dei martiri missionari, nel tempo di quaresima per riflettere sul perdono, e in seguito all’adorazione eucaristica del giovedì santo, che ci ha aiutati a contemplare il mistero dell’amore incarnato e donato a noi, questa volta celebreremo insieme l’Eucarestia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> La scelta della celebrazione eucaristica ha un motivo preciso: nel mese di maggio concluderemo il tempo di Pasqua, tempo nel quale la Chiesa celebra il Cristo Risorto che appare ai suoi discepoli per stare insieme con loro, l’Eucarestia è infatti il luogo ed il tempo dove Cristo continua a rinnovare il suo incontro, facendosi riconoscere nella Parola e nel gesto dello spezzare il Pane.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il nostro invito a vivere insieme questa celebrazione eucaristica vuole essere un modo per testimoniare una Chiesa viva e giovane capace di vedere il mondo che la circonda “con occhi nuovi”</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Vi aspettiamo venerdì 4 maggio in Cattedrale alle 21.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Gianfranco Giorgio</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera alle Famiglie. Il mese di maggio</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 19:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donmimmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Miei cari, ho pensato di scrivervi una lettera nel mese di Maggio; un mese così caro alla tradizione popolare perché legato alla Madre di Dio, ma altrettanto importante, poiché celebriamo i cinquanta giorni di Pasqua. Le porte del cuore Nel mese di Maggio, di solito, si conclude il grande tempo di Pasqua: un periodo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;"><strong><em>Miei cari,<a href="http://www.cattedraleacquaviva.it/news/lettera-alle-famiglia-il-mese-di-maggio/attachment/big_botticelli/" rel="attachment wp-att-5725"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5725" title="big_Botticelli" src="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/04/big_Botticelli-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></em></strong></span></h3>
<address><span style="color: #000000;">ho pensato di scrivervi una lettera nel <em>mese di Maggio</em>; un mese così caro alla tradizione popolare perché legato alla Madre di Dio, ma altrettanto importante, poiché celebriamo i cinquanta giorni di Pasqua.</span></address>
<h3><strong><span style="text-align: justify;">L</span></strong><strong style="text-align: justify;">e porte del cuore</strong></h3>
<address><span style="color: #000000;">Nel mese di Maggio, di solito, si conclude il grande tempo di Pasqua: un periodo in cui facciamo memoria delle visite del Risorto, <em>a porte chiuse</em>, nelle case dei suoi discepoli impauriti.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Le porte chiuse dei discepoli assomigliano un po’ a quelle del nostro cuore o delle nostre case: non è facile aprire la porta di casa a chi non conosciamo, a chi ci ha fatto del male o a chi pensiamo possa approfittare di noi!</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Così come non è facile aprire il cuore dopo un’esperienza negativa, un dolore inaspettato, una delusione nell’amore.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Ma Gesù non ha paura delle porte chiuse! Non si scoraggia, non si tira indietro!</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Con questa lettera mi piacerebbe portare nelle vostre case questo primo messaggio: <em>Gesù non è lontano dalle nostre fatiche, delusioni o sofferenze</em>.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Egli entra, con lo Spirito, per rendere forti i nostri passi, riscaldare il nostro cuore, raddrizzare le nostre strade!</span></address>
<h3>L’entusiasmo dello Spirito</h3>
<address><span style="color: #000000;">Lo Spirito santo è la presenza di Dio nella nostra vita. Egli entra nel nostro cuore riempiendolo di  <em>entusiasmo: </em>questo termine viene dal greco e  vuol dire <em>“avere dentro Dio”</em> (en – thous/theòs). L’entusiasmo della fede nasce dalla consapevolezza di avere Dio dentro di noi, di non essere soli in nessun momento della nostra vita.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Mi piace particolarmente pensare ai cristiani come a persone di cui possiamo dire: “hanno entusiasmo nelle cose che fanno, pensano e dicono”: entusiasmo nel lavoro, nella casa, nella città, nella comunità cristiana…</span></address>
<h3><span style="text-align: justify;"> </span><strong style="text-align: justify;">L’entusiasmo di Maria</strong></h3>
<address><span style="color: #000000;">Se l’entusiasmo è l’atteggiamento di chi lascia entrare Dio nella propria vita, allora non ci è difficile riconoscere l’entusiasmo di Maria, la madre di Dio.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Maria ci insegna come vivere una vita piena di entusiasmo:</span></address>
<address><span style="color: #000000;">-          Ella accoglie con gioia l’invito dell’angelo;</span></address>
<address><span style="color: #000000;">-          va incontro a sua cugina Elisabetta correndo e cantando;</span></address>
<address><span style="color: #000000;">-          gioisce a Betlemme nel vedere il suo Signore;</span></address>
<address><span style="color: #000000;">-          segue Gesù per tutta la vita come discepola;</span></address>
<address><span style="color: #000000;">-          accoglie nel suo grembo, svuotato dalla morte di Cristo, la chiesa nascente nell’apostolo Giovanni;</span></address>
<address><span style="color: #000000;">-          si lascia riempire dallo Spirito nel giorno di Pentecoste.</span></address>
<address><span style="color: #000000;"><em>Invocando Maria come “Madre di Dio” e “Madre nostra”, noi riconosciamo in lei una maternità che si traduce in aiuto, protezione, rifugio, gioia, attesa.</em></span></address>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>In preghiera nelle nostre case</strong></span></h3>
<address><span style="color: #000000;">Sarebbe bello vivere in ogni casa “il mese di Maggio” attraverso la preghiera familiare, comunicando in parrocchia la propria disponibilità a creare piccoli cenacoli di preghiera.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Come?</span></address>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<address><span style="color: #000000;">Collocando in casa una immagine della Madonna;</span></address>
</li>
<li>
<address><span style="color: #000000;">invitando il sacerdote, il diacono o alcuni catechisti a guidare la preghiera o a benedire la casa;</span></address>
</li>
<li>
<address><span style="color: #000000;">pregando il S. Rosario ogni giorno;</span></address>
</li>
<li>
<address><span style="color: #000000;">visitando gli ammalati e pregando per loro.</span></address>
</li>
</ul>
<address><span style="color: #000000;">Come possiamo prega</span>re? Lo faremo con la preghiera del <strong>Rosario</strong> così come ci suggeriva papa Giovanni Paolo II: «<em>La famiglia che prega unita, resta unita. La famiglia che recita insieme il Rosario riproduce un po&#8217; il clima della casa di  Nazareth: si pone Gesù al centro, si condividono con lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da lui la speranza e la forza per il cammino. </em><em>A questa preghiera è anche bello e fruttuoso affidare l&#8217;itinerario di crescita dei figli. Pregare col Rosario per i figli, e ancor più con i figli, educandoli fin dai teneri anni a questo momento giornaliero di «sosta orante» della famiglia, non è, certo, la soluzione di ogni problema, ma è un aiuto spirituale da non sottovalutare</em>».</address>
<p style="text-align: justify;"><strong>In preghiera tra le nostre strade</strong></p>
<address><span style="color: #000000;">Un segno della visita di Maria tra le nostre case sarà la S. Messa nei quartieri.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Ogni martedì alle ore 19.00 celebreremo la S. Messa secondo il seguente calendario:</span></address>
<address><span style="color: #000000;">1 maggio (Chiesa Immacolata)</span></address>
<address><span style="color: #000000;">8 maggio (via Roma)</span></address>
<address><span style="color: #000000;">15 maggio (piazza Zirioni)</span></address>
<address><span style="color: #000000;">22 maggio (via Tria)</span></address>
<address><span style="color: #000000;">29 maggio (piazza S. Angelo)</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Il 31 maggio concluderemo il mese presso l’atrio dell’Istituto Cirielli per pregare con la comunità delle suore dell’Immacolata Concezione d’Ivrea.</span></address>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Come si prega il Rosario?</strong></span></h3>
<address><span style="color: #000000;">La preghiera del Rosario è una preghiera di meditazione: attraverso la preghiera rivolta a Maria, contempliamo i misteri della vita di Gesù.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Iniziamo la nostra preghiera con il segno della croce e una breve invocazione allo Spirito Santo e, dopo aver proclamato i misteri secondo il giorno della settimana, preghiamo con il Padre nostro, dieci Ave Maria, il Gloria.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">La recita del Rosario si conclude con la preghiera (un Padre nostro, Ave Maria, Gloria) secondo le intenzioni del papa, per allargare lo sguardo di chi prega sull&#8217;ampio orizzonte delle necessità della Chiesa, preghiera del “Salve Regina” e, se si ha la possibilità, le litanie.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Infine si invoca l’intercessione della Madonna e si conclude con l’orazione.</span></address>
<address><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></address>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>Preghiera a Maria, madre e discepola in “tutti i sensi”.</strong></span></h2>
<address><strong>Padre nostro,</strong></address>
<address><span style="color: #000000;">vorremmo contemplarti con gli <strong>occhi</strong> di Maria,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">tenendo i nostri occhi fissi su Gesù,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">anche quando le miopie e le preoccupazioni della vita</span></address>
<address><span style="color: #000000;">rendono i nostri sguardi meno attenti e i nostri occhi più pensanti.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Donaci il tuo Spirito, il collirio della fede,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">perché possiamo vedere in chi ci è accanto tutto il bene possibile,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">vivere la nostra storia senza accontentarci,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">scrutare tra i nostri peccati la tua misericordia e la tua provvidenza.</span></address>
<address> </address>
<address style="text-align: justify;"><strong>Padre nostro,</strong></address>
<address style="text-align: justify;">vorremo ascoltarti con l’udito di Maria:</address>
<address><span style="color: #000000;">tante sono le voci che ci distraggono,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">i rumori che ci confondono,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">i suoni che ci allettano.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Donaci il tuo Spirito perché purifichi il nostro cuore</span></address>
<address><span style="color: #000000;">dalle parole inutili, dalle voci violente,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">dai suoni menzogneri,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">accendi in noi la passione per la verità, il desiderio di conoscere, l’amore per il Vangelo.</span></address>
<address> </address>
<address style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Padre nostro,</strong></span></address>
<address><span style="color: #000000;">vorremmo <strong>gustarti</strong> come Maria</span></address>
<address><span style="color: #000000;">che ha generato, baciato e accarezzato il Signore Gesù.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Mandaci il tuo Spirito perché risvegli in noi il sapore delle cose belle,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">il gusto dello stare insieme,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">la bellezza della semplicità di una carezza.</span></address>
<address> </address>
<address style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Padre  nostro,</strong></span></address>
<address><span style="color: #000000;">vorremmo sentire i profumi della casa di Maria:</span></address>
<address><span style="color: #000000;">ella non ha disdegnato l’incenso dei Magi, né la mirra delle donne.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Purifica i nostri cuori dai cattivi odori del peccato e dell’orgoglio.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Donaci lo Spirito della carità,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">che ci insegni un amore capace di respirare a pieni polmoni</span></address>
<address><span style="color: #000000;">fino a inebriarci con il profumo della gratuità</span></address>
<address><span style="color: #000000;">e le vertigini della generosità.</span></address>
<address> </address>
<address style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Padre nostro,</strong></span></address>
<address><span style="color: #000000;">vorremmo anche noi “<strong>toccare</strong> il cielo con un dito”</span></address>
<address><span style="color: #000000;">come Maria, assunta in cielo.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Donaci l’entusiasmo della fede</span></address>
<address><span style="color: #000000;">che spinga il nostro cuore ad accogliere Gesù</span></address>
<address><span style="color: #000000;">e a riconoscerlo realmente presente nell’Eucaristia come nei poveri.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Fa che la paura, il timore di perdere noi stessi, la vergogna</span></address>
<address><span style="color: #000000;">non ci rinchiudano  nelle nostre case,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">non ci facciano accontentare delle piccole certezze,</span></address>
<address><span style="color: #000000;">non ci imprigionino nelle nostre sicurezze.</span></address>
<address><span style="color: #000000;">Entra dentro di noi con il tuo Spirito perché la nostra preghiera sia con Maria:</span></address>
<address><span style="color: #000000;"><strong>“Maranathà, vieni Signore Gesù”.</strong></span></address>
<address><em><br />
</em></address>
]]></content:encoded>
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		<title>Beatificato Giuseppe Toniolo- L&#8217;anima di un impegno</title>
		<link>http://www.cattedraleacquaviva.it/news/beatificato-giuseppe-toniolo-lanima-di-un-impegno/</link>
		<comments>http://www.cattedraleacquaviva.it/news/beatificato-giuseppe-toniolo-lanima-di-un-impegno/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 23:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigidebellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[azione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[SANTITà]]></category>
		<category><![CDATA[TONIOLO]]></category>

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		<description><![CDATA[“La vocazione alla santità” è il “traguardo di ogni altra vocazione nella Chiesa, dono della carità di Dio”. E dono dell&#8217;amore di Dio all&#8217;Italia è stato “Giuseppe Toniolo”. Lo ha detto nell’omelia il card. Salvatore De Giorgi, rappresentante del Santo Padre nella beatificazione di Toniolo, avvenuta stamattina nella basilica papale di San Paolo fuori le Mura. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/04/toniolo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5717" title="toniolo" src="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/04/toniolo.jpg" alt="" width="189" height="149" /></a><span style="color: #000000;">“La vocazione alla santità” è il “traguardo di ogni altra vocazione nella Chiesa, dono della carità di Dio”. E dono dell&#8217;amore di Dio all&#8217;Italia è stato “Giuseppe Toniolo”. Lo ha detto nell’omelia il card. <strong>Salvatore De Giorgi</strong>, rappresentante del Santo Padre nella beatificazione di Toniolo, avvenuta stamattina nella basilica papale di San Paolo fuori le Mura. Dopo la proclamazione del nuovo beato Francesco Bortolini, il ragazzo che ha ricevuto la guarigione per intercessione di Toniolo, ha deposto le reliquie di Toniolo accanto all’altare. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Vocazione alla santità.</strong> Toniolo, ha sottolineato il porporato, era convinto che “tutti indistintamente siamo chiamati alla santità” e che “i laici si santificano nel mondo”, attraverso “l&#8217;esercizio del loro compito proprio”. Secondo il nuovo beato, “chi definitivamente recherà a salvamento la società presente non sarà un diplomatico, un dotto, un eroe, bensì un santo, anzi una società di santi”. Da qui la sua ferma decisione: “Voglio farmi santo”. E, ha ricordato il cardinale, “si dette un regolamento di vita spirituale e professionale, valorizzando i mezzi sempre attuali dell&#8217;ascetica cristiana”, diventando “un vero contemplativo dell&#8217;azione”. In realtà, “il radicarsi in Dio fu l&#8217;anima del suo impegno cristiano nella famiglia, sulla cattedra e nella società”. Innanzitutto, “considerò la famiglia il luogo primario della sua santificazione e della sua missione”, offrendo “un&#8217;affascinante testimonianza della dignità e della bellezza della famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile e fedele di un uomo con una donna per una comunione di vita e di amore secondo il disegno di Dio, che non si può stravolgere senza sconvolgere la vita stessa della società”. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Per il bene del Paese.</strong> “Insigne professore universitario, sulle cattedre di Padova, di Modena e di Pisa, seppe essere &#8211; ha precisato il card. De Giorgi &#8211; non solo il maestro qualificato dei giovani studenti, ma soprattutto il loro amico ed educatore nella ricerca della verità”. Infatti, “avvertiva già allora l&#8217;emergenza educativa per il clima universitario indifferente o ostile alle fondamentali istanze religiose e morali, come anche l&#8217;urgenza di una solida formazione culturale cristiana che preparasse le nuove generazioni ad affrontare le sfide del futuro”. E sulla promozione della cultura impegnò “i doni di una intelligenza non comune e di una lungimiranza quasi profetica, soprattutto circa la necessità, per il bene nel nostro Paese, di una presenza dei cattolici, nel sociale e nel politico, limpida, coerente, coraggiosa e unitaria, fondata sull&#8217;inscindibile rapporto tra fede e ragione, tra scienza e fede”. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Fedele ai Papi.</strong> “Convinto che la comunione, segreto della credibilità e dell&#8217;efficacia dell&#8217;apostolato, si costruisce con l&#8217;obbedienza, fu sempre fedele ai quattro Papi del suo tempo: li guardava con occhi di fede e li difendeva con amore di figlio”, ha precisato il porporato, che ha poi ricordato l’impegno di Toniolo per il Movimento Cattolico, la Società della Gioventù Cattolica, primo nucleo dell&#8217;Azione cattolica italiana, la Fuci, l&#8217;Opera dei congressi, l&#8217;Unione cattolica per gli studi sociali, l&#8217;Unione popolare, le Settimane Sociali e l&#8217;Università del Sacro Cuore. Toniolo, pertanto, “si presenta a noi, come un italiano che ha amato e servito la Chiesa e l&#8217;Italia, da cristiano e cittadino esemplare: è questa la vera laicità. Si presenta a noi come uno di quei ‘cristiani con le braccia alzate verso Dio’, dei quali ha bisogno lo sviluppo integrale dell&#8217;uomo e della società, come il Papa ha auspicato nella enciclica Caritas in Veritate”, nella quale “hanno trovato conferma e sviluppo non poche intuizioni innovative del beato, come la centralità della persona nel mondo del lavoro, l&#8217;insopprimibile fondamento etico dell&#8217;economia, la rilevanza antropologica della questione sociale, l&#8217;importanza del Vangelo nella costruzione della società, le istanze della giustizia distributiva, l’impegno per la pace”. Alla vigilia dell&#8217;Anno della fede, “è certamente uno dei testimoni che il Santo Padre ha indicato come coloro che ‘per fede, nel corso dei secoli, hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del loro essere cristiani: nella famiglia, nella professione, nella vita pubblica’”. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Testimonianza coerente.</strong> Con “l&#8217;entusiasmo” di una “fede mai stanca”, con “l&#8217;intenso rapporto con Gesù Risorto”, con “la splendida testimonianza della vita interiore incarnata nella storia”, con “l&#8217;amore sincero alla Chiesa”, con “il prestigio morale della condotta privata e pubblica trasparente e irreprensibile”, con “l&#8217;indomito coraggio di essere e di dirsi cristiano in un contesto di aggressivo laicismo”, il nuovo beato “ci esorta a riscoprire il fascino di appartenere al gregge del Buon Pastore, l&#8217;ansia di conoscerlo ascoltando la sua parola garantita dal Magistero da lui voluto, la gioia di rimanere in lui con la grazia dei sacramenti, la felicità di amarlo osservando i suoi comandamenti, garanzie sicure del vivere sociale”. “Ci esorta – ha concluso il card. De Giorgi &#8211; in particolare a impegnarci con entusiasmo nella nuova evangelizzazione”.</span></p>
<hr />
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><br />
La gioia di Francesco</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">
<span style="color: #000000;"><strong>Il giovane miracolato tra i partecipanti al rito della beatificazione</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<span style="color: #000000;">“In famiglia abbiamo sempre respirato i valori del cristianesimo sociale”: <strong>Gianni Toniolo</strong>, economista alla Luiss (Roma) e alla Duke University (North Carolina), ricorda per Sir il prozio Giuseppe Toniolo, beatificato oggi nel corso della celebrazione eucaristica nella Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma. “Un segnale forte di questa beatificazione – afferma – credo sia riconducibile all’idea tonioliana della necessità dell’etica anche nella vita economica”. Produzione di beni e servizi, commerci, ricchezze “non sono un fine, ma un mezzo per elevare l’umanità; in questa chiave Giuseppe Toniolo studiava e insegnava le materie economiche”. “A maggior ragione oggi, in piena crisi, siamo rimandati anche ai principi dell’eguaglianza e della equa distribuzione del reddito” con “una visione universale della giustizia sociale”.</span><br />
<span style="color: #000000;">Emozionato <strong>Francesco Bortolini</strong> il giovane “miracolato” per intercessione di Toniolo. Caduto accidentalmente alcuni anni or sono da una recinzione e rimasto gravemente ferito, tornerà in salute dopo una lunga veglia di preghiera elevata al Servo di Dio dalla comunità parrocchiale di S. Maria Assunta di Pieve di Soligo, paese in cui è sepolto Giuseppe Toniolo. “Lo sento molto vicino – confida al Sir – e se sono qui oggi è grazie al suo intervento. Lo ringrazio ogni giorno. In questa giornata provo un’emozione indescrivibile e una gioia incontenibile”.</span><br />
<span style="color: #000000;">La messa, celebrata dal cardinale Salvatore De Giorgi assieme ad altri dieci cardinali e 25 vescovi, ha visto la presenza di oltre cinquemila persone – la gran parte delle quali soci di Ac provenienti da tutta Italia, guidati dal presidente nazionale Franco Miano e dall’assistente ecclesiastico mons. Domenico Sigalini &#8211; che hanno gremito la Basilica papale. </span><br />
<span style="color: #000000;">Presenti anche le autorità politiche, esponenti del mondo dell’economia, delle imprese e dell’università, della cultura e dello sport, e i rappresentanti di numerose associazioni laicali. “L’attualità di Toniolo si può misurare in diversi campi – afferma <strong>Giancarlo Abete</strong>, imprenditore, presidente della Federazione italiana gioco calcio -, ma credo che anzitutto vada sottolineato il suo impegno di laico cristiano al servizio della società e della Chiesa”. Toniolo “è stato anche un fedele e originale interprete della Dottrina sociale della Chiesa e ha affrontato temi validi per l’oggi, come la solidarietà e l’integrazione fra i popoli a livello internazionale”.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">FONTE:AGENZIA SIR</span></p>
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		<title>L&#8217;opinione del territorio- Gli editoriali delle testate cattoliche di questa settimana</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 20:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; La beatificazione di Toniolo, la 49ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni,  la crisi della politica, le ricorrenze del 25 Aprile e del 1° Maggio, il problema del gioco d&#8217;azzardo&#8230; Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/04/Avvenire.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5714" title="GIORNALI CATTOLICI" src="http://www.cattedraleacquaviva.it/wp-content/uploads/2012/04/Avvenire.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>La beatificazione di Toniolo, la 49ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni,  la crisi della politica, le ricorrenze del 25 Aprile e del 1° Maggio, il problema del gioco d&#8217;azzardo&#8230; Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Giuseppe Toniolo. </strong>In occasione della beatificazione, domenica 29 aprile, di Giuseppe Toniolo, la <strong>Vita Picena </strong>(Ascoli Piceno) sottolinea: “Ci possiamo chiedere, in questo momento di crisi, cosa dica Toniolo ai cristiani di oggi e quale invito rivolga a ciascuno di noi. È l’invito all’impegno in primo luogo spirituale e religioso, è il costruirsi ‘come pietre vive’ e, allo stesso tempo, l’accettare la sfida della presente stagione storica, investendo risorse ed energie nel sostenere una presenza cristiana: a partire dalla società civile fino agli impegni più espressamente diretti all’animazione della politica. Urgenze evidenti, rispetto alle quali Toniolo offre il conforto di una testimonianza autentica”. Rileggere l’opera di Toniolo “oggi, respirarne a pieni polmoni la profonda ispirazione cristiana, è un vero antidoto al clima cupo delle odierne cronache economiche, che apre alla speranza e all’impegno per il futuro. Da consigliare, a tutti”, afferma<strong>Roberto Pensa</strong>, direttore della <strong>Vita Cattolica </strong>(Udine).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Giornata per le vocazioni, Prime comunioni e cultura della vita. </strong>“Rispondere all’amore non solo si può, ma anche si deve. Pur interpellati con il delicato e tenero ‘Se vuoi’ – che in Gesù è comunque un appello – evitare di rispondere è come evitare di vivere. La stessa libertà della risposta non fa che confermare la libertà di chiamare. Dio non vuole interlocutori modesti o di basso profilo, ma persone robuste umanamente e spiritualmente, disponibili a misurarsi con la Sua altezza. Libero Lui, liberi quelli che rispondono”, sottolinea <strong>Antonello Mura</strong>, direttore di <strong>Dialogo </strong>(Alghero-Bosa), nell’editoriale dedicato alla 49ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che si celebra domenica 29 aprile.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Dalle vocazioni alla cultura per la vita&#8230; “La battaglia per la cultura della vita è l’esistenza di un popolo che vive intensamente la propria identità umana nel cristianesimo. E vivendo questa identità umana offre la sua esperienza di vita come un grande annunzio, una grande possibilità offerta a tutti gli uomini, di uscire da quello che un grande filosofo tedesco definiva ‘il sentiero polveroso del nulla’”. È la riflessione del vescovo <strong>Luigi Negri </strong>sulle pagine di <strong>Montefeltro </strong>(San Marino-Montefeltro).</span><br />
<span style="color: #000000;"> Prende spunto dalle parole del Papa, al Regina Cæli di domenica scorsa, sulla Prima Comunione <strong>Alberto Margoni</strong>, direttore di<strong>Verona Fedele </strong>(Verona): “La Messa di Prima Comunione non è una sfilata di moda per principesse e piccoli lord che alla fine, più che testimoniare la gioia di accompagnare questi piccoli all’incontro con il Signore vivo e presente in mezzo a noi, rischia di limitarsi ad attestare che, tutto sommato, in Italia non va poi così male&#8230;”.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Una riflessione su Chiesa e crisi per il <strong>Nuovo Amico </strong>(Pesaro-Fano-Urbino): “Ciò che sorprende in questa crisi che coinvolge anche la comunità cristiana, è l’assenza delle quarantenni”. E aggiunge: “Il Vangelo è impregnato di femminilità: un Vangelo al femminile capace di frantumare qualsiasi specie di riduzione. Cosa è mancato, forse la prassi? La deviante competizione sui ruoli mette a rischio il patrimonio acquisito e rischia di pagare a caro prezzo ciò che le era stato negato”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Politica e crisi.</strong> “La credibilità dei partiti è ai minimi storici”, perciò per <strong>Lauro Paoletto</strong>, direttore della <strong>Voce dei Berici </strong>(Vicenza), “è necessario (soprattutto a livello nazionale e regionale) garantire un rinnovo della classe dirigente, un taglio vero dei costi della politica, un tetto rigoroso alle spese per le campagne elettorali e gestione dei partiti, una nuova legge elettorale. Il tutto in tempi molto rapidi”. Per <strong>Bonifacio Mariani</strong>, direttore del <strong>Nuovo Amico del Popolo </strong>(Chieti-Vasto), è dalla “vicinanza”, dall’”attenzione al vero territorio”, che “deve ripartire la vera politica per ritrovare credito, passione e partecipazione. A cosa serve chi considera la propria gente solo come un numero percentuale di sondaggio, chi pensa al proprio ruolo come a sicura fonte di reddito?”. In occasione delle prossime elezioni amministrative, <strong>Guglielmo Frezza</strong>, direttore della <strong>Difesa del Popolo </strong>(Padova), sottolinea: “Recuperare appieno l’attenzione verso il proprio territorio significa anche saper accompagnare l’azione amministrativa: pretendendo di essere ascoltati e accettando di ascoltare gli amministratori, chiedendo conto delle scelte fatte e portando alla loro attenzione i problemi che tocchiamo con mano. E significa farlo con costanza, lungo tutti i prossimi cinque anni. È un servizio prezioso, in tempi in cui s’inaridiscono i luoghi del confronto e la pazienza stessa del confrontarsi tra persone”. Secondo <strong>Vincenzo Rini</strong>, direttore della <strong>Vita Cattolica </strong>(Cremona), “solo sulla strada di un cambiamento reale, che è anzitutto rinnovamento morale, potrà avvenire che niente sia più come prima. E che i cittadini ritornino ad amare la politica e a rispettare i partiti. Perché la democrazia ha bisogno dei partiti; ma questi servono la democrazia solo nella misura in cui si fanno umili servi&#8230; e anche un po’ più poveri”. <strong>La Cittadella </strong>(Mantova) denuncia: “Se nel Paese non crescerà il senso di retta coscienza che deve avere nei confronti di se stesso ritorneremo presto ad imboccare la strada del declino che da troppi anni ormai ci contraddistingue”. Per <strong>Luca Sogno</strong>, direttore del<strong>Corriere Eusebiano </strong>(Vercelli), per superare la crisi, occorre la riforma dello Stato: “Questo compito spetterebbe alla politica ma, nonostante i condivisibili appelli di Napolitano a non scadere nell’invettiva fine a se stessa, la politica sarebbe una delle prime componenti dell’apparato statale da riformare nel profondo”. Ma la crisi non è solo dei partiti e dell’Italia, come ricorda la <strong>Guida</strong>(Cuneo): “Non passa giorno senza che qualcuno s’affacci a dirci come salvare la vecchia Europa, incapace di venirsene fuori da una crisi che ormai dura da anni e che ancora durerà”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Venticinque aprile e Primo maggio. </strong>La Festa della Liberazione, si legge su <strong>Emmaus </strong>(Macerata), “rischia di non essere più una data importante per gli italiani e soprattutto per i nostri giovani, che sempre più vedono questo giorno solo come una scritta rossa sul calendario. Lavorare su storia e memoria è certamente compito difficile, ma al contempo fondamentale affinché la storia non sia considerata solo nostalgia del passato, quanto piuttosto radice per il futuro”. “Celebrare il Primo maggio da cristiani deve richiamare ciascuno di noi al corretto rapporto tra investimento e profitto perché non vi sia mai l’uso scorretto e contro coscienza della propria capacità che può arrivare a facili quanto inutili scorciatoie di profitto passando dallo sfruttamento della mano d’opera”, osserva sulle pagine del <strong>Ticino </strong>(Pavia) Sergio Contrini, presidente dell’Ucid locale. E a proposito della festa del Primo maggio <strong>Corrado Avagnina</strong>, direttore dell’<strong>Unione Monregalese </strong>(Mondovì) e della <strong>Fedeltà </strong>(Fossano), nota: “Sul lavoro, oggi, c’è ben poco da festeggiare! La crisi sta mordendo forte, infatti, sul terreno dell’occupazione. La precarietà sta diventando un parametro sempre più diffuso, con tutte le incertezze che si porta dietro per le nuove generazioni sempre in sospeso su un lavoro che non dà molte garanzie per il futuro”. Per la <strong>Voce del Popolo </strong>(Brescia), in un tempo di crisi come quello attuale la ricorrenza del 1° maggio si è trasformata in un confronto permanente sulla mancanza di lavoro”. “Restiamo convinti che ci sono intelligenza ed energie per superare la crisi, partendo da una maggiore coerenza e sobrietà, a iniziare dai politici fino all’ultimo cittadino”, sostiene <strong>Vincenzo Tosello</strong>, direttore di <strong>Nuova Scintilla </strong>(Chioggia), per il quale la soluzione della crisi verrà “dalla volontà comune – che già si percepisce – di rimboccarsi le maniche e di sostenersi reciprocamente, perché il lavoro torni a essere gratificante compito di tutti”.<strong>La Voce del Popolo </strong>(Torino) pubblica una nota di Nanni Tosco, segretario Cisl Torino, per il quale “è una festa con l’affanno, il prossimo Primo Maggio. La mancanza di lavoro è la conseguenza della mancanza di una sufficiente crescita dell’economia, ormai assente da più di un decennio ed evoluta in recessione. Pesa sulla situazione la scarsità d’investimenti pubblici e privati, di amministrazioni e aziende”. “Mai come in questo momento – osserva <strong>Bruno Cescon</strong>, direttore del <strong>Popolo </strong>(Concordia-Pordenone) – il lavoro è diventato il tema centrale della politica, delle imprese, delle forze sociali, della Chiesa stessa e anche della nostra diocesi. Del resto a parlare per primo delle novità che si sarebbero prodotte nel mondo sulla distribuzione del lavoro con la globalizzazione fu Giovanni Paolo II nell’enciclica ‘Laborem exercens’”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Agricoltura. </strong>Un editoriale dedicato all’agricoltura sul <strong>Nuovo Diario Messaggero </strong>(Imola): “L’accresciuta concorrenzialità internazionale sta mettendo in forte crisi il nostro modello di sviluppo e, dunque, per le imprese s’impongono scelte coraggiose, in cui l’imperativo è innovare (nei processi, nei prodotti, nell’organizzazione, nelle relazioni). Da ciò discende l’esigenza d’investire prioritariamente sul capitale umano, auspicando un più rapido ricambio generazionale con giovani preparati propensi a investimenti innovativi”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Calcio e gioco d’azzardo.</strong> Partendo da quanto avvenuto durante la partita Genoa-Siena di domenica 22 aprile, <strong>Francesco Zanotti</strong>, direttore del <strong>Corriere Cesenate </strong>(Cesena-Sarsina), scrive: “Lo stadio è una zona franca, in cui è permesso qualsiasi atteggiamento. L’insulto, la bestemmia, l’offesa e gli scontri si sprecano e l’impunità è quasi sempre garantita. Non servono le telecamere a circuito chiuso se non esiste la volontà di agire di conseguenza. Occorre un cambiamento di mentalità: uscire dalla logica del ricatto che subiscono le società per tornare alla passione autentica per lo sport. E questo vale sia per gli addetti ai lavori sia per gli appassionati. Ne guadagnerebbero tutti, in primis il calcio stesso, in cerca spasmodica di nuova credibilità e di spettatori”. Dal campo di calcio al gioco d’azzardo, fenomeno sul quale si concentra la riflessione di <strong>Giuseppe Lombardo</strong>, direttore di <strong>Cammino </strong>(Siracusa): “Perché lo Stato incentiva il gioco? Perché rimpingua le sue casse. Il gioco è una tassa a cui il cittadino aderisce liberamente. Giocare tanto, senza porsi spesso alcun limite, nella speranza di potersi arricchire, è creduloneria o, come ritengono alcuni psicologi, disturbo ossessivo-compulsivo. Nel primo caso basta prendere coscienza per smettere. Nel secondo è necessario l’aiuto di uno specialista. In Italia, oltre alle comunità terapeutiche ben note, si stanno moltiplicando quelle che si occupano della dipendenza da gioco”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Chiesa e territorio.</strong> <strong>La Voce Alessandrina </strong>(Alessandria) ricorda che domenica si conclude la missione cittadina con la “tradizionale processione della ‘Salve’”. A Giorgio La Pira Piacenza dedica un’area verde tra via Corvi e via Trivioli, che sarà intitolata il 3 maggio alla presenza del sindaco di Firenze Matteo Renzi. “A 35 anni dalla sua morte – sostiene <strong>Davide Maloberti</strong>, direttore del <strong>Nuovo Giornale </strong>(Piacenza-Bobbio –, in tempi diversi ma come sempre belli e difficili, La Pira chiede a tutti il coraggio di scelte vere e decise, senza compromessi, un coraggio che non può fare a meno delle sue stesse radici”. Parlando della tavola rotonda all’Università di Trieste sul libro “Gesù di Nazaret” di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, <strong>Stefano Fontana</strong>, direttore di <strong>Vita Nuova </strong>(Trieste), sottolinea: “L’ingresso del Gesù di Nazaret all’Università porta con sé un notevole significato” perché “l’Università è il luogo dove i saperi s’incontrano e l’ingresso del libro del Papa in questo luogo reale ma anche simbolico significa che Gesù non è estraneo a questi saperi, né alla conoscenza in quanto tale”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fonte: AGENZIA SIR</span></p>
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		<title>Sette anni con Benedetto XVI, Papa della gioia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 21:10:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[Papa. sette anni]]></category>

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		<description><![CDATA[2012-04-19 Radio Vaticana La Chiesa celebra oggi con gratitudine al Signore il settimo anniversario dell&#8217;elezione di Joseph Ratzinger alla Cattedra di Pietro. Nel servizio di Alessandro Gisotti, un vescovo, una suora missionaria, il leader di un movimento laicale e ancora il direttore di un giornale, una giovane cattolica e uno scienziato agnostico raccontano cosa hanno dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2012-04-19 Radio Vaticana</p>
<p><img class="alignleft" src="http://media01.vatiradio.va/imm/1_0_581075.JPG" alt="" width="250" height="170" /><span style="color: #000000;">La Chiesa celebra oggi con gratitudine al Signore il settimo anniversario dell&#8217;elezione di Joseph Ratzinger alla Cattedra di Pietro. Nel servizio di <strong>Alessandro Gisotti</strong>, un vescovo, una suora missionaria, il leader di un movimento laicale e ancora il direttore di un giornale, una giovane cattolica e uno scienziato agnostico raccontano cosa hanno dato loro questi sette anni di Pontificato di Benedetto XVI:</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Un umile lavoratore nella Vigna del Signore”: il 19 aprile del 2005, Benedetto XVI si presentava così al mondo. Sette anni nei quali, il pastore “mite e fermo” della Chiesa universale ha guidato con mano sicura e cuore generoso la Barca di Pietro. <strong>Mons. Bruno Forte</strong>, arcivescovo di Chieti Vasto, sottolinea la dimensione luminosa del Magistero di Benedetto XVI: </span><br />
<span style="color: #000000;">R. &#8211; E’ un Pontificato al tempo stesso drammatico e luminoso. E’ un Pontificato drammatico per i tempi in cui esso viene a svolgersi. Siamo nella stagione seguente quello scontro delle civiltà che ad alcuni sembrava inevitabile e addirittura unica via di un progresso futuro; uno scontro nel quale il Papa si è situato con estrema lucidità, con parole chiare, quelle del rifiuto di ogni violenza esercitata in nome di Dio. Ma la drammaticità è non solo quella dei grandi contesti, quanto anche la crisi generale che attraversa il villaggio globale, in particolare l’Occidente; una crisi che il Papa sente in prima persona e che ha espresso in maniera molto lucida, specialmente nella costituzione di un Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione. Proprio in questo contesto drammatico si situa la luminosità del messaggio di Papa Benedetto XVI. Egli non cede alla tentazione della rinuncia o del pessimismo, anzi, più che mai si dimostra tenace nel proporre il sì di Dio in Gesù Cristo, nel testimoniare orizzonti di senso e di speranza e di ritenere il cristianesimo la via possibile di salvezza nella crisi attuale. Questo lo vediamo nella insistenza sui grandi temi del cristianesimo, innanzitutto il tema della fede, che è quello dell’autentico rinnovamento che questo Papa sta chiedendo alla Chiesa.</span><br />
<span style="color: #000000;">D. – Rinnovamento nella fede, sottolineava, l’Anno della fede è vicino… Quale augurio si sente di fare a Benedetto XVI per il suo Pontificato?</span><br />
<span style="color: #000000;">R. – Che questo suo straordinario sforzo di testimoniare la bellezza di Dio e la luce della fede a un mondo più che mai bisognoso di essa, questo rilancio della centralità della fede nella vita nell’identità e nella missione della Chiesa, trovino amplissima risposta nei cuori e che il Signore dia alla sua azione, al tempo stesso coraggiosa e umile, una grande fecondità che sia anche di consolazione per il suo cuore di padre e di pastore. (bf)</span><br />
<span style="color: #000000;">Come il suo amato predecessore, anche Benedetto XVI ha puntato molto sul ruolo dei movimenti laicali nel rinnovato sforzo della nuova evangelizzazione. Un tema forte di questi sette anni, su cui si sofferma il presidente in Italia di “Rinnovamento nello Spirito”, <strong>Salvatore Martinez</strong>, che ricorda i suoi primi incontri con il Papa:</span><br />
<span style="color: #000000;">R. – Vorrei evidenziare qui due ricordi. Il primo, a dieci mesi dalla sua elezione: la mia udienza privata con lui, quando ho subito percepito il tratto del pastore buono, di un uomo profondamente interiorizzato, nobile non soltanto nell’incedere, nel tratto, ma direi soprattutto nei pensieri; poi, la storica Pentecoste con i movimenti. Certamente, Benedetto XVI ha convalidato, confermato, rilanciato il grande tema della coessenzialità dei carismi, con il principio gerarchico petrino. E’ un Pontefice che invita i laici a dare ancora credito alla speranza, al Vangelo della speranza. Sta sottolineando, in ogni modo, il bisogno che questa nuova evangelizzazione abbia nei movimenti, nei laici, una espressione compiuta. Infine, al Pontefice dobbiamo dire grazie per come ci insegna ogni giorno a difendere e a diffondere la fede!</span><br />
<span style="color: #000000;">D. – Testimone della fede, testimone della gioia: quale augurio si sente di fare a Papa Benedetto per il prosieguo del suo ministero petrino?</span><br />
<span style="color: #000000;">R. – Che continui a tenere la mano sul timone di questa barca. Se anche il mare è periglioso e non mancano le tempeste, la mano è sicura. Noi siamo con lui; la gente lo sente sempre più vicino, vede ogni giorno di più il coraggio di un uomo. E, seppure evidentemente invecchia e faccia fatica come ogni anziano, la gente vede, coglie in lui, il desiderio che questa Chiesa sia guidata, che questa Chiesa sia condotta verso l’approdo che è Cristo: ogni giorno un Gesù nuovo, ogni giorno un Cristo vivo. Il Papa ha ricordato all’inizio del Pontificato che è parte di una Chiesa giovane, perché Cristo è vivo. Cristo lo rende giovane, Cristo gli regala questa giovinezza spirituale, Cristo lo fa amare dalla gente. Allora, lunga vita al Papa! Che continui davvero a guidare la Chiesa con l’amore e la passione che ci sta testimoniando. (ap) </span><br />
<span style="color: #000000;">E il Papa, in questi anni, ha levato incessantemente la sua voce in difesa della dignità dell’uomo, sfigurata dalla violenza, dall’egoismo, dalla miseria. Benedetto XVI ha dato così voce a chi non ha voce. E’ quanto sottolinea <strong>suor Eugenia Bonetti</strong>, missionaria della Consolata, responsabile dell’ufficio “Tratta donne e minori” dell’Usmi<strong>:</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">R. – Questi anni di Pontificato a noi hanno dato moltissimo, perché abbiamo trovato in Benedetto XVI un padre, un padre che sa ascoltare, che sa cogliere le urgenze, le emergenze dell’oggi, soprattutto le emergenze dell’immigrazione, dello sfruttamento della persona. Abbiamo trovato un pastore in lui e troviamo nei suoi insegnamenti veramente l’aiuto e la forza per continuare a lottare, perché ogni persona possa vivere da persona umana con la propria dignità, così come è stata voluta e creata dal Creatore. Quindi, per noi è un grande esempio: la sua dedizione, le sue catechesi sempre così puntuali, così attuali. Oggi abbiamo più che mai bisogno di avere delle guide, di avere dei testimoni.</span><br />
<span style="color: #000000;">D. – Come religiosa, come missionaria, come cristiana, qual è l’augurio che vuole rivolgere a Benedetto XVI?</span><br />
<span style="color: #000000;">R. – Prima che la Libia andasse in guerra, ho avuto l’occasione di andare a Tripoli e ho visitato le prigioni dove queste persone, rimandate dall’Italia, si trovavano in prigione. Quando hanno saputo che venivo dall’Italia, che venivo da Roma, in coro hanno gridato: “Vai a trovare il Papa e dì al Papa che gli vogliamo bene”! Ecco, io voglio fare ancora mio e nostro questo augurio: che tante persone, soprattutto le persone più sfortunate, più svantaggiate, sentano e trovino nel Santo Padre questa guida, che veramente sentano di voler bene al Papa, e così anche noi. Questo è il nostro augurio, e l’augurio di tante suore, di tante donne che noi abbiamo aiutato, di poter dire al Santo Padre: “Grazie per la sua presenza, per il suo insegnamento”. E sia così anche per noi, come queste persone, che hanno gridato: “Dì al Papa che gli vogliamo bene”. (ap)</span><br />
<span style="color: #000000;">Colonia, Sydney, Madrid: le città delle tre Gmg di Benedetto XVI, mentre già si guarda all’appuntamento di Rio de Janeiro del prossimo anno. Un rapporto speciale quello del Papa con i giovani, come già era avvenuto nel Pontificato del Beato Karol Wojtyla. <strong>Lisa Moni Bidin</strong>, responsabile nazionale di Azione Cattolica per i giovani, si sofferma sui doni che ha ricevuto da Papa Benedetto in questi sette anni: </span><br />
<span style="color: #000000;">R. – Le due cose che porto più nel cuore sono il primato dell’amore e il desiderio profondo di chiarezza e di verità: un amore che faccia crescere, che ci permetta di trovare quel di più della nostra vita per aspirare a mete grandi; e quel desiderio di chiarezza e verità da ricercare dentro ciascuno di noi, nelle nostre chiese, nelle nostre comunità, per essere sempre più testimonianza viva di Cristo Risorto, di una Chiesa viva, di una Chiesa della gioia.</span><br />
<span style="color: #000000;">D. – Quale augurio per questo anniversario di Pontificato, guardando in particolare ai giovani?</span><br />
<span style="color: #000000;">R. – Un augurio sicuramente dai giovani, in particolar modo i giovani dell’Azione Cattolica, che sono quelli che conosco meglio, un augurio di bene, di sostegno per il suo operare, anche nel nostro impegno di sostenerlo con la preghiera. (ap)</span><br />
<span style="color: #000000;">Altro tema che sta fortemente caratterizzando il Pontificato di Benedetto XVI è la promozione di un fruttuoso dialogo tra fede e ragione. Un impegno particolarmente apprezzato dal <strong>genetista Angelo Vescovi</strong>, presidente del Comitato scientifico di “Neurothon”: </span><br />
<span style="color: #000000;">R. &#8211; Ha dato una chiara direzione su come muoversi. Io parlo ovviamente per quanto riguarda il mio settore di competenza, che è quello delle malattie degenerative, delle terapie con le cellule staminali. Per quanto mi riguarda il grande valore che il Papa mi ha confermato è di rimanere sempre nell’alveo del rispetto della vita umana, quando si lavora per cercare di curare coloro che soffrono. Sicuramente i suoi insegnamenti funzionano molto da “luce guida”. Ho avuto poi anche il piacere e l’onore di vederlo da vicino e posso trasmettere una sensazione che mi ha veramente impressionato: guardandolo negli occhi, ho sentito un senso di serenità che ho visto in pochissimi uomini. </span><br />
<span style="color: #000000;">D. &#8211; Lei ci dice: un Papa può aiutare anche un uomo di scienza…</span><br />
<span style="color: #000000;">R. &#8211; Anzitutto uno scienziato è un uomo; è poi un uomo di scienza, ma è un uomo. Un Pontefice con la capacità di trasmettere dei valori non solo religiosi, ma morali e filosofici, non “può” aiutare, ma essenzialmente aiuta!</span><br />
<span style="color: #000000;">D. &#8211; Quale augurio si sente di fare come uomo per l’appunto, prima ancora che come uomo di scienza?</span><br />
<span style="color: #000000;">R. &#8211; Il mio augurio è che lui rimanga tra di noi per altri 100 anni! E che possa guidarci con quella serenità che gli ho visto negli occhi e che è una serenità di tipo trascendente. (mg)</span><br />
<span style="color: #000000;">“Papa della parola” per antonomasia, Benedetto XVI con il suo Magistero rappresenta una sfida stimolante per gli operatori della comunicazione. La riflessione del direttore del quotidiano “Avvenire”, <strong>Marco Tarquinio</strong>: </span><br />
<span style="color: #000000;">R. – In Joseph Ratzinger, divenuto Papa Benedetto XVI, quella che era la sua grande sapienza cristiana è diventata qualcosa di più e di diverso. Io lo considero un segno di contraddizione bellissimo nel mondo di oggi. Gli hanno costruito addosso dei cliché mediatici e lui li ha rovesciati: ad un mondo che ha rovesciato l’ordine dei valori, ha offerto lo scandalo di un rovesciamento dei cliché precostituiti sia sulla sua persona sia sulla predicazione della Chiesa. E questo lo ha fatto sulle questioni cruciali del nostro tempo. </span><br />
<span style="color: #000000;">D. – Uno scandalo che interroga molto il mondo della comunicazione…</span><br />
<span style="color: #000000;">R. – Questo è lo scandalo: per un mondo dell’informazione, che si nutre di certezze evanescenti, che fa titolo grazie alla levità infelice di casi di cronaca, di gossip, trasformati nel metro della nostra umanità, nella misura del successo, c’è qualcuno che dice, con una voce percepibile anche dai semplici, non solo dai dotti, che è un altro il modo, è un altro il centro, è un altro il fuoco vero intorno al quale si può accendere la speranza del mondo.</span><br />
<span style="color: #000000;">D. – Quale augurio rivolge al Papa in questo giorno, in questo anniversario di ministero petrino?</span><br />
<span style="color: #000000;">R. – Che l’Anno della fede, che sta per cominciare corrisponda a quella domanda che il Papa si poneva qualche settimana fa nell’incontro con la Chiesa di Roma: che cosa dirà il mondo della nostra fede? Di questo ci dobbiamo preoccupare. Quindi, l’augurio è che noi sappiamo dire come popolo di Dio, seguendo la luce che il Papa ci aiuta a vedere, che la nostra fede è significante ed è una forza buona, in un mondo che è pervaso da correnti obiettivamente negative. (ap)</span></p>
<p>Fonte:<a href="http://www.news.va/it/news/sette-anni-con-benedetto-xvi-papa-della-gioia">http://www.news.va/it/news/sette-anni-con-benedetto-xvi-papa-della-gioia</a></p>
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