Tutto ebbe inizio circa due anni fa, quando due gruppi di “scalcagnati” decisero di unire i loro brillanti ingegni per seguire insieme un cammino di condivisione. Per questo iniziarono ad incontrarsi ogni settimana e, anche se tra giochi e risate contagiose, sono sempre riusciti a buttar giù qualcosa di serio, imparando a mettersi in gioco ed a pensare. Per chi non l’avesse capito stiamo parlando di noi, giovanissimi di questa Parrocchia, di cui ci sentiamo protagonisti a tutto tondo. Agli occhi di molti nostri coetanei potrebbe sembrare che quell’ora che spendiamo insieme il mercoledì sera sia solo un’inutile perdita di tempo, ma se si provasse a sperimentare prima di giudicare… certo qualcosa cambierebbe! Infatti siamo la prova lampante che vivere la Parrocchia alla nostra età non comporta l’essere bigotti o “incallite bizzoche”, ma semplicemente provare ad essere protagonisti della realtà che ci circonda. Per quanto possa sembrare strano, non c’è nulla al giorno d’oggi più rivoluzionario degli insegnamenti del Vangelo, nel quale il nostro gruppo è incardinato. Nel nostro mondo, individualista e poco attento alla collettività, è difficile trovare qualcuno disposto ad investire tempo e pazienza nell’esclusivo interesse del prossimo, in completa umiltà e senza tornaconti: noi possiamo dire di sperimentare costantemente tutto questo e di non avere mai ripensamenti quando si tratta di dedicarsi agli altri. La compagnia non fa pesare l’impegno, lo rende anzi piacevole se non proprio divertente! In questa maniera ci è piaciuto trascorrere l’inizio dell’estate tra giochi e bans, merende ed acqua in distribuzione industriale, gavettoni e, perché no?, qualche lavata a terra, badando ad una folla di bambini scalmanati ed irrefrenabili. L’esperienza dell’”Estate ragazzi”, che ha visto il nostro gruppo protagonista in prima persona, è andata a buon fine (alcuni tra noi hanno continuato a rendersi disponibili per seguire i bambini che frequentano il Centro di Via Fani) e si è conclusa con un momento di svago e di crescita tutto per noi: il campo-scuola a La Verna. Come dimenticare nottate in bianco giocando a carte, vino, cacce al tesoro, partitelle ed un ferragosto movimentato (indelebile il ricordo delle lanterne liberate nella notte come uno stormo di gabbiani in volo)… tutte vicende che si sono intrecciate alle attività proposte dai nostri educatori e che ci hanno permesso di approfondire il nostro Credo.

Ma cinque giorni passano in fretta, ahinoi! Nel mese di novembre abbiamo offerto la nostra disponibilità nella “colletta alimentare”, iniziativa volta a raccogliere generi di prima necessità confluiti successivamente al Centro Caritas cittadino. Anche a Natale, analogamente all’anno scorso, abbiamo avuto un pensiero per i bisognosi: abbiamo infatti partecipato alla preparazione e distribuzione di doni alle famiglie seguite dalla Caritas della nostra Parrocchia per portare anche a loro quello spirito del Natale che non è materialismo, ma calore ed accoglienza. Possiamo guardare a questa descrizione di attività più o meno faticose come una sintesi di noi stessi e del gruppo che ci riunisce.

Più che una descrizione, ciò che abbiamo scritto ha il significato di un augurio. Un augurio ai più grandi di avere fiducia in noi, un augurio ai nostri coetanei di seguirci e, soprattutto, un augurio a ciascuno di noi di perseverare e credere con convinzione in tutto ciò che facciamo: siamo il domani del nostro mondo, basterebbe anche solo la metà della nostra forza per rivoltarlo come un calzino, ma per poterci riuscire dobbiamo iniziare dal piccolo, dalla nostra Parrocchia. Il mondo ha bisogno di buona volontà per proseguire e di giovani menti per crescere. Per cui, armiamoci delle nostre capacità, di passione e coraggio e cresciamo insieme a lui con amore.